Lao women. Donne: chi comanda?

Ragazze di un centro massaggi
Ragazze di un centro massaggi di Vientiane – © foto Mauro Proni 2013

Capitolo dodicesimo. In un gruppo di amiche è sempre la più grande di età a coordinare le altre ragazze ed a volte ciò può coinvolgere aspetti molto intimi della vita personale altrui.

Sceglie dove andare a mangiare, cosa ordinare, stabilisce se un ragazzo è il tipo giusto per l’amica, si occupa delle pubbliche relazioni tra un gruppo di donne ed altri ospiti: è la ragazza più grande.
In Laos c’è una gerarchia tra donne che si basa principalmente sull’età. E’ la più grande che assume quasi sempre un ruolo di coordinamento in un gruppo di donne, sia nelle occasioni ufficiali che in quelle mondane.
«Tu ti siedi qui, tu lì e tu là» sono veri e propri “ordini” che una euay (lett.: “sorella maggiore”) potrebbe impartire alle amiche quando escono a cena insieme ad altri. Se le amiche sono ancora da “sistemare” sarà la euay che stabilirà “chi è meglio per chi” e quindi farà accomodare le amiche (quelle più giovani) accanto a chi lei stessa ha deciso essere quello “giusto”.
Quando attorno a un tavolo siedono ragazze di età diversa, è sempre la più giovane a doversi occupare di servire le altre. Proprio come una cameriera, sarà lei ad assicurarsi che il bicchiere dei commensali (uomini o donne che siano) siano sempre pieni, perché questo è quello che le hanno insegnato fin da piccola: a prendersi cura dei più grandi.
Questi elementi he caratterizzano la cultura lao sono più evidenti nelle province del Paese e nelle campagne, mentre nella capitale sono spesso sfumati, attenuati o, talvolta, assenti.
Il ruolo che la euay ha nei confronti delle più giovani, semplici amiche o sorelle che siano, a volte arriva a spingersi fino a controllare sfere molto intime della vita personale di una ragazza. Non è raro che sia la euay a portare la sorella più piccola in discoteca per farla prostituire con uomini spesso molto più grandi di lei. E il più delle volte la nong (la sorella minore) obbedisce senza battere ciglio perché sa che la euay vuole il suo bene e solo lei sa cosa è giusto e cosa è sbagliato. Così se una ragazza giovane e carina volesse arrotondare la misera paga con qualche “extra”, raramente si presenterà da sola in discoteca per farsi abbordare dai ragazzi, bensì si rivolgerà all’amica più grande o alla sorella maggiore perché l’accompagni e scelga il meglio per lei.
Tutto ciò per noi può sembrare assai strano, ma in questa parte di mondo succede. [<< capitolo 11 | capitolo 13 >>]

8 pensieri riguardo “Lao women. Donne: chi comanda?

  1. “Non è raro che sia la euay a portare la sorella più piccola in discoteca per farla prostituire con uomini spesso molto più grandi di lei”.
    “I lao lavorano poco e dormono parecchio” prova a vivere con i contadini e poi ne riparliamo.
    “BÒ mèn” non è vero. e ce ne sarebbero da contraddire ma a queste non ho resistito.
    chiaramente uno puó scrivere quello che vuole ed esprimere le proprie impressioni soprattutto quando si frequentano certi locali e ci si presenta come falang (straniero in laotiano, solitamente occidentale) in cerca di compagnia o di dare l’idea di volerlo.
    Al di lá del fatto che non sempre sono d’accordo su quello che scrivi, usi le classiche frasi da falang che guarda dall’esterno e che a mio parare giudica quella che è la cultura non solo laotiana ma generalizzando a volte su quella asiatica. La cultura laotiana come qualsiasi cultura va vista dal di dentro nella sua complessitá, studiandola, vivendoci, cercando di andare nel passato, qual è la sua storia e come mai è arrivata fino a dove è arrivata, e non soffermarsi solo dal punto di vista personale in questo caso maschile-turista.
    Sono sicura che vivendo a Vientiane avrai fatto le tue esperienze e che sicuramente anche con i suoi difetti il Laos (anche se Vientiane è molto diversa dalle altre cittá laotiane) hai imparato a conviverci e in qualche modo ad amarla, trovo alcuni tuoi articoli in particolare quelle sulle donne laotiane un pochino di parte.
    Alcune informazioni non sono del tutto false ma scritte come sono state scritte danno una idea sbagliata. spero che gli italiani non prendano alla lettera ció che scrivi.
    Nominare ogni tre per dueTerzani poi che con te non c’entra proprio nulla.

    1. Guarda, per tua informazione vivo in SE Asia da 4.5 anni.
      Non sono un turista.
      Di realtà contadine ne conosco assai perche faccio la guida turistica e nel Paese ho viaggiato parecchio.
      Generalizzare sulla cultura asiatica è sbagliato, infatti i miei parallelismi sono mirati a casi specifici.
      Gli articoli in questione sono rivolti ad un pubblico generico, di non residenti, con l intento di sottolineare le diversità con la cultura italiana, anche quelle più piccanti, non è un trattato di cultura lao, non è questa né la sede, né lo scopo dei racconti.
      Non ho capito se tu vivi qui o no, ma da quello che scrivi mi pare proprio di no. Prova a vivere il Paese e nel Paese, sia di giorno che di notte, a parlare con la gente, a frequentare i lao, ad addentrarti in situazioni al limite e vedrai che quello che oggi ti sembra lontano dalla realtà, qui è quotidiana normalità.

  2. E dimmi che idea si fa uno che non conosce per nulla il Laos ma dico nulla e si vuole fare una idea prima di fare un viaggio leggendo i tuoi articoli? Come si comporterá il falang con i soldi appena arrivato? Visto che del Laos in Italia si sa ben poco e gli articoli sono rivolti ad un pubblico generico come dici tu, dove incece a mio parere sarebbero altre le cose da sottolineare del Paese. visto le tue conoscenze ed esperienze, sarebbe bene, se proprio ad un pubblico generico vuoi parlare, dirla tutta. Da come scrivi tu, “tutte le laotiane” o “tutti i laotiani”, come se ora mi mettessi a scrivere un blog o a rispondere alle interviste, e ipotizziamo che pochissimi conoscono l’Italia, e scrivessi “le italiane pensano solo alla moda” e “gli italiani sono dei mafiosi”.
    Io non dico che quello che hai vissuto È falso ma le frasi che ho scritto citando te a mio parere sono generalizzati e se non volevi esserlo beh, lo sei stato.
    Di certo non si tratta di un trattato per fortuna, peró penso che in certi Paesi un po’ di informazione per un turismo responsabile senza troppi pregiudizi non sarebbe male.
    PS
    Sono italo laotiana. Parlo lao e ho famiglia in Laos.

    1. La rubrica si chiama “Lao Women”, e parla di un argomento specifico, non è una guida turistica, credevo fosse abbastanza chiaro. Per sottolineare “altre cose” ci sono “altri articoli” e le decine di guide turistiche che sono state già scritte.
      Trovami le parti del testo dove mi riferisco genericamente a “tutte le laotiane”. Forse dovresti rileggere meglio gli articoli perché è un’interpretazione tua.
      Infine, e poi concludo, avere i genitori laotiani, o italiani, o di qualsiasi altro Paese, non significa conoscere “quel” Paese. Conosco italiani che del loro Paese sanno poco o niente, e qualcuno ha pure una veneranda età.
      Qui succedono cose che farebbero rabbrividire molti occidentali, se vivi qui o le accetti o te ne vai, ma se le neghi significa che il Paese lo conosci poco o fai poca vita sociale. Qualche residente mi ha detto che il fenomeno è molto più esteso di quello che penso. Se mai verrai da queste parti ti porterò in posti dove avrai modo di vedere di persona che quello che scrivo è vero e anche quello che, ahimè, ho tralasciato.
      Per scrivere pezzi su quanto di buono e di bello ci sia in una laotiana ti invito a leggere l’articolo che parla della “brava ragazza” e il prossimo che pubblicherò a breve, ma capisci che non potevo scrivere dieci pezzi così perché temo avrebbero suscitato ben poco interesse nel pubblico.
      PS: cosa può pensare un italiano benestante che viene in Laos? Non so proprio, dipende da lui, io mi auguro che i miei articoli gli servano a stare in guardia, se invece vorrà usare i suoi soldi (e le mie informazioni) per divertirsi sarà sempre una scelta sua.

  3. non ci siamo capiti. ancora a scrivermi che hai scoperto l’acqua calda? si lo sappiamo tutti purtroppo qual è la situazione. Sarebbe ingenuo da parte tua credere che invece l’occidentale medio non conosca la situazione (magari non nei particolari ma di certo col turismo sessuale che corre ne avranno sentito parlare).
    E non saró qui a fare a gara quello che so e non so del mio Paese.
    Per capire e conoscere il laos bisogna sapere il lao (o molti anni con loro) perché la differenza culturale è abissale. se no vedrai sempre il laos solo dal punto di vista del tuo Paese d’origine.
    Ma quando scrivi non dici in quale contesto gli episodi sono accaduti e spesso sono frasi con definizioni, tipo “questo È…, loro sono…” minimizzando a volte l’argomento in un contesto molto piú complesso.
    giá dal titolo altisonante “Viaggio all’interno del mondo delle ragazze lao tra bugie e verità” cosa deduco? Le ragazze lao punto, e giú a scrivere quali sono quelle brave (che dici poi sono in via d’estinzione) e quelle no. O che la sorella maggiore porta a prostituire la sorella minore. ma dai! Si ci sono situazioni cosí ma da come scrivi e se non conoscessi le laotiane sembrerebbe la regola. Ma ti leggi uomo? Come se ci fossero dei compartimenti stagni dove le donne lao “non brave” sono la maggioranza, da come scrivi.
    O forse È solo un problema di narrazione e quindi quello che vuoi trasmettere è benaltro.

    Io ti scrivo su quello che mi trasmetti. da donna, da italiana e da laotiana (ma non ti rappresento tutte le donne o tutte le italiane o tutte le laotiane, inteso?).

    Non ho piú nulla da aggiungere, non ci capiamo e uno È libero di scrivere quello che pensa, come tu, come io.

    Quindi i tuoi articoli servono a mettere in guardia a chi va a prostitute in Laos? O sei talmente ingenuo a non capire chi sono la maggior parte delle persone che scrivono “lao women” nel motore di ricerca?

    1. Il lao parlo da tre anni, se questa è la condizione essenziale.
      Continui a parlare senza conoscere (e nemmeno chiedere) il background di esperienze del tuo interlocutore.
      Dai un’occhiata al mio blog, vedi le mie pagine facebook collegate e magari leggiti il mio libro, poi torniamo a discutere su quello che non sai tu e quello che non so io. Ma torna preparata. Saluti.

  4. Si ho letto su facebook, i tuoi articoli e il tuo blog e dopo averli letti mi sono sentita di scriverti, mi manca solo il tuo libro. Quello che ho scritto È quello che penso ed È quello che mi ha trasmesso. Accettalo.

  5. Scrivimi in privato attraverso il modulo di contatto, se mi dai l’indirizzo ti farò avere una copia del mio libro direttamente a casa. Gratis.

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