Se andate in Thailandia vestitevi bene

begpacker
Esempio di come NON presentarsi ad una frontiera thailandese – © foto Mauro Proni 2015

Un turista inglese viene fermato all’aeroporto Don Meuang di Bangkok; le autorità gli chiedono di mostrare la somma di 20,000 baht in contanti (pari a circa 520 euro), lui ne è sprovvisto e viene respinto. E’ solo l’ultimo episodio che testimonia l’irrigidimento delle regole nei confronti degli stranieri che in Thailandia ci viaggiano, ci vivono, ci lavorano.

Saccopelisti o mendicanti?

Begpacker è il termine coniato dalla storpiatura della parola inglese backpacker, ovvero turista “zaino in spalla”, dove il termine beg significa “mendicare”.
Sono migliaia i turisti che ogni giorno approdano in Thailandia con pochi soldi in tasca, ma con l’intenzione di passare mesi e mesi nel “paese dei sorrisi”. Come? Soggiornando in ostelli da 5 euro a notte, chiedendo sconti al ristorante o facendo l’elemosina per strada.

Fuori i poveri

Se questa tipologia di turismo una volta era comunque tollerato in nome del principio: “dentro tutti purché abbiate qualcosa da spendere”, oggi le circostanze sono cambiate. Forte di un turismo in crescita e di un’economia che, nonostante i rallentamenti degli ultimi anni, ha comunque determinato l’aumento del benessere generale, la Thailandia ha deciso di sbarazzarsi di turisti low-profile, quelli con pochi soldi e per questo potenzialmente più problematici.

Viaggiare senza un soldo in tasca

Non si contano gli episodi di turisti che sgattaiolano dagli alberghi nottetempo per non pagare l’alloggio, quelli che si allontanano dai ristoranti senza saldare il conto o che finiscono in ospedale a vario titolo senza un’assicurazione sanitaria e senza un quattrino per saldare le prestazioni.
Questi personaggi, non raramente di buona famiglia anche se abbigliati in modo trasandato, sanno come tirare a campare, ma non sempre in modo onesto.

Le regole dimenticate

La regola dei 20.000 baht in valuta equivalente non è nuova, ma è sempre stata applicata con parsimonia per sostenere il turismo. La stessa normativa prevede anche che, per essere ammessi nel Paese, gli stranieri debbano essere muniti di biglietto aereo di ritorno; anche in questo caso, se sprovvisti, le autorità di frontiera possono negare l’ingresso.

Permettetemi un consiglio pratico

Se vi presentate alla frontiera ordinati, puliti, con uno zaino in buone condizioni, non ci sarà alcuna ragione per farvi il terzo grado. Se al contrario vi presenterete con barba incolta, infradito, zaino rattoppato e con l’abbigliamento che avete indossato all’ultimo concerto dei 99 Posse, il rischio che veniate sottoposti a controlli più rigidi è elevato. A volte l’abito fa il monaco e consente di evitare un sacco di problemi.

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