Rapporto Freedom House sulla libertà di stampa in Italia. Chi se lo ricorda?

La mappa relativa alla libertà di stampa nel mondo
La mappa relativa alla libertà di stampa nel mondo secondo il rapporto Freedom House 2014. In verde i Paesi “liberi,” in giallo quelli “parzialmente liberi” ed in rosso quelli “non liberi” – ©  Freedom House 2014

A cinque anni dal rapporto che declassava l’Italia per quando riguarda la libertà di stampa nulla è cambiato nonostante Berlusconi sia fuori dai giochi, ma nessuno ne parla più.

Non c’era trasmissione televisiva che non ripetesse, da mane a sera, che l’Italia era stata declassata a Paese “parzialmente libero” per quanto riguarda la libertà di stampa. La colpa? Ovviamente era di Berlusconi.

Era il lontano 2009 quando l’associazione americana non-profit Freedom House pubblicava il suo rapporto annuale relativo a 197 Paesi nel mondo. L’Italia aveva ottenuto un rating di 32 punti, punteggio che l’aveva fatta rientrare nel novero dei Paesi partly free. Il nostro Paese perdeva ben 3 punti rispetto all’anno precedente e scendeva al 73mo posto della classifica mondiale in quando a libertà di stampa, dopo Paesi come Ghana, Uruguay e Costa Rica (1).
Il Rapporto imputava il peggiormento in classifica dell’Italia a diversi fattori: l’approvazione della Legge Gasparri, l’aumento delle cause legali per diffamazione a carico di alcuni giornalisti e i numerosi casi di giornalisti minacciati dalla criminalità organizzata.
Giornali e telegiornali italiani, come gli avvoltoi che si gettano sulla carogna, gridarono subito allo scandalo e non persero occasione per puntare il dito sul redivivo – o recidivo? – Berlusconi, uscito vittorioso dalle elezioni politiche del 2008.
Distorcendo parzialmente qunto scritto nel Rapporto i nostri giornalisti puntarono l’indice, più che sui fattori sopra citati, quasi esclusivamente sulla persona di Silvio Berlusconi che «controlla attraverso il governo la Rai, e possiede Mediaset» come si leggeva sulle colonne di La Repubblica in un articolo del maggio 2009 (2).
Ed oggi? A distanza di cinque anni di quel fatidico rapporto di Freedom House, con Berlusconi condannato in via definitiva e decaduto da senatore, è cambiato tutto. L’Italia ha guadagnato ben un punto, portandosi così a quota 31 nel ranking globale, e a quota 64mo posto nella classifica mondiale (3).
Naturalmente di questo straordinario successo raggiunto dall’allontanamento di Berlusconi dalla politica non ne parla nessuno, o meglio, nessuno ci dice che non è cambiato nulla.
Altro non serve per dimostrare che la stampa italiana è davvero poco libera.

Note

(1) cfr. Freedom House (2009), Table of Global Press Freedom Ranking. In: Freedom of the Press 2009. Freedom House, Washington, 2009. [Consultato il 28.01.15].
(2) cfr. Rosaria Amato, “Stampa, Freedom House declassa l’Italia ‘Non è più un Paese pienamente libero’in La Repubblica, 1 maggio 2009 [consultato il 28.01.15].
(3) cfr. Freedom House (2014) Press Freedom Rankings. In: Freedom of the Press 2014. Freedom House, Washington, 2014 [consultato il 28.01.15].

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