Asia: le persone fanno la differenza

Ragazzo laotiano che alza la birra al cielo sorridendo
© foto Mauro Proni 2010

«Perché hai deciso di trasferirti qui?» è la domanda più ricorrente che mi rivolgono i turisti che accompagno, ed è anche una delle più difficili alle quali rispondere.
Laos, uno dei Paesi più poveri dell’Asia, con un sistema sanitario pessimo, strade malconce, nessun welfare, elevata mortalità ed un alto tasso di corruzione.
Abbiamo trovato il pedofilo! Già, perché dopo questa descrizione per vivere in un Paese così o sei un pedofilo o non c’è ragione per starci un minuto di più. E invece no, qui ci sono anche alcool e droga a basso costo. Non ci facciamo mancare niente noi espatriati che «è meglio non avere in Italia», come disse il ministro Poletti. Ma questo tema è stato già trattato in un altro post.

Una bella giornata di sole

A parte chi ha scelto questa parte di mondo per soddisfare i sui vizi low cost, c’è qualcuno che l’ha fatto per altri motivi. Il clima ad esempio. Volete paragonare una bella giornata di sole ai grigi pomeriggi padani fatti di nebbia, freddo e quelle odiose goccioline sospese nell’aria che ti impastano la faccia?

Lavorare con calma

I ritmi sono più rilassati. Vivere in una città frenetica e circondati dai automi che pensano solo alla carriera non è il sogno di tutti, almeno di quelli che credono che la libertà vada oltre il poter scegliere il canale TV da guardare o il locale alla moda dove consumare l’aperitivo.

Una sera, in un bar

Thailandia, entro in un bar; mi siedo ad un tavolo qualunque, accanto a persone che non conosco. Mi sorridono, alzano il bicchiere al cielo per brindare alla mia salute. Io ricambio. Prima attaccano bottone, poi mi invitano a unirmi a loro. Dopo qualche minuto vado al bagno. «Ciao, di dove sei? Siediti con noi» mi dice una ragazza della metà dei miei anni sulla via della toilette.
La stessa cosa può capitare al ristorante, in discoteca, al mercato. Si chiamano rapporti umani. Le persone: sono quelle a fare la differenza.

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