Laos. La ferrovia di Don Kone [prima parte]

Malla di Sii Phan Don (4000 isole)
L’area del Mekong nella quale si trova l’isola di Don Kone (Don Khon nella mappa) fa parte di una zona denominata oggi Sii Phan Don (4000 isole).

Nella seconda metà del XIX secolo buona parte del sud-est asiatico era sotto il controllo francese. Il Mekong, che rappresentava un’importante via d’accesso per veicolare merci dalla Francia alla Cina, era ancora largamente inesplorato.

Nella seconda metà dell’Ottocento le potenze coloniali di Inghilterra e Francia si erano spartite la penisola indocinese. Gli inglesi, presenti in Birmania (1) fin dal 1824, godevano di importanti esclusive commerciali anche in Thailandia e Cina. La Francia, presente in Cocincina (2) e Cambogia fin dalla fine del ‘700, con l’istituzione del protettorato in Annam e Tonkino (3) del 1884, era divenuta la potenza coloniale egemone nella penisola indocinese.

L’interesse degli inglesi per il tratto nordoccidentale del Mekong, quello più vicino all’Indocina britannica (4), non era un segreto per i francesi. Per evitare di vedersi precluso il corridoio commerciale verso la Cina, la Francia riteneva essenziale consolidare al più presto la sua presenza nei territori ad est del Mekong, che solo dopo la Seconda guerra mondiale assunsero il nome di Laos (terra dei lao).

La copertina de Le Petit Journal del 31 luglio 1910 raffigurante l'affondamento della Grandière nell'atto di attraversare le rapide del Mekong nei pressi di Luang Prabang -
La copertina de Le Petit Journal del 31 luglio 1910 raffigurante l’affondamento della Grandière nei pressi di Luang Prabang – © Cent Ans

Erano anni in cui l’interesse mediatico per tutto ciò che succedeva in Asia era enorme. Le gesta dei primi esploratori venivano raccontate con toni enfatici degni di un romanzo di Jules Verne.
Fu il capitano della Marina militare francese Paul Revellière a condurre la prima missione di successo volta a esplorare la navigabilità del Haut-Mékong (alto Mekong), il tratto del fiume a nord dei confini cambogiani.
Il battello di Revellière partì da Saigon nell’agosto del 1887 e raggiunse l’inesplorata costa occidentale dell’isola di Don Kone poche settimane dopo. Era il primo battello a vapore a risalire la corrente del grande fiume.
Sul finire dello stesso anno l’avventuroso uomo d’affari francese Camille Gauthier tentò un’impresa altamente rischiosa, in direzione opposta. Lasciata la cittadina di Luang Prabang a bordo di un gommone raggiunse la Cambogia via fiume, passando per le impetuose cascate che circondavano l’isola di Kone. Gauthier arrivò a Phom Penh nel gennaio del 1888 con non poche difficoltà, giungendo alla stessa conclusione di Revellière: era impossibile attraversare le cascate di Don Kone con i tradizionali battelli a vapore.
Le imprese di Revellière e Gauthier rappresentarono i primi tentativi francesi di esplorare quella porzione di fiume che segnava il confine tra Cambogia e Laos, porta d’accesso per il controllo dei territori ad est del Mekong.
E questo era solo l’inizio.

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Note

(1) La Birmania corrisponde all’odierno Myanmar, così ribattezzato dopo il colpo di stato del generale Saw Maung del 1988.
(2) La Cocincina corrisponde all’attuale Vietnam meridionale.
(3) Annam e Tonkino oggi corrispondono a Vietnam centrale e settentrionale.
(4) L’Indocina britannica corrisponde alla Birmania. Il nome è usato per distinguere la parte di Indocina sotto il controllo inglese dall’Indocina francese.

 

Bibliografia

J.M. Strobino, Laos. Le chemin de fer des cannonières, in: La Vie du Rail, 2329 (1992), p. 23-29.
M. Osborne, The Mekong: Turbulent Past, Uncertain Future, New York, Grove Press, 2001.

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