Thailandia, colpo di stato

Militari per le strade di Bangkok

Thailandia, colpo di stato

Una galleria di foto scattate a pochi giorni dal dodicesimo colpo di stato che ha interessato la Thailandia.

Colpo di stato in Thailandia! Ci ho messo tre giorni per incontrare un soldato e per farlo mi sono dovuto recare nei pressi di uno dei monumenti simbolo della Thailandia, Victory Monument, non in un giorno qualunque, ma nel giorno in cui era stata annunciata una manifestazione anti-coup.

Le scene che seguono non sono quelle di un Paese in mano ai militari, ma quelle di un Paese che non c’è. Ho visto soldati aiutare donne con bambini a salire sul taxi, mentre altri allungavano una bottiglietta di acqua ghiacciata a un tassista assetato. Nessun episodio di violenza e soprattutto niente armi, né da fuoco né bianche – i manganelli, per intenderci.

Ho visto un Paese sempre e comunque profondamente attaccato al simbolo della sua unità: il re.

La vita dei thailandesi non è cambiata dopo il colpo di stato del 22 maggio scorso, così come non è cambiata la mia. Faccio le stesse cose che ho sempre fatto mesi fa, quando dal Laos sconfinavo in Thailandia.

A Bangkok, come in ogni altro angolo della Thailandia, si lavora, si studia, si dorme e ci si diverte. La stampa continua a stampare, la gente continua a sorridere e le persone continuano ad amare, consapevoli che questa è una fase momentanea.

Per tutto il resto, lascio agli altri l’onore di giudicare.

  • Mauro e una pattuglia di militari a Bangkok (2014)
  • Victory Monument (Bangkok)
  • Traffico di Bangkok, Victory Monument
  • Militari a Bangkok (2014)
  • Fotografo durante una manifestazione di piazza a Bangkok (2014)
  • Militari a Bangkok (2014)
  • Victory Monument (Bangkok)
  • Giornalista TV presso Victory Monument (Bangkok)
  • Militari a Bangkok (2014)
  • Giornalista TV presso Victory Monument (Bangkok)
  • Giornalista TV presso Victory Monument (Bangkok)
  • Militari a Bangkok (2014)
  • Militari a Bangkok (2014)
  • Militari a Bangkok (2014)
  • Militari a Bangkok (2014)
  • Polizia a Victory Monument dopo una manifestazione (Bangkok)
Mauro in Asia

Mi chiamo Mauro e sono capitato nel sud-est asiatico quasi per caso. Il Laos mi ha colpito a tal punto da scriverci un libro. Attualmente mi divido tra il settore turistico e quello della formazione, senza rinunciare alle mie passioni: viaggiare e raccontare. Con una penna, un cellulare e una tastiera.

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