“Vendesi bambino per 5000 dollari. Ci vediamo tra un’ora qui dietro”.

Bugie e verità sul mercato della pedofilia a Pattaya e in Thailandia in generale.

Walking Street
Walking Street di sera | © foto Mauro Proni 2010

C’è una località in Thailandia dove si vendono bambini agli angoli delle strade, dove è facilissimo fare sesso con un minore per pochi soldi e dove i pedofili arrivano con charter organizzati da tutto il mondo. Questa località si chiama Pattaya.
“Che schifo!” – dirà ora qualcuno –, “Interessante, ora mi segno questo posto” – dirà magari qualcun altro. Dipende se chi legge è una persona normale o un pervertito, così come dipende se chi diffonde queste notizie è un professionista o un peracottaro.
I servizi giornalistici sul mercato del sesso di Pattaya si sprecano, ma nel mare di notizie e notizuole spesso confezionate per vendere di più non si contano le panzane.
Non mi dilungherò sulla città di Pattaya, sulla quale ci sarebbe da scrivere un libro a parte, ma vi racconterò due delle truffe più comuni che coinvolgono pedofili e minori.

Un giorno vidi un servizio televisivo sulla citta di Pattaya. Si raccontava che in quest’isola di trasgressione a solo due ore da Bangkok spietati mercanti di minori sono soliti adescare anziani a passeggio per strada e proporre loro di acquistare un minore per qualche migliaio di dollari. Per farci cosa ve lo lascio immaginare.
Una cosa turpe e incredibile, senza dubbio, ma quanto c’è di vero in tutto ciò?
Quando ci si confronta su temi delicati come questi con chi a Pattaya ci vive e ci lavora da anni capita di imbattersi in un sorrisetto. Sì, perché pare che quella appena citata sia una delle truffe più comuni. Il presunto venditore di infanti adesca l’anziano per strada e, ad ogni diciannove “fuck off” alla proposta di acquistare un bambino, l’imbonitore ottiene un timido interessamento da parte di uno. Uno su venti tanto per la cronaca. Segue la richiesta di un anticipo di 500-1000 dollari per confermare la “serietà” dell’impegno, con la promessa che la consegna del minore avverrà successivamente, previo appuntamento in una zona al riparo da occhi indiscreti. Ovviamente a quell’appuntamento si presenterà solo il pedofilo truffato.

insegna luminosa
Insegna di un club a go-go di Walking Street, il cuore del divertimento notturno di Pattaya – © Mauro Proni 2010

La manfrina è ben organizzata e può durare anche qualche giorno per farla sembrare più credibile. Di autentico in questa vicenda c’è solo l’anziano pedofilo, il resto sono fandonie.
Seconda truffa, stesse vittime, ma questa volta il teatrino è ancora più serio e coinvolge più attori: due adescatori, un paio di bambini e due finti poliziotti. Il primo adesca il pedofilo per strada, lo porta in un appartamento di periferia promettendogli sesso con bambini per qualche centinaio di dollari; giunti nell’appartamento il cliente trova alcuni ragazzini su un divano; a questo punto il secondo adescatore incassa la somma pattuita e fa accomodare il cliente sul divano ed ecco che, improvvisamente, qualcuno bussa violentemente alla porta: “Police, open the door!”  ed a seguire l’irruzione da parte due agenti equipaggiati di tutto punto – giubbotto antiproiettile, cinturone con i fregi della Royal Thai Police, pistola, maglietta e cappellino, tutte patache acquistabili per pochi bath sulle bancarelle fronte strada – ; i due adescatori vengono arrestati e i minori allontanati. Qualche grido e qualche pianto rendono più credibile la cosa al cliente che a questo punto si vedrà costretto a pagare una somma ben più cospicua per comprare il silenzio degli agenti in divisa da Carnevale ed essere rilasciato senza rischiare anni di galera. Di questa storia di vero c’è ancora una volta solo il pedofilo (qualcuno sostiene anche che in taluni casi anche gli agenti siano veri, ma quest’ultima è una circostanza difficile da accertare).
Delusi? Un po’ sì, ammettetelo.
La gente inorridisce solo a sentire certe storie, poco importa se siano vere. L’importante è fare leva sui buoni sentimenti e quando si parla di bambini è inevitabile pensare all’innocenza violata.

ragazze
PR all’eterno di uno dei tanti club a go-go di WS | © foto Mauro Proni 2010

Permettetemi una precisazione. Con questo articolo non si vuole negare che il fenomeno della pedofilia in Thailandia esista davvero, ma solamente che nel mare di notizie molte di esse sono false, ingigantite o architettate ad arte per  scandalizzare l’opinione pubblica e per vendere pubblicità su TV e giornali. Che a Pattaya ci sia un grosso mercato del sesso è innegabile, che in questo mare si possano trovare situazioni estreme e a volte illegali è altrettanto vero, ma ciò non è affatto la norma e soprattutto non si tratta di fenomeni alla luce del sole.
Provate a pensare: il giornalista che viene inviato in Thailandia per fare il servizio sulla pedofilia non potrà altro che tornare in redazione con quello che è stato mandato a fare. Avete mai letto un articolo di giornale che recita: “Siamo stati in Thailandia a fare un servizio sulla pedofilia e non abbiamo trovato nulla”? Parallelamente vi chiedo: come può un giornalista acquisire un’approfondita conoscenza del mercato nascosto della pedofilia soggiornando in una città della Thailandia solo per qualche giorno?
Il sottoscritto frequenta l’Asia da quattro anni e vive tra Thailandia e Laos ormai da due. Ho girato per sette mesi i paesi del Sud-Est asiatico da solo, con uno zaino in spalla, e non mi sono mai imbattuto in fenomeni del genere, né mi sono mai stati proposti “affari” con bambini come protagonisti né in Thailandia, né altrove. Dimostrazione è che se certe cose non si cercano non si trovano e quando si trovano molto spesso si tratta di truffe e nient’altro.
L’effetto di questi pseudo servizi giornalistici qual è? Il pedofilo – quello vero – che viene a sapere di queste località corre a comprare il biglietto aereo per la Thailandia, mentre il turista normale lo sentirete dire: “Che schifo! In Thailandia non ci andrò mai”.
Oggi la pedofilia fa notizia, come una volta lo faceva la droga. Quanti giornali ci raccontano che in Thailandia è molto più facile procurarsi la droga rispetto a un bambino? Oggi il consumo di stupefacenti è talmente diffuso che ormai nessuno ci fa più caso – ne fanno uso attori, cantanti, politici, manager e giornalisti stessi –, uno scoop del genere chi scandalizzerebbe ormai?
Il pedofilo in prima pagina, invece, attira pubblico, gli inserzionisti pubblicitari pagano fior di quattrini e la testata fa più soldi.

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