In Italia la sanità è gratis e in Thailandia fa schifo

Il Bangkok Hospital - la sanità in thailandia
Il Bangkok Hospital di Udon Thani, una delle migliori strutture della Thailandia | © foto Mauro Proni 2013

Bugie e luoghi comuni sulla sanità… degli altri: Il caso thailandese a confronto con l’Italia

In Italia la sanità è gratis: quante volte l’abbiamo sentito dire?
In Italia non si paga per essere sottoposti ad interventi chirurgici e nemmeno per i ricoveri ospedalieri, ma non pagare la fattura alla cassa non implica che sia gratis.
La spesa sanitaria italiana è finanziata con le tasse che ogni contribuente conosce e benché le tasse nel nostro Paese non siano affatto basse, non sempre i servizi sono proporzionali a quello che paghiamo; nonostante ciò, a qualcuno piace pensare che la sanità italiana sia gratuita.

Gli ospedali fanno schifo

Chi vive all’estero ha l’occasione di sperimentare altri sistemi sanitari e capita anche, al ritorno in Italia, ci si senta dire: «Ah, ma in quei Paesi lì gli ospedali fanno schifo!». Non sempre si tratta di frasi dette dall’uomo qualunque,  spesso sono gli operatori sanitari a esprimere i giudizi più severi. Il mio medico di famiglia un giorno mi disse: «In Thailandia avrei paura delle condizioni igieniche con cui vengono svolti certi interventi»; e il mio dentista: «Le cure dentarie costano poco perché non valgono niente, usano prodotti che vengono dal Burundi». Naturalmente nessuno di loro aveva mai messo piede in Thailandia, né si era informato prima di esprimere la sua opinione.

I dati

La sanità thailandese è il fiore all’occhiello del sud-est asiatico non solo per quanto riguarda gli ospedali privati, ma anche per quelli pubblici almeno dal 2001, quando venne introdotta la cosiddetta Riforma dei 30 baht.
E’ il nostro Ministero degli Esteri a rendere giustizia alla bistrattata Thailandia; in relazione alla cui situazione sanitaria si legge: “Buona in generale. Le strutture sanitarie private locali sono ottime” (1).
Nel corso degli ultimi anni la Thailandia ha investito molto nel settore sanitario, estendendo la copertura a tutti i cittadini thailandesi, cosa che ha consentito, nel giro di pochi anni, di elevare le aspettative di vita media agli attuali 75 anni, contro i 78 degli Stati Uniti, secondo fonti ufficiali dello stesso governo a stelle e strisce (2). Solo tre anni di differenza tra un Paese che nel lontano ’69 sbarcava sulla luna e un altro facente parte dei “paesi in via di sviluppo”, dove il reddito medio di una commessa si aggira sui 150 euro al mese e dove nelle campagne la fornitura di energia elettrica e acqua corrente subiscono interruzioni.

Meglio qui che in America

Gli ospedali thailandesi non sono tutti di ottimo livello, ma la media è elevata. A Mae Sot, cittadina non turistica sul confine con la Birmania, incontrai un medico americano. Paul veniva da un’esperienza di lavoro in Birmania. «Lì non si può lavorare – mi disse –, negli ospedali mancano persino disinfettanti e cerotti». Paul si era trasferito in Thailandia pensando di trovare una situazione analoga, ma dopo poche settimane ne rimase talmente ben sorpreso da trasferirvi la residenza. «Non ho mai visto un ospedale così pulito e ben attrezzato nemmeno negli USA, non ci credevo, e parlo degli ospedali pubblici, non di quelli privati. Da malato vorrei vivere qui per tutta la vita», queste le parole di Paul, chirurgo addominale.

Dove sta il segreto?

La sanità non è gratis per tutti, ma solo per i cittadini thailandesi, gli stranieri devono pagare per accedervi. Unitamente all’assenza della figura del medico di famiglia e del contributo statale per l’acquisto dei farmaci, la spesa sanitaria risulta molto più sostenibile che altrove.
Il giovane olbiese Alessandro Amadori, che nel 2011 si vide amputare un piede al Bangkok Hospital di Phuket a seguito di un incidente stradale, è un caso giornalistico ormai noto (3). Se non hai i soldi non ti operano: è vero, ma non è colpa del sistema sanitario thailandese se queste cose accadono, bensì dell’avventatezza di talune persone, che affrontano viaggi in capo al mondo senza munirsi di un’assicurazione sanitaria e senza informarsi su quali siano i loro diritti in caso di ricovero.

E in Italia?

Ogni volta che ho avuto bisogno di un intervento chirurgico ho ricevuto un’ottima assistenza (tre operazioni in tre anni, oltre ad un’appendicectomia in età prescolare). Ricordo ottime strutture, presidi sanitari moderni, medici disponibili, paramedici gentili e premurosi. Ma non mi risulta che in tutt’Italia sia così, anzi. Un cuoco pratese che incontrai a Nong Khai, cittadina thailandese dell’Isaan al confine con il Laos, mi disse: «A Prato se hai bisogno di cure ospedaliere è meglio che corri a Firenze». Una mia ex collega di Reggio Calabria mi disse che all’ospedale di Reggio si può rischiare la vita per un banale intervento e i tempi di attesa per gli esami sono lunghissimi.

Le cure dentistiche

I costi mediamente più bassi rispetto all’Italia non dipendono dall’uso di materiali “del Burundi” – in Thailandia, come altrove, sono disponibili materiale pregiati e non, a seconda di quanto si vuole spendere -, bensì dai modesti costi di struttura che consentono ai dentisti di applicare prezzi inferiori a quelli correnti in Italia. Provate a chiedere al vostro dentista quanto costa un’assistente alla poltrona, provate a chiedergli a quanto ammonta il canone d’affitto mensile del suo studio, la tassa dei rifiuti, l’IMU e l’aliquota fiscale che paga sul fatturato. Se domani il vostro dentista dovesse pagare solo un quarto dello stipendio alla sua assistente o altrettanto per l’affitto, credete che i prezzi che vi applicherebbe siano gli stessi? Forse sì, perché in Italia le tariffe professionali sono stabilite da un ordine professionale, mentre in Thailandia le cose funzionano diversamente.

L’ennesimo caso

Un dentista italiano in vacanza in Thailandia ebbe un emergenza a un dente. Fu costretto a rivolgersi ad una clinica locale. «Mi sono fatto il segno della croce prima di entrare – mi disse -, poi, quando sono uscito mi sono ricreduto. Lavorano meglio di noi, avevo un monitor davanti che mi proiettava tutto quello che mi stava facendo in bocca. Mi sono sentito in imbarazzo nel giudicarlo male a priori». E se lo dice un dentista…
Venghino signori, venghino; la fiera del luogo comune è iniziata!

Note

(1) Cfr. la voce “Thailandia” sul portale online Viaggiare Sicuri [consultato il 18.07.13].
(2) Cfr. World Factbook 2012  [consultato il 18.07.13].
(3) Crf. A. Cas., “Thailandia, piede amputato in un incidente. Per operarlo aspettano 12 ore: non è assicurato” in Corriere della Sera del 4 gennaio 2012 [consultato il 18.07.13].

5 pensieri riguardo “In Italia la sanità è gratis e in Thailandia fa schifo

  • Della pagina…Assistenza sanitaria italiana.manca una parte importante,Un anziano ,superiore agli anni 70,italiano vivente in Thailandiam
    ,come fa ad avere assistenza,?Le assicurazioni,no fanno polizze,il governo italiano da assistenza agli stranieri,ma ai vecchi,pensionati italiani,all estero non hanno diritto ad alcun rimborso o aiuto economico.E nella loro carriera lavorativa,hanno pagato i contributi.

    • Grazie della precisazione. Tuttavia, anche dopo i 70, ci sono le assicurazioni europee che coprono all’estero anche se sono parecchio più care.

    • Nei paesi del terzo mondo (a parte l’Italia), ed ex terzo mondo, si dice che le politiche sull’immigrazione sono le migliori del mondo, perchè si basano sul buon senso (come si vede anche in Thailandia). I paesi del primo mondo (Svezia e Inghilterra in primis) dovrebbero prenderne esempio.

  • e’ indispensabile che il governo italiano preveda una copertuta gratis anche per chi vive all estero da pensionato ed ha superato i 70 anni perchè ha pagato per tutta la vita letasse ecc. ecc. in italia e non può certamente permettersi una assicurazione internazionale che costa 7.ooo / 8.ooo euro l anno mentre in italia da l assistenza sanitaria a tutti quelli che entrano gratis che non hanno mai pagato niente. il pensionato dopo che ha pagato tutta la vita deve potere andare a vivere in posti caldi a suo piacimento mi sembra un suo diritto. i politici pensano solo a loro che hanno tutte le agevolazioni e stipendi d oro e degli altri in particolare i pensionati che prendono poco se ne fregano

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