Il volto della disperazione

interno baracca
L’ingresso di una delle tante baracche del quartiere universitario | © foto Mauro Proni 2013

Le condizioni di vita degli studenti universitari di una cittadina del Laos meridionale nel conflitto tra speranza e necessità.

Paksé, Laos meridionale, una città asiatica come tante altre. La passeggiatina poco prima del tramonto sul Lao-Nippon Bridge è il volto della normalità di una città che guarda al futuro, seppur in sella a uno sviluppo lento e disordinato; due chilometri di marciapiede frequentatissimi dagli amanti della corsetta serale e dalle coppiette alle prime uscite.
Il sole che va calando colora il Mekong di tinte calde, il fiume è immenso, le sue proporzioni impalpabili. Minuscole figure si agitano a pelo d’acqua, sono i pescatori che prendono il largo con le loro barchette. La distanza che ci separa li ammutolisce in un silenzio irreale.
La magia dell’Asia è fatta anche di cose semplici: un fiume, il tramonto, i colori, due passi a piedi.
Paksé ha anche un altro volto, meno romantico ma non meno reale: è quello degradato della baraccopoli alle spalle del Teacher Training College, la facoltà universitaria dove si forma il corpo docente del Paese.
Una fogna a cielo aperto scorre tra una moltitudine di baracche in cartongesso in cui vivono un centinaio di studenti. Sono ovunque, abbarbicate l’una sull’altra nel più classico dei disordini asiatici. Dieci metri quadrati di povertà più una turca fuori terra a far da bagno ospitano due, tre, anche quattro persone. Fuori, sporcizia ovunque.

alloggio per studenti
Interno di uno degli alloggi per studenti di Ban Nun Doo | © foto Mauro Proni 2013

Le strade sono ciottolati di fango e sassi, l’illuminazione pubblica è quella che filtra dalle finestre degli alloggi. Si paga l’equivalente di dieci euro al mese per vivere in mezzo alla miseria.
Qua e là estemporanei SUV a passo d’uomo si fanno largo tra le fronde delle piante prospicienti i viottoli. A bordo, eleganti signori con il portafoglio pieno vengono a comprare un po’ di disperazione.
Molti degli studenti della baraccopoli di Ban Nun Doo si prostituiscono per pagarsi gli studi, l’affitto, un piatto di riso, la ricarica del telefonino. Ragazzi, ragazze, non fa differenza. Prendere un diploma da insegnante significa ottenere un impiego pubblico; per raggiungere l’obiettivo molti di loro sono disposti a tutto.
«Ti piacciono i gatti? Vuoi un gatto? Ti faccio un buon prezzo» mi dice un ragazzo quando mi vede chinato ad accarezzare uno dei tanti mici che scorrazzano qua e là alla ricerca di un po’ di caritatevole umanità. Chi non vende sé stesso cerca di campare come può, vendendo quello che gli passa sotto il naso.

parete interna
Anche nella disperazione c’è spazio per qulche testimonianza di tenerezza | © foto Mauro Proni 2013

E’ qui, nella baraccopoli di Baan Nun Doo che si formano gli insegnanti di domani.
Eppure, anche tra i cumuli di miseria sotto forma di spazzatura, l’ospitalità asiatica non tarda a farsi largo. «Ehi, farang, hai già mangiato? Vieni a mangiare con noi» mi dice una ragazza sull’uscio della porta. Io e il mio contatto locale entriamo e ci accomodiamo sulla cerata a quadretti che fa da pavimento; nella baracca convivono due ragazze e un ragazzo. Fuori la curiosità cresce; qui uno straniero non s’è mai visto, il quartiere turistico è lontano e non c’è trasporto pubblico per arrivare a Ban Nun Doo.
In Asia si usa mangiare per terra, i miei ospiti sono asiatici ed io mi adeguo. Nell’alloggio oltre ad una struttura letto che sta in piedi con la colla e i chiodi arrugginiti c’è poco altro: un’asta per gli abiti, un minuscolo tavolino e un pannello elettrico autocostruito. Il mio francese annebbiato dal tempo mi è d’aiuto per farmi capire, il mio lao raffazzonato gli dà una mano, ma quello che mi ha stupito più di ogni altra cosa è che nella mezzora che ho passato in compagnia dei tre ragazzi, i loro volti non hanno mai smesso di sorridere.
Anche questa è Asia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close