Phu Kham. La caverna dove le agenzie non vi porteranno.

© Mauro Proni 2017

Un giorno lessi un articolo sulla caverna di Phu Kham, nei pressi di Vang Vieng. Dalle foto sembrava un luogo davvero suggestivo e mi chiesi come mai i tour operator normalmente non la includono tra le attrazioni da visitare. Fu così che decisi di andarci di persona. Leggi il resto di questa voce

Ligatne, la cartiera più antica del baltico

La cartiera di Ligatne – © Mauro Proni 2016

La cartiera di Ligatne (Ligatnes papir fabrika) è attualmente la più antica dei Paesi baltici. Tuttora in funzione, la sua storia ha inizio nel lontano 1815,  anche se il picco di massima produttività venne raggiunto solo alla fine del secolo, quando la fabbrica ottenne il permesso di produrre la carta della casa reale dello zar di Russia. Il primo edificio della cartiera venne completato nel 1816, il secondo risale a quindici anni più tardi, diventandone presto il principale.
Oggi la fabbrica produce carta riciclata destinata prevalentemente all’esportazione. Leggi il resto di questa voce

Le persone fanno la differenza

© foto Mauro Proni 2010

«Perché hai deciso di trasferirti qui?» è la domanda più ricorrente che mi rivolgono i turisti che accompagno, ed è anche una delle più difficili alle quali rispondere.
Laos, uno dei Paesi più poveri dell’Asia, con un sistema sanitario pessimo, strade malconce, nessun welfare, elevata mortalità ed un alto tasso di corruzione. Ecco, abbiamo trovato il pedofilo! Già, perché dopo questa descrizione se uno sta qui, o è un pedofilo o non c’è ragione per starci un minuto di più. E invece no, cari lettori, qui ci sono anche alcool e droga a basso costo. Non ci facciamo mancare niente noi espatriati che «è meglio non avere in Italia», come disse il ministro Poletti. Ma questo tema è stato già trattato in un altro post.

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Scatti dal Baltico. Riga.

img_0088Per chi vive in Indocina, tornare in Italia significa quasi sempre prendere un volo da Bangkok e atterrare a Malpensa, almeno per chi è originario del nord. Ma io non sono mai stato un amante della routine, e tornare in Italia così lo trovo davvero banale. E’ la prima cosa che ho pensato l’anno scorso, quando decisi di tornare in patria per le ferie estive.
Avevo trovato offerte vantaggiose con Aeroflot, la compagnia russa leader nelle tratte dei Paesi dell’ex Unione Sovietica. Fu così che decisi di atterrare nei Baltici e raggiungere l’Italia in treno, fermandomi nelle città lungo il percorso. La prima tappa fu Riga e fu una scelta felice.

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Inutile incazzarsi, il ministro ha ragione.

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Turista riverso sul marciapiede dopo una notte di bagordi in una nota località turistica thailandese – © foto Mauro Proni 2012

E’ una notizia di qualche settimana fa. Il ministro Poletti ha avuto parole poco tenere con gli italiani all’estero, sostenendo che molti di loro è meglio non averli tra i piedi e che in Italia non sono rimasti solo dei ‘pistola’.
Al contrario di molti espatriati, da italiano all’estero non mi sono sentito offeso, anzi. In fondo che ha detto di male il ministro? Pensando alla fauna expat locale trovo tutto ciò banalmente vero.
Scappati di casa, delinquenti, falliti, alcolizzati, drogati, nullafacenti, perdigiorno: il panorama degli espatriati che bazzicano nel Sud-Est asiatico, italiani e non, è sconfortante. Leggi il resto di questa voce

Turismo cinese: l’invasione è servita

Un gruppo di turisti cinesi in attesa di salire su uno dei tanti bus in sosta lungo la Second Road di Pattaya (Thailand) - © foto Mauro Proni 2016

Turisti cinesi in attesa di salire sui bus (Pattaya, Thailandia) – © foto Mauro Proni 2016

Sono ovunque. Come soldatini obbedienti seguono la loro guida. Se lui si ferma, loro si fermano; se lui punta il dito verso destra, loro guardano a destra. Non c’è bisogno di chiamarli a raccolta, perché il turista cinese non si allontana dal gruppo, non fa domande e soprattutto non si lamenta. Il cinese è il turista ideale per ogni guida turistica.
Volete una prova che ciò sia vero? Venite in Asia.

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I dinosauri della Danimarca australiana

cutting_edge_int_001«Sapete dove si trova l’Australia?»
«No»
«È qui, sulla mappa. Conoscete qualche città australiana?»
«Danimarca»
«La Danimarca è un Paese europeo. Le principali città australiane sono: Perth, Canberra, Melbourne, Sidney, Adelaide, Brisbane. Qualcuno di voi è mai stato in Australia?»
«No»
«Sapete cos è l’Outback australiano?»
«No»
«Sapete dirmi qualche animale che vive in Australia?»
«I dinosauri»
«Va bene, parliamo di Luang Prabang, l’antica capitale del Laos. Ci siete mai stati?»
«No»

E’ un po’ che non scrivevo di scuola e oggi lo voglio fare cominciando così. Una barzelletta? Nient’affatto. Si tratta di uno scambio di battute che ho avuto con alcuni miei studenti durante una lezione di inglese, qualche giorno fa.

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Gioielli coloniali. Ascesa e declino della ferrovia di Don Kone – Ultima parte

Il ponte ad arcate lungo 158 metri che collega Don Kone a Don Det fu costruito dai francesi nel 1910 - © foto Mauro Proni 2012

Il ponte ad arcate lungo 158 metri che collega Don Kone a Don Det fu costruito dai francesi nel 1910 – © foto Mauro Proni 2012

Allungata e potenziata, la ferrovia di Kone al traffico commerciale aggiunse presto anche quello dei primi turisti che, dal vicino Vietnam, potevano raggiungere Luang Prabang a bordo di confortevoli battelli a vapore.

Sul finire del 1894 un manipolo di operai vietnamiti coordinati dal luogotenente Simon aveva terminato i lavori di estensione della ferrovia fino al villaggio di Ban Kone, includendo anche il potenziamento dei binari e delle rampe del porticciolo fluviale.
Nel corso del 1894 le Messaggerie Fluviali della Cocincina (che già detenevano la concessione per la navigazione nel tratto cambogiano e vietnamita del fiume) ottennero l’appalto del servizio postale dell’alto Mekong. Con il dislocamento di tre nuovi battelli da 60 tonnellate si rese necessario un nuovo potenziamento dell’intera rete, cosa che venne fatta nel 1896, tra agosto e ottobre.

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Riga, il giorno e la notte

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Riga, 5 luglio, ore 21.48 – © foto Mauro Proni 2016

È cosa nota, ce lo insegnano fin dalla scuola elementare: al Polo le giornate sono più lunghe d’estate e più corte d’inverno. Fin qui tutto chiaro, ma esperienza insegna che dai libri alla vita reale le cose possono nascondere sorprese.
È la mia prima volta in un Paese così a nord, la Lettonia. Atterro a Riga nel primo pomeriggio di una piovosa giornata di luglio. Raggiungo l’hotel, mi faccio una doccia e attendo.

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Gioielli coloniali. Ascesa e declino della ferrovia di Don Kone – Parte seconda

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Una delle locomotive utilizzate lungo la ferrovia di Don Kone, ora conservata nel museo dell’isola – © foto Mauro Proni 2016

Ottenute le terre ad est del Mekong, i francesi necessitavano di dotare il fiume di una flotta fluviale in grado di presidiare i nuovi confini. La prima ferrovia di Don Kone era lunga solo tre chilometri e venne costruita per trasportare due navi militari.

Le tensioni tra Francia e Regno del Siam per contendersi le terre ad est del Mekong arrivarono all’apice nel luglio del 1893, quando i francesi occuparono militarmente un tratto del fiume Chao Praya nei pressi di Bangkok. Dopo tre mesi di tensione diplomatica il re del Siam, consapevole della superiorità militare avversaria, rinunciò formalmente ad ogni pretesa sui territori. Acquisito il Laos, per i francesi si pose il problema di dotare il Mekong di una flotta fluviale in grado di presidiare i nuovi confini.

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