Gofundme.com: l’ultima frontiera per farsi pagare la vacanza

2014-03-22 09.22.20
Il villaggio di Muang Noi visto dal fiume Ou – © Mauro Proni 2014

La Rete è un mondo meraviglioso. Ci si può creare un’identità fasulla, postare curriculum conditi di pomposi paroloni in inglese e, perché no, anche piazzare qualche sòla. Girovagando nel virtuale mi sono imbattuto per puro caso nel profilo di un sedicente benefattore che ha organizzato una raccolta fondi online per finanziare la sua personale opera di bene nel Laos settentrionale. Il sito che consente tutto ciò è gofundme.com, una piattaforma online sulla quale ognuno può pubblicare il proprio progetto benefico e avviare una raccolta fondi per finanziarlo. La globalità della Rete consente di raggiungere milioni di persone nel mondo e raccogliere parecchi soldi, tutto sta ad essere convincenti nel proporre il proprio progetto. Per la cronaca: il sito trattiene il 5% delle somme versate, ma questo ci sta, è un servizio ed è giusto pagarlo.
Tim, questo il nome del novello paladino della solidarietà, è un americano “attore, scrittore, carpentiere e presto insegnante” come si definisce lui stesso. Fino a qualche settimana fa si trovava a Muang Noi, un povero villaggio del Laos settentrionale, sul sentiero di Ho Chi Min, una delle zone più bombardate durante la guerra del Vietnam. Da buon americano penitente il nostro Tim vuole fare un po’ di  bene per alleviare il dolore che il suo Paese ha inferto ai poveri abitanti di Muang Noi, in una sorta di ottica karmica del dare e avere. La nostra anima pia ha bisogno di raccogliere 1000 dollari per partire, ovvero trovare una sistemazione di lungo termine e pagare i visti di lavori dei suoi futuri collaboratori. Questo dice lui.
A chi non vive da queste parti tutto ciò potrà sembrare anche credibile, a chi vive qui l’ennesimo tentativo di approfittarsi dell’ingenuità altrui.
Muang Noi non è un villaggio povero, ma uno degli hotspot più turistici del Laos settentrionale. Non si trova affatto sul sentiero di Ho Chi Min, sito nella parte sudorientale del Paese, ma da tutt’altra parte, nel profondo Laos settentrionale. Inoltre, per avviare un progetto di cooperazione, anche fosse quello di aprire una scuola di lingue senza scopo di lucro, occorre avere un’organizzazione alle spalle e ottenere i relativi permessi dal Ministero dell’Istruzione. Un turista non può farlo, pena arresto ed espulsione. Ma soprattutto i 1000 dollari che il nostro buon samaritano sta raccogliendo sono del tutto insufficienti ad avviare qualsiasi progetto del genere. Un visto business in Laos costa dai 300 ai 500 dollari l’anno; una camera in guesthouse non meno di 200 al mese, che in un anno fanno 2400. I mille dollari che il nostro Tim vuole raccogliere sono invece più che sufficienti a farsi una vacanza a base di birra e canne in quel di Muang Noi.
Aggiornamento: la raccolta fondi di di Tim si è appena conclusa (era disponibile qui); ora ne ha aperta un’altra e l’obiettivo è ancora più ambizioso, 3000 dollari! Se desiderate pagargli la vacanza il pulsante è in alto a destra.

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