Cari italiani all’estero, ricordatevi che siete soli

Il grattacielo All Season Place
Il grattacielo All Season Place, sede dell’Ambasciata d’Italia. Bangkok – © Mauro Proni 2013

Difficoltà e disavventure di un italiano alle prese con l’ambasciata italiana di Bangkok

Abbandonati a se stessi, questa è la sensazione di molti italiani che, come il sottoscritto, hanno avuto bisogno di assistenza dall’Ambasciata d’Italia a Bangkok.
Fino all’anno scorso la nostra rappresentanza diplomatica aveva sede in una villetta e per accedervi bastava mettersi in fila, prendere il numerino e attendere di essere chiamato. Io ha avuto la fortuna di rivolgermi all’ambasciata solo dopo il suo trasferimento nel quartiere di Lumpini, accanto alle rappresentanze della Svizzera, degli Emirati Arabi e degli Stati Uniti d’America. L’Italia non poteva restare in un’anonima villetta di periferia: anche noi abbiamo scelto il grattacielo All Season Place.

Prendere appuntamento con il sistema telematico

Oggi per accedere ai servizi consolari occorre prendere appuntamento tramite il sistema di prenotazione online. Inutile presentarsi di persona, non verrete ricevuti; inutile anche telefonare, difficilissimo ottenere una risposta, e allorquando ci riusciste vi sentirete comunque rimbalzare. Peccato che il sistema di prenotazione telematico non è sempre attivo e quando lo è la disponibilità di appuntamenti è limitata o in stato di perenne “tutto occupato”.

Inefficienze note

Le inefficienze dell’Ambasciata d’Italia a Bangkok sono ben note agli italiani che risiedono in Thailandia, Cambogia e Laos (l’Ambasciata di Bangkok è competente per tutti questi Paesi) e nei numerosi forum di italiani all’estero si trova ampia letteratura in materia: impiegati inarrivabili, attese in corridoio, diniego di assistenza a chi è privo di appuntamento.
La disastrata situazione della nostra rappresentanza diplomatica è ben nota anche sul patrio suolo, tanto da essere stata oggetto di un’interrogazione parlamentare (interrogazione n. 4-17732 dell’On. Fabio Evangelisti). A un anno dal predetto intervento, nulla pare cambiato.

La mia esperienza

Ho tentato di prenotare un appuntamento attraverso il sistema telematico per effettuare l’iscrizione AIRE (obbligatoria per chi ha intenzione di risiedere più di 180 giorni all’estero), senza successo. I vani tentativi risalgono alla metà di luglio del 2013. Niente da fare, al 15 luglio tutto risultava già in stato di “occupato” fino ai primi di agosto, peccato che il 22 luglio avrei dovuto tornare in Italia. Ho provato a contattare l’Ambasciata per telefono; solo dopo numerosi tentativi sono riuscito a parlare con un incaricato che, in un buon italiano, mi ha detto che avrei potuto portare i documenti per l’iscrizione AIRE a mano, senza appuntamento; sempre secondo lo stesso addetto l’Ambasciata li avrebbe ritirati e qualcuno mi avrebbe lasciato un timbro di accettazione. Così feci.

Ci sono andato di persona

Mi recai nel principesco grattacielo di Wireless Road 87, presentai il mio passaporto alla portineria, ricevetti un badge magnetico, presi uno dei dodici ascensori di marmo e specchi e raggiunsi il ventisettesimo piano, quello della Cancelleria consolare. Al banco della portineria che stava dietro la porta automatica a vetri con impressi i fregi della Repubblica sedeva un addetto dai tratti asiatici. Nel suo inglese raffazzonato mi mostrò un foglio con l’indirizzo web al quale avrei dovuto rivolgermi per prenotare un appuntamento; nessuno mi avrebbe ricevuto, tantomeno apporre timbri.
Dovendo partire per l’Italia, rinunciai. Spedii  i documenti all’Ambasciata dal più vicino ufficio postale, con  raccomandata tracciabile.
Curiosando in Rete scoprii che le persone che avevano tentato di prenotare un appuntamento con l’Ambasciata invano erano decine. Tentai nuovamente di prendere un appuntamento dopo il 21 settembre, giorno in cui un volo della Aeroflot mi avrebbe riportato sul suolo thailandese: niente da fare, tutto pieno da agosto fino al 6 settembre e il sistema non consente di prenotare appuntamenti oltre trenta giorni.

Nemmeno al telefono

Quando ero a Bangkok, esasperato dalle telefonate alle quali nessuno rispondeva, tentai di contattare il numero destinato alle emergenze (quello da usare in caso di arresto, passaporto smarrito, rimpatrio d’urgenza). Pur non rappresentando un’emergenza, fu la curiosità che mi spinse a chiamare. Il telefono era spento.

Cari concittadini, se ve ne state andando dall’Italia in cerca di fortuna, se nel nostro Paese non trovate un lavoro o l’avete appena perso, se siete stufi di pagare tasse per mantenere politicanti fannulloni e i centinaia di disperati che ogni giorno sbarcano sul patrio suolo non dimenticatevi che anche all’estero Fallitalia sarà al vostro fianco per ricordarvi quanto siete fortunati ad essere nati nel Belpaese.

14 pensieri riguardo “Cari italiani all’estero, ricordatevi che siete soli

  • basta dare una mancetta all’impiegato con i tratti asiatici e voilà: le jeux sont fait !!! Infatti se qualcosa hanno imparato i thai da noi è come funziona il sistema della nostra pubblica amministrazione!!!

  • e uno schifo.. e tutto vero quello che dici, in questi casi l’ambasciatore che prende stipendio da capogiro dovrebbe essere rimosso immediatamente ,,,,,

  • c’è una corsia preferenziale: bisogna passare da un agenzia che si occupa di tutte queste cose (chiaramente dietro comenpenso) si chiama *******bkk…….Io mi sono trovato abbastanza bene…………….Loro hanno le chiavi di accesso via internet,pensate che a me hanno prenotato oggi per domani……………………..(spero che si capiscano i puntini)

  • Menefreghismo e corruzione. Vivo da 10 a Bangkok: andazzo sempre lo stesso, e peggiora di giorno in giono. Poi te li vedi i componenti della cara ambasciata italiana presenti a prestigiose manifestazioni dove non pagano nulla, ovvio siamo noi che con le nostre tasse gli paghiamo tutto.

  • Non mi rivolgevo a te in particolare, ma più in generale al topic e i suoi commenti. Io non lavoro per l’ambasciata e neanche intorno, io lavoro in albergo, come executive chef da dieci anni in Tailandia, prima a Bangkok e ora a Phuket. Mi sembra semplicemente strano che tante persone abbiano avuto queste esperienze così negative e lontane da quella che invece è la mia esperienza personale, mi sembra giusto, che visto che si parla del lavoro degli altri, insieme alle lamentele, si espongano anche le esperienze positive, tutto qua. Quello che non capisco, in senso letterale, è proprio questa discrepanza tra la mia e l’esperienza degli altri, d’altronde l’ambasciata è la stessa e così le persone che ci lavorano dentro! Mi chiedo perché se ci vado io mi servono bene e se invece ci vai tu ti trattano male, non capisco. Io non sono un pezzo da novanta, non frequento i “quartieri alti”, non sono ne ricco ne influente, ma quando ho chiesto qualcosa all’Ambasciata o qua a Phuket al consolato, mi hanno servito bene e subito, perché? Cosa mi rende differente dagli altri?
    Quando l’ambasciata era ancora quella vecchia, mi iscrissi allAIRE, in un’ora ero fuori, carte fatte. Ci sono tornato dopo un po’, per chiedere come ottenere la patente Thai, mi hanno consigliato di tradurre quella italiana, l’hanno tradotta gratis e con quella ho ottenuto la petente Thai, una settimana per la traduzione ed una mattinata alla motorizzazione di Bangkok, 200 baht e la patente in tasca, per me è un ottimo servizio. Sono tornato per registrare le mie due figlie in due occasioni e sono stato sempre servito velocemente, con competenza e professionalità. Quando ho dovuto rinnovare il passaporto perché avevo finito le pagine, e avevo fretta perché scadeva il visto, l’ho fatto presente e me lo hanno rinnovato in una settimana, ma solo perché la macchinetta per registrare il chip era rotta, sennò me lo facevano in giornata! Come lo chiami un servizio così? Mi trasferisco a Phuket e quindi devo registrare il nuovo indirizzo all’AIRE, chiamo il console, e lui mi riceve di domenica mattina a casa sua, compilo le carte, otto giorni esatti e mi arriva la cartella elettorale a casa, meglio di così? Eppure ti assicuro che io non sono nessuno, non conto nulla, non i devo nulla nessuno (io magari, qualche debituccio c’è l’ho…), continuo a non capire come mai sono così fortunato. È vero che sono tanti a lamentarsi, li sento anch’io, ma forse anche perché i molti che invece sono contenti non ne fanno tanta pubblicità? A me va di raccontare la mia esperienza, e cioè che sia all’Ambasciata a Bangkok che al consolato a Phuket, sono sempre stato servito velocemente, con gentilezza, competenza e professionalità e mi spiace per gli altri, che ci devo fare?

  • Tanto per ribadire il concetto Valery è morta in Thailandia con l’ambasciata chiusa durante i festivi con il numero d’emergenza che non rispondeva…cercate su FB….Tuning per Valery

    • dal 3 agosto al 9 agosto ti posso assicurare che il numero di emergenza dell’ambasciata era attivo 24 ore su 24 e si e’ data tutta l’assistenza alla famiglia di valeria, anche il rilascio immediato del passaporto al padre che ne era sprovvisto, e comunque potete chiedere a Mirko il marito di Valeria se non e’ stato cosi.

  • Nonostante avessero 3 numeri di telefono e 2 indirizzi E:mail , nel 2010 mi sono fatto 2 viaggi a vuoto da Phuket a Bangkok, ……erano sprovisti delle marche da bollo per il nulla osta, LI ODIO.

Rispondi