La caverna di Tham Luang e il principio di responsabilità

Caverna nei pressi di Thakhek
L’ingresso di una caverna nei pressi di Thakhek (Laos) – © Mauro Proni 2012

E’ un caso di portata globale che sta tenendo incollati alla televisione milioni di persone in tutto il mondo. Centinaia di giornalisti, decine di soccorritori, migliaia di ipotesi; servizi speciali, dirette web, ma anche messe e celebrazioni religiose. Il caso dei dodici bambini rimasti intrappolati in una caverna della provincia thailandese di Chiang Rai è uno degli eventi mediatici più importanti degli ultimi anni.
I fatti sono noti. Dodici giovani calciatori di una squadra locale si avventurano in una grotta in compagnia del loro allenatore. A causa delle forti piogge la caverna, un sinuoso anfratto di saliscendi lungo dodici chilometri, si allaga intrappolando il gruppo. Prima di essere localizzati vi resteranno nove giorni. Al buio, senza viveri né acqua potabile.
L’evento rivela l’importanza di un principio generale che i turisti affascinati dall’Asia non devono dimenticare. Nei Paesi del sud-est asiatico scordatevi la presenza di uno stato chioccia che vi proibisce dal fare certe attività in quanto pericolose. Da queste parti vale il principio di responsabilità: se fai qualcosa significa che te ne assumi i rischi, non che le autorità abbiano accertato l’assenza di pericoli per la tua incolumità.
Scordatevi sbarre e cancelli che impediscano di accedere a luoghi potenzialmente pericolosi: grotte soggette ad allagamenti, fiumi interessati da piene improvvise, ponti in bambù autocostruiti o cascate nel tratto più vicino al salto d’acqua.
Potrete trovare cartelli che diffidano dal tuffarsi dai rami prospicienti un fiume, ma anche no. Sarà vostra responsabilità controllare che la profondità dell’acqua sia sufficiente ad assorbire l’impatto. Di casi mortali ne sono occorsi parecchi.
All’interno delle caverne laotiane scordatevi corrimano, pedane antiscivolo, lampade di emergenza e cartelli indicatori: se ci entrate ve ne assumete la responsabilità.
Le cascate durante la stagione secca sono povere d’acqua e la corrente è modesta. Ci si può avvicinare al salto d’acqua senza rischi e scattare bellissime foto. La stessa cosa non è fattibile in questa stagione: la corrente è forte, anche se in superficie non può sembrarlo affatto.
Gli esempi possono continuare. I motorini a noleggio peccano generalmente di manutenzione. Prima di noleggiarli è bene controllare che i freni e le luci funzionino a dovere. Gli impianti elettrici domestici non è detto che siano stati posati da un professionista che ne risponderà in caso di incidente.
La Thailandia è il Paese più organizzato dal punto di vista turistico, ma non scordatevi che è pur sempre un Paese in via di sviluppo, con standard di sicurezza e igiene inferiori ai nostri.
Infine non dimenticatevi che certi Paesi possono difettare di efficaci servizi d’emergenza. In Laos, ad esempio, mancano del tutto e non è nemmeno attivo un servizio di ambulanza.
Viaggiare con una guida locale a volte può salvare la vita. Scusate lo spot.

[Il video sul problema della sicurezza nel sud-est asiatico lo trovate qui]

Un pensiero riguardo “La caverna di Tham Luang e il principio di responsabilità

  1. D’accordo al 100%. In Thai e molti altri luoghi in Asia il pericolo e’ sempre nascosto dietro l’angolo. Io comunque non metto la mia vita nemmeno nelle mani di una guida, o di un allenatore!

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