Ragazze lao: capitolo finale [cap.13]

ragazze lao
Toe, 23 anni – © foto Mauro Proni 2013

Capitolo tredicesimo. Premurose, affettuose, gentili, educate e graziose: le ragazze lao sono in grado di riassumere quanto di positivo vi aspettereste da una donna.

L’immagine di persone spregiudicate, furbe, licenziose e calcolatrici non è nella fantasia cinica di chi scrive, ma l’amara realtà di Paesi come il Laos, dove la povertà spinge a fare di tutto per migliorare la propria condizione. Le ragazze lao (e lo stesso discorso potrebbe estendersi anche alle cugine thailandesi), sono capaci di sorprendere un uomo come poche, basta cercare nei posti giusti, ovvero evitare i posti che ci sembrano più giusti. Sì, lo ammetto, non è affatto facile da spiegare.

Il fatto che alcune ragazze scelgano di far soldi adescando stranieri non implica essere brutte persone. A volte si comincia con le migliori intenzioni, pensando di poter smettere quando si vuole, giusto il tempo per mettere via un po’ di soldi, ma a lungo andare è difficile uscirne.
Per adescare il falang occorre raccontare bugie e se non si è portati alla menzogna, o si smette subito o si impara a mentire. Mentire è la chiave per fare soldi. In fondo cosa costa dire: «I love you, darling»?
Le adescatrici imparano a costruirsi una corazza per proteggere i loro sentimenti dagli attacchi degli ipocriti, degli approfittatori e dei parolai: il rischio di innamorarsi a volte c’è. Sorridere diventa un lavoro come parlare, andare a ballare o fingersi interessate alla vita di un tizio del quale nemmeno conosci il nome. Il primo che cede ai sentimenti perde.
Un proverbio in voga tra gli expat riassume bene il concetto: “potrai portare una ragazza fuori da un bar, ma scordati di poter portare il bar fuori dalla ragazza”. Se conoscete una ragazza in un bar potrete anche sposarla e farla smettere con quella vita, ma scordatevi di poter cambiare la sua testa da adescatrice.  
Tutto ciò di cui abbiamo parlato finora, io che scrivo e voi che mi avete letto, ha dato fastidio a qualcuno. Chi vive in questa parte di mondo non vuole che si conoscano le dinamiche di quello che accade qui. «Se dalle mie parti si viene a sapere che qui ci sono ragazze che si vendono per 20 dollari, che figura ci faccio a casa?».
Anche le ragazze locali che campano raccontando frottole ai falang hanno l’interesse che non si sappia nulla delle loro tecniche di adescamento: «La devi smettere di scrivere delle ragazze lao, hai capito?» mi ha intimato la fidanzata di un italiano che la sera si consola in discoteca con uomini dell’età di suo padre. Curioso, no?
Non mi resta che lasciarvi augurandovi buon viaggio. Il Laos, in fondo, è un Paese che vale la pena conoscere ed il merito è di coloro che lo abitano.

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