Riga, il giorno e la notte

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Riga, 5 luglio, ore 21.48 – © foto Mauro Proni 2016

È cosa nota, ce lo insegnano fin dalla scuola elementare: al Polo le giornate sono più lunghe d’estate e più corte d’inverno. Fin qui tutto chiaro, ma esperienza insegna che dai libri alla vita reale le cose possono nascondere sorprese.
È la mia prima volta in un Paese così a nord, la Lettonia. Atterro a Riga nel primo pomeriggio di una piovosa giornata di luglio. Raggiungo l’hotel, mi faccio una doccia e attendo.

Attendo che scenda la sera per andare a cena; dopo cena attendo che si faccia scuro per andare a bere una birra; dopo la birra attendo che cali la notte per andare a letto, ma c’è qualcosa di anomalo che interrompe la linearità dei miei programmi.

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Riga, 5 luglio, ore 23.13 – © foto Mauro Proni 2016

Non credo sia la stanchezza, e nemmeno il gap termico tra l’Indocina e il nord Europa. Non capisco perché mi stia venendo sonno, in fondo è solo tardo pomeriggio. O almeno così credo. Guardo l’ora: sono le undici passate. Di sera.
A Riga se non dai un’occhiata all’orologio rischi grosso. Finché c’è luce sembra sempre pomeriggio, fino a quando la stanchezza non prende il sopravvento e ti rendi conto che è ora di andare a dormire, ma intanto il supermercato ha abbassato la serranda e i ristoranti pure. Affidati al chiarore del cielo e vai a dormire digiuno.
Al mattino le cose non cambiano. Quando entra luce dalla stanza – nei Paesi dell’Europa continentale la tapparella nostrana è pressoché sconosciuta – personalmente mi viene spontaneo alzarmi e prepararmi per uscire, senza curarmi troppo dell’ora. Sono in vacanza accidenti! E quando sono in ferie non voglio avere orari.
Sono bastati pochi passi per rendermi conto che per strada c’erano sono solo netturbini e qualche turnista che rincasava. Ancora una volta affidarmi all’orologio biologico si è rivelato fallimentare.
In estate tra Bangkok e Riga ci sono quattro ore di fuso orario. Per chi, come me, vive in oriente, molte ore di luce mi hanno aiutato a superare il jet lag, ma dopo il primo giorno ho imparato a non dimenticarmi di tenere sotto controllo l’ora.
Non oso pensare a come sia vivere qui d’inverno, ma questo è un altro capitolo.

Informazioni su promau

fotografo per diletto, viaggiatore per passione

Pubblicato il 13 agosto 2016, in Lettonia con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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