Ragazze lao: la “bad girl” e la cugina thailandese [cap.5]

banco centrale del Bor Pen Yang Bar
Il banco centrale del Bor Pen Yang, il bar con terrazza sul Mekong più famoso di Vientiane – © foto Mauro Proni 2014

Quinto capitolo. Viaggio all’interno del mondo delle ragazze lao tra bugie e verità.

Abituate fin dai tempi della guerra del Vietnam alla presenza degli stranieri sul patrio suolo, le thailandesi sono state le prime ad imparare a gestire il falang, aprendo la strada alle cugine laotiane di Vientiane.
La capitale del Laos è un mondo a parte. L’elevata presenza di stranieri più che in ogni altro angolo del Paese e la vicinanza culturale e geografica della Thailandia hanno contribuito a farne una realtà a sé stante. A Vientiane la cultura locale è svanita dietro il vessillo del desiderio di far soldi. A Vientiane più che altrove è facile imbattersi nelle hookers. Le adescatrici iniziano prostituendosi, anche se non è questo il loro scopo principale, ma un mezzo per incontrare stranieri e trovarne almeno uno che si innamori di loro, che le mantenga.
Buttarla sulla pietà è la tecnica più comune. Racconti di povertà, di genitori malati, di figli da mantenere non sono gli unici strumenti che le hookers usano per adescare lo straniero. A volte basta puntare sull’aspetto fisico e sulla differenza d’età: un uomo sui 45 anni, ancorché piacente e posizionato, difficilmente in Europa potrà trovare una compagna di vent’anni più giovane. E le adescatrici lo sanno.
Vestono all’occidentale, parlano inglese meglio della media e frequentano gli stessi locali degli stranieri. Pub, discoteche, locali alla moda: dove c’è un’alta concentrazione di stranieri ci sono anche le hookers. Generalmente sono discrete giocatrici di stecca, in quanto i locali muniti di tavoli da biliardo sono assai frequentati dagli stranieri e, tra una partita ed un’altra, è più facile socializzare.
Le loro prede sono rappresentate prevalentemente da uomini tra i 35 e i 50 anni, non ancora sposati o con un matrimonio infelice alle spalle.
La maggior parte delle ragazze non cerca un compagno per scappare all’estero. L’importante è che il falang invii loro i soldi con regolarità; loro continueranno a fare marchette o a sollazzarsi gratuitamente con ragazzi più piacenti di quelli che finanziano i lori vizi. Gli stranieri che mantengono queste ragazze sono chiamati sponsor e se volete conoscerli meglio non vi resta che tornare a leggere la prossima puntata del nostro racconto.

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