Ligatne, la cartiera più antica del baltico

La cartiera di Ligatne
La cartiera di Ligatne – © Mauro Proni 2016

La cartiera di Ligatne (Ligatnes papir fabrika) è attualmente la più antica dei Paesi baltici. Tuttora in funzione, la sua storia ha inizio nel lontano 1815,  anche se il picco di massima produttività venne raggiunto sul finire del secolo, quando la fabbrica ottenne il permesso di produrre la carta per la casa reale dello zar di Russia.
Il primo edificio venne completato nel 1816, il secondo risale a quindici anni più tardi e presto ne diventò il principale.
Oggi la fabbrica produce carta riciclata destinata prevalentemente all’esportazione.
Il centro storico del villaggio è monumento nazionale e unico esempio di pianificazione urbanistica in legno risalente al tardo Ottocento. I viottoli sono gli stessi che percorrevano i lavoratori per recarsi al lavoro, all’ospedale, per accompagnare i figli a scuola e per raggiungere le taverne, prima di rincasare.
Edificata contemporaneamente a un nucleo di diciotto appartamenti residenziali, la scuola del villaggio risale al 1889 e fu operativa fino al 2003.
L’ospedale, di otto anni più recente, fu voluto dalla famiglia Menzendorff per assistere i lavoratori e le loro famiglie. La clinica ostetrica, separata dal plesso ospedaliero, poteva ospitare fino a sei partorienti contemporaneamente. Una bandiera blu avvisava la comunità della nascita di un maschio, una rosa per le femminucce. L’ospedale cessò di operare nel 1997,  per essere adibito a casa di riposo per anziani
Con i suoi due piani di caverne ricavate nella roccia, la rupe Lustuzis è l’attrazione principale di Ligatne. Un tempo adibite a taverne, vi si raccoglievano i lavoratori per ascoltare musica, sorseggiare il vino di produzione locale e giocare a skittles.
L’atmosfera che si respira passeggiando per i viottoli del villaggio di Ligatne è tra le più rilassanti mai sperimentate personalmente. Le generose chiome degli alberi avvolgono il villaggio donando silenzio e freschezza. L’ultima cosa che si può immaginare è che sia, ancora oggi, un banale luogo di lavoro.

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