Si è suicidato

Che si tratti di un cadavere schiantato sull’asfalto o di un corpo che galleggia in riva al mare, quando la polizia thailandese non sa che pesci pigliare la risposta è quasi sempre la stessa: si è suicidato.
In un Paese dove il turismo contribuisce al 25% del PIL le autorità non hanno l’obiettivo primario di accertare la verità, bensì quello di rassicurare l’opinione pubblica internazionale sulla sicurezza del Paese. Non fraintendetemi, la Thailandia è effettivamente un Paese a basso tasso di criminalità, ma ciò non esclude fenomeni delittuosi, soprattutto nelle zone più turistiche.

Crimini e turismo

I casi di cronaca nera che coinvolgono stranieri finiscono quasi sempre sulla stampa nazionale in lingua inglese e nel tritacarne di Internet; quando la stampa estera riprende la notizia romanzandoci sopra per settimane il gioco è fatto. Nel breve periodo i flussi turistici dal Paese dal quale proviene la vittima di turno subiscono un calo. E’ un dato statistico accertato, un effetto emotivo che tradotto in quattrini significa centinaia di milioni di baht in meno per le casse del Paese dei sorrisi.

Le indagini

Quando un fatto di cronaca nera coinvolge un farang (un “bianco”) la polizia inizia le indagini. Se il colpevole viene scovato raramente si tratta di un thailandese, più spesso di un birmano, di un laotiano o di un cambogiano, nazionalità verso le quali i thai nutrono un atavico complesso di superiorità; il thai è bravo e onesto, i cattivi sono sempre gli altri.  Se invece i colpevoli non vengono trovati entro pochi giorni – o se non vi sono elementi d’indagine -, la polizia gioca il jolly: la vittima si è suicidata.

Morire di freddo in Thailandia

Quando i casi di presunto suicidio che finiscono sui giornali cominciano a essere troppi occorre formulare altre ipotesi, anche il suicidio si inflaziona. A volte le autorità esagerano a tal punto da sfiorare il paradossale. L’ultimo caso di cronaca nera registrato ha riguardato un turista trovato morto in una camera d’albergo a Uttaradit. Il malcapitato è stato rinvenuto nel letto, privo di coperta e con indosso solo le mutande: gli investigatori thailandesi hanno ipotizzato che fosse morto di freddo. Per dovere di cronaca il poveretto era norvegese. Ancora una volta il caso è stato risolto.

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