Ragazze lao: necessità o malcostume? [cap.1]

le bariste del Sakuran Bar
© foto Mauro Proni 2012

Capitolo primo. Viaggio all’interno del mondo delle ragazze lao tra bugie e verità.

Immaginate di vivere in un Paese dove lo stipendio medio di una cameriera si aggira tra i 60 e i 100 dollari al mese. Immaginate che, sempre in quel Paese, una camera in affitto, malconcia da arredare, costi circa 50 dollari al mese
Ora immaginate che quella cameriera, come qualsiasi altra ragazza in un’altra parte del mondo, desideri vivere in un ambiente più confortevole, farsi la doccia con l’acqua calda, comprarsi un vestitino carino, avere un telefonino, andare in discoteca e farsi una gita per svagarsi.
Tutte cose normali per chi vive in Europa, ma non altrettanto per chi vive in un Paese povero come il Laos.
Ora facciamo l’ultimo sforzo d’immaginazione. Immaginate che, sempre la stessa commessa, viva in una città turistica e che abbia ripetuti contatti con stranieri.
Ogni giorno vede un turista spendere quotidianamente quello che lei guadagna in due settimane, mangiare piatti che a lei costerebbero due giornate di lavoro, soggiornare in hotel in cui lei può sognare solo di lavorarci come donna al piano.
Un giorno quella ragazza conosce un ragazzo straniero; è più o meno della sua età, alto, carino, gentile. Lui le fa capire che gli piace e lei pure. Capita quotidianamente, in ogni parte del mondo. Ma in un Paese povero si può essere portare a pensare che chiedere un regalino in cambio di un po’ di compagnia sia più una necessità di sentirsi uguale agli altri che un fenomeno di malcostume.
Il denaro, in talune realtà, non rappresenta il discrimine tra amarsi e prostituirsi.
Questo è solo l’inizio delle storie che andrò a raccontare, per conoscere più da vicino il mondo delle ragazze orientali, tra luoghi comuni e facili deduzioni.

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