Si è suicidato

Chiang Mai traffic police (Thailand)
Poliziotti motociclisti a Chiang Mai (Thailandia) – © foto Mauro Proni 2012

Che si tratti di un cadavere schiantato sull’asfalto o di un corpo che galleggia in riva al mare, quando la polizia thailandese non sa che pesci pigliare la risposta è quasi sempre la stessa: trattasi di suicidio.
In un Paese dove il comparto del turismo contribuisce al 25% del PIL le autorità non hanno l’obiettivo primario di accertare la verità, bensì quello di rassicurare l’opinione pubblica internazionale sulla sicurezza del Paese. Non fraintendetemi, la Thailandia è effettivamente un Paese a basso tasso di criminalità, ma ciò non esclude fenomeni  delittuosi, soprattutto nelle zone più turistiche.

I casi di cronaca nera che coinvolgono stranieri finiscono quasi sempre sulla stampa nazionale in lingua inglese e nel tritacarne di Internet; la stampa estera riprende la notizia romanzandoci sopra per settimane e il gioco è fatto: nel breve periodo i flussi turistici dal Paese dal quale proveniva la vittima subiscono un calo. E’ un dato statistico accertato, un effetto emotivo che tradotto in quattrini significa centinaia di milioni di bath in meno per le casse del “Paese dei sorrisi”.
Quando un fatto di cronaca nera coinvolge un farang (un “bianco”) la polizia inizia le indagini. Se il colpevole viene scovato raramente si tratta di un thailandese, più spesso di un birmano, di un laotiano o di un cambogiano, nazionalità verso le quali i thai nutrono un atavico complesso di superiorità; il thai è bravo e onesto, i cattivoni sono sempre gli altri.  Se invece i colpevoli non vengono trovati entro pochi giorni o se non vi sono elementi d’indagine, la polizia gioca la carta vincente: la vittima si è suicidata.
Quando i casi di presunto “suicidio” che finiscono sui giornali cominciano a essere troppi occorre formulare altre ipotesi, anche il suicidio si inflaziona. A volte le autorità esagerano a tal punto da sfiorare il paradossale. L’ultimo caso di cronaca nera registrato ha riguardato un turista trovato morto in una camera d’albergo a Uttaradit. Siccome il malcapitato è stato rinvenuto nel letto, privo di coperta e con indosso solo le mutande, gli investigatori thailandesi hanno ipotizzato che fosse morto di freddo. Per dovere di cronaca: il poveretto era norvegese. Ancora una volta il caso è stato risolto.

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