La schiavitù moderna: il liberto [ultima parte]

il liberto
© foto Mauro Proni 2012

La schiavitù moderna (e come lo schiavo ha imparato a conviverci).
Il liberto [terza e ultima parte]

L’ultima categoria è rappresentata dal servo che ha rotto le catene: il liberto.
I più studiosi ricorderanno che, nella Roma classica, i liberti erano gli schiavi affrancati dal padrone, quelli ai quali il dominus, con un estremo slancio di magnanimità, aveva deciso di donare la libertà.
Il liberto di oggi non è stato affrancato da nessuno, si è liberato da solo. Essendo per natura un animale curioso, si è informato e ha acquisito la consapevolezza di vivere in un mondo che genera solo schiavitù e falsi idoli. Questa consapevolezza ha richiesto molto tempo.

Il liberto ha provato la fase della rassegnazione, ma ha scoperto che la medicina era amara; ha attraversato la fase  della consapevolezza rendendosi noioso e inopportuno agli occhi di chi lo circondava; ha provato a fingere di non essere uno schiavo, ma ha capito che fingere non è nella sua natura. Dopo anni passati al servizio del padrone, ha avuto la forza di recidere la catena e si è allontanato dalla parte di mondo che genera false felicità, dove ciò che conta è solo il denaro, dove le relazioni interpersonali si basano sull’apparenza, sulla forza, sul successo personale, sul potere e sulla sopraffazione.

Questo racconto in quattro parti avrà fatto arrabbiare qualcuno, ne sono certo. Malgrado ciò, la più grande soddisfazione per chi scrive sarà quella di aver aiutato anche una sola persona a recidere le invisibili catene che appesantiscono il cammino della sua vita e che lo ha reso un silente esecutore del voler altrui.
Restare umani si può.

Fine

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