La schiavitù quotidiana. Parte terza. Il servo consapevole e il sognatore.

foto-bamboccione(segue) La terza categoria di persone è rappresentata da coloro che sono consapevoli della loro condizione di schiavitù, ma non hanno il coraggio di cambiare le cose. Il guaio del servo consapevole è quello di possedere un cervello che lo fa pensare, riflettere e, inevitabilmente, vivere male; lui vorrebbe recidere la catena che lo lega alla palla, ma ha paura, così facendo, di trovarsi senza punti di riferimento. Di solito queste persone si lamentano spesso e agli occhi di servi stupidi e servi rassegnati risultano noiosi e irritanti.

Sì, irritanti, perché con i loro ragionamenti a voce alta costringono chi li circonda a fare i conti con la realtà ed a riflettere sulla comune condizione. Capita che vengano bollati come pessimisti, negativi, noiosi, tutti aggettivi che chi li circonda usa nei loro confronti come una barriera per arginare la loro coscienza critica ed evitare che quello che dicono scalfisca il mondo fantastico in cui vivono i servi stupidi e la categoria successiva, quella dei servi sognatori.
Questi ultimi si sono dipinti la palla che hanno al piede di fiori colorati e l’hanno messa su un carrello con quattro ruotine comode comode. Vivono nel loro mondo fantastico dove tutto funziona benissimo: il lavoro è fantastico, i colleghi sono simpatici, alzarsi al mattino presto non è un peso, la gente che incontrano per strada è socievole, e via dicendo. Per usare le parole dello scrittore e regista Silvano Agosti: “Hanno addobbato la loro cella con vasi di fiori”. I servi sognatori hanno alcuni tratti in comuni con i servi stupidi, perché per vivere in un mondo che non esiste talvolta occorre una buona dose di ignoranza. Di solito queste persone hanno un basso livello culturale e preferiscono circondarsi di messaggi facili da capire: tutto nella direzione di evitare di esercitare l’intelletto, cosa che rischierebbe di far aprire loro gli occhi così incrinando il loro mondo immaginario  tutto funziona splendidamente, il mondo che si sono creati per sopravvivere.

Continua…

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