Italiano medio, inglese ottimo

2012-12-26 11.56.44Inglese “ottimo” o “molto buono”, nella peggiore delle ipotesi un “buono” non si nega a nessuno. Non c’è italiano che non sostenga di conoscere bene la lingua di Sua Maestà.  Ne siamo così convinti da scriverlo nel curriculum a chiare letteresenza vergogna e soprattutto senza uno straccio di certificazione ufficiale.

I più coraggiosi credono di potere anche insegnarlo, del resto l’hanno studiato a scuola. Un giorno incontrai un milanese in un ristorante di Vientiane: «Che ci vuole? Per insegnare “De chet is on de teibol” sono capace anch’io». Il tizio veniva da Bangkok dove una sera era stato abbordato da una ragazza che l’aveva convinto a farsi portare in camera agganciandolo con un sentito: «Sei bellissimo, voglio venire a letto con te». Lui, pensando di essere il Loris Batacchi di Piazzale Loreto, accettò l’invito della ragazza appena conosciuta sul marciapiede di Sukhumvit Road, una strada che pullula di imprenditrici di se stesse. Il giorno dopo si svegliò senza portafoglio, senza orologio, senza macchina fotografica e senza ragazza.
Noi italiani abbiamo un thick Mediterranean accent (pesante accento mediterraneo); la “erre” è il primo indizio che ci smaschera agli occhi dei native speakers. In inglese non esiste il suono /r/, che invece è comune nelle lingue latine.
Per parlare un ottimo inglese occorre avere padronanza dei quattro skills: Speaking, Reading, Listening, Writing, ovvero: saper parlare, comprendere il significato di quello che si legge, capire le parole del nostro interlocutore, scrivere senza errori. La grammatica non è uno skill, ma fa parte dell’area language, al pari di pronunciation e fluency. Il livello di inglese non può essere considerato ottimo se le frasi sono intrise di errori grammaticali e l’accento è quello di Lino Banfi, indipendentemente dalla fluency.
Avete mai parlato con un madrelingua? Gli accenti non sono tutti uguali. Una volta a Pakse assistetti ad una conversazione tra un americano e un australiano. Dopo un minuto il primo chiese al secondo che lingua stesse parlando: non stava capendo nulla.
Parlare inglese con un non-native speaker è più facile, ma non è il test da fare per un self-assessment del proprio inglese.
E gli idiomi? “You’re pulling my leg” non significa “mi stai tirando la gamba”, bensì “mi stai prendendo in giro”.
Scrivere è una delle cose più difficili. Il tipico errore del principiante è quello di pensare in italiano e tradurre letteralmente in inglese: il risultato sarà maccheronico. Ogni lingua ha le sue regole sintattiche e tradurre parola per parola porta a risultati spesso errati.
Scrivere “Inglese: discreto” sul curriculum a volte è meglio. Volare bassi e stupire l’interlocutore in sede di colloquio paga più che darsi delle arie e fare la figura del peracottaro.
PS: diffidate di chi vanta un ottimo inglese e non ha mai vissuto all’estero. Impossibile. Detto questo, have a lovely day!

5 pensieri riguardo “Italiano medio, inglese ottimo

  • Francamente non capisco il senso dell’articolo … in un sito dedicato al Laos. Andrebbe bene anche in quello di un expat del Perù. E le ragazze di Bangkok rimorchiano anche i giapponesi … pur che abbiano i soldi.
    In futuro parlaci d’altro.
    A noi, quelli dell’inglese di sopravvivenza, interessa sapere di più del Paese dove vivi: è il motivo per cui veniamo in questo blog.
    E naturalmente … have a lovely day. You too.

    • Salve Gino. Il sito (blog) si chiama “Mauro in Asia”, non “Mauro in Laos”, non so dove tu abbia letto questo. In futuro spero di incrociare maggiormente i gusti dei miei lettori, anche i tuoi. Hai qualche tema in mente che vorresti venisse trattato?

Rispondi