La schiavitù quotidiana. Parte seconda. Il servo stupido e il rassegnato.

televisione(segue) Ognuno di noi si è creato il suo modello funzionale per non sentirsi solo una pedina nella grande scacchiera della vita, per non sentirsi come un carcerato nell’ora d’aria.
La prima categoria di persone è rappresentata da coloro che nemmeno se ne rendono conto, i servi stupidi. Di solito queste persone non brillano per acume. I servi stupidi non leggono un giornale, per informarsi ascoltano mezz’ora di telegiornale la sera, possibilmente il più facile da capire. Loro vivono così, nela più totale inconsapevolezza della loro situazione ma contenti della vita che fanno.

Il loro livello culturale medio si è forgiato sui troni di Maria de Filippi per quanto riguarda le ragazze, e sulle colonne della Gazzetta dello Sport per gli ometti. I servi stupidi paradossalmente sono anche i più fortunati perché l’ignoranza li aiuta a vivere meglio. Come il matto che pensa di essere Napoleone al comando di un esercito invincibile, loro trascinano la palla che hanno al piede pensando che sia un’estensione naturale del loro corpo. E guai a dire loro che hanno una palla al piede! Vi risponderebbero: “Eh? Ma cosa stai dicendo? Tu sei pazzo!” e a seguire una risata, unica arma che hanno per reagire alle affermazioni che li mettono in difficoltà.
La seconda categoria di persone è rappresentata dal servo rassegnato. Il rassegnato accetta passivamente lo stato di cose. Lo sentirete spesso ripetere: “E’ così per tutti, cosa dobbiamo farci”. Di solito queste persone sono di animo buono, pazienti e accondiscendenti e il loro carattere piuttosto passivo si manifesta anche sul lavoro; raramente sono dei carrieristi perché hanno capito che possono vivere meno peggio senza darsi troppo da fare. Lavorano senza strafare e, non avanzando di carriera, hanno meno responsabilità, meno stress, ma anche meno soddisfazioni economiche. Il problema sorge nel momento in cui dovessero perdere  il lavoro in età avanzata: tra un cinquantenne e un venticinquenne chi assumereste a parità di livello e di stipendio? Succedesse una cosa del genere il servo rassegnato si troverebbe a fare i conti con la realtà, quelle di un mondo che non ti regala niente per niente e dove la tranquillità ha un prezzo altissimo.
Il rassegnato è così, trascina la palla al piede pensando di non avere alternative, ma in fondo non fa del male a nessuno.

Continua…

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