In Italia la sanità è gratis e in Thailandia fa schifo

Una clinica privata thailandese

In Italia la sanità è gratis e in Thailandia fa schifo

In Italia la sanità è gratis: quante volte l’abbiamo sentito dire?
In Italia non si paga per essere sottoposti ad interventi chirurgici e nemmeno per i ricoveri ospedalieri, ma non vedersi presentare la fattura alla cassa non significa che i servizi siano gratuiti.
La spesa sanitaria italiana è finanziata con le tasse, nonostante ciò a qualcuno piace pensare che la sanità italiana sia gratuita.

Gli ospedali fanno schifo

Vivendo all’estero ho avuto l’occasione di sperimentare altri sistemi sanitari e, al mio ritorno in Italia, mi sono sentito rivolgere la solita battuta: «Ah, ma in quei Paesi lì, gli ospedali fanno schifo!». Non sempre si tratta dei soliti discorsi da bar, spesso sono gli operatori sanitari a esprimere i giudizi più severi. Il mio medico di famiglia un giorno mi disse: «In Thailandia avrei paura delle condizioni igieniche con cui vengono svolti certi interventi»; e il mio dentista, a seguire: «Le cure dentarie costano poco perché non valgono niente, usano prodotti che vengono dal Burundi».
Nessuno dei due aveva mai messo piede in Thailandia.

Il Bangkok Hospital - la sanità in thailandia
Il Bangkok Hospital di Udon Thani, una delle migliori strutture della Thailandia

I dati

La sanità thailandese è il fiore all’occhiello del sud-est asiatico non solo per quanto riguarda gli ospedali privati, ma anche le strutture pubbliche godono di una discreta reputazione.
E’ il portale Viaggiare Sicuri, gestito dal Ministero degli Esteri, a rendere giustizia alla bistrattata Thailandia. Alla voce Situazione sanitaria si legge: “Buona in generale. Le strutture sanitarie private locali sono ottime”.
Nel corso degli ultimi anni la Thailandia ha investito molto nel settore sanitario, estendendo la copertura a tutti i cittadini thailandesi, consentendo, nel giro di pochi anni, di elevare le aspettative di vita media agli attuali 75 anni, contro i 78 degli Stati Uniti. Solo tre anni di differenza tra un Paese che nel lontano ’69 già sbarcava sulla luna e un altro, la Thailandia, annoverato tra i Paesi in via di sviluppo, dove, nelle aree rurali, la fornitura di energia elettrica e acqua corrente non è ancora garantita con continuità.

Meglio qui che in America

A Mae Sot, cittadina sul confine con la Birmania, incontrai un medico americano. Paul veniva da un’esperienza di lavoro in Birmania. «Lì non si può lavorare – mi disse –, negli ospedali mancano persino disinfettanti e cerotti». Paul si era trasferito in Thailandia pensando di trovare una situazione analoga, ma dopo poche settimane ne rimase talmente ben sorpreso da trasferirvisi. «Non ho mai visto un ospedale così pulito e ben attrezzato nemmeno in America, non ci credevo, e mi riferisco agli ospedali pubblici. Da malato vorrei vivere qui per tutta la vita», così disse Paul, chirurgo addominale.

libro mauro proni - copertina

Nel 2012 lasciai l’Italia.

Doveva essere solo un viaggio rigenerante e invece finii per scavare dentro me stesso.

Dove sta il trucco?

Innanzi tutto la sanità è gratuita per i soli cittadini thailandesi, gli stranieri devono pagare. Unitamente all’assenza della figura del medico di famiglia e del contributo statale per l’acquisto dei farmaci, la spesa sanitaria che ne consegue è molto più sostenibile che altrove.

Le cure dentistiche

I costi mediamente più bassi rispetto all’Italia non dipendono dall’uso di materiali “del Burundi” – in Thailandia, come altrove, sono disponibili materiale pregiati e non, a seconda di quanto si vuole spendere -, bensì dai modesti costi di struttura che consentono ai dentisti di applicare prezzi inferiori a quelli italiani. Tra costo del lavoro, canone d’affitto mensile dello studio, tassa dei rifiuti, IMU, contributi pensionistici obbligatori e aliquota fiscale il prezzo schizza alle stelle. Se domani il vostro dentista dovesse pagare solo un quarto dello stipendio alla sua assistente o altrettanto per l’affitto, credete che i prezzi che vi applicherebbe siano gli stessi? Forse sì, perché in Italia le tariffe professionali sono stabilite da un ordine professionale, mentre in Thailandia no.

L’ennesimo caso

Un dentista italiano in vacanza in Thailandia ebbe un emergenza a un dente. Fu costretto a rivolgersi ad una clinica locale. «Mi sono fatto il segno della croce prima di entrare – mi disse -, poi, quando sono uscito mi sono ricreduto. Lavorano meglio di noi, avevo un monitor davanti che mi proiettava tutto quello che mi stava facendo in bocca. Mi sono sentito in imbarazzo nel giudicarlo male a priori». E se lo dice un dentista, io mi fiderei.

Mauro in Asia

Mi chiamo Mauro e sono capitato nel sud-est asiatico quasi per caso. Il Laos mi ha colpito a tal punto da scriverci un libro. Attualmente mi divido tra il settore turistico e quello della formazione, senza rinunciare alle mie passioni: viaggiare e raccontare. Con una penna, un cellulare e una tastiera.

5 comments so far

ettore caliriPosted on5:55 am - Ago 17, 2013

Della pagina…Assistenza sanitaria italiana.manca una parte importante,Un anziano ,superiore agli anni 70,italiano vivente in Thailandiam
,come fa ad avere assistenza,?Le assicurazioni,no fanno polizze,il governo italiano da assistenza agli stranieri,ma ai vecchi,pensionati italiani,all estero non hanno diritto ad alcun rimborso o aiuto economico.E nella loro carriera lavorativa,hanno pagato i contributi.

    promauPosted on6:25 am - Ago 17, 2013

    Grazie della precisazione. Tuttavia, anche dopo i 70, ci sono le assicurazioni europee che coprono all’estero anche se sono parecchio più care.

    GeertWilders4presidentPosted on8:47 pm - Ott 23, 2015

    Nei paesi del terzo mondo (a parte l’Italia), ed ex terzo mondo, si dice che le politiche sull’immigrazione sono le migliori del mondo, perchè si basano sul buon senso (come si vede anche in Thailandia). I paesi del primo mondo (Svezia e Inghilterra in primis) dovrebbero prenderne esempio.

albertoPosted on3:44 pm - Ott 4, 2017

e’ indispensabile che il governo italiano preveda una copertuta gratis anche per chi vive all estero da pensionato ed ha superato i 70 anni perchè ha pagato per tutta la vita letasse ecc. ecc. in italia e non può certamente permettersi una assicurazione internazionale che costa 7.ooo / 8.ooo euro l anno mentre in italia da l assistenza sanitaria a tutti quelli che entrano gratis che non hanno mai pagato niente. il pensionato dopo che ha pagato tutta la vita deve potere andare a vivere in posti caldi a suo piacimento mi sembra un suo diritto. i politici pensano solo a loro che hanno tutte le agevolazioni e stipendi d oro e degli altri in particolare i pensionati che prendono poco se ne fregano

    promauPosted on10:51 am - Ott 5, 2017

    Mi sembra una sensata proposta la tua, effettivamente non si può negare di ricevere una prestazione sanitaria a chi ha pagato i contributi.

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