La dura missione dell’insegnante di inglese tra Laos e Thailandia

insegnare inglese tra Laos e Thailandia

La dura missione dell’insegnante di inglese tra Laos e Thailandia

Titoli, certificazioni e i libri di qualità non sempre sono sufficienti per insegnare inglese all’estero, soprattutto se il gap culturale tra insegnanti e studenti è enorme. I libri di inglese disponibili sul mercato asiatico sono stati pubblicati in Occidente, scritti da autori britannici per essere usati in Paesi europei, dove lo stile di vita e le abitudini sono omogenee e le differenze culturali tra i fruitori del prodotto sono ridotte al minimo. La missione del mestiere di insegnante tra Laos e Thailandia può mettere a dura prova anche i nervi più saldi.

Immaginate di tornare studenti per un attimo. Aprite il libro e vi imbattete in un capitolo dal titolo Noleggiare un film, con la foto di una videoteca in evidenza. L’argomento appare chiaro fin da subito a chiunque di voi, ma se il lettore non ha mai visto una videoteca in vita sua brancolerà nel buio.
Altro esempio. Immaginate di trovarvi davanti alla foto di un appartamento non arredato. Se l’esercizio consistesse nel collocare gli arredi nelle stanze appropriate, uno studente asiatico metterà il frigorifero in camera da letto, la cucina in giardino e del tavolo da pranzo non saprà che farsene. Provate a dirgli che ha torto! Lui vi dirà che “in Thailandia si fa così”. E avrebbe ragione.

La forma mentis che la scuola pubblica contribuisce a plasmare non aiuta. Nozioni da imparare a memoria, spesso inutili e non raramente condite di errori grossolani: tutto porta a non sviluppare alcuno spirito critico, ma a concepire la scuola come un ammasso di concetti da imparare a memoria per ripeterli pari pari all’esame finale, come se le materie fossero tutte strofe di una lunghissima poesia.

Le scuole tra Laos e Thailandia sono una specie di parcheggio dove gli studenti, tutti in divisa e ben pettinati, vanno a scaldare la sedia per 8 ore al giorno. Poco importa cosa facciano pigiati a decine tra le mura scolastiche, dato che i compiti in classe vengono spiegati prima, e se i risultati saranno così negativi da mettere in cattiva luce l’insegnante o la stessa scuola, saranno annullati, rispiegati e fatti rifare. In ogni caso, niente paura: alla fine dell’anno tutti gli studenti saranno promossi.

E’ più facile viverlo che spiegarlo, perché un agglomerato di disastri del genere non fa parte della nostra cultura e difficilmente possiamo immaginarne la portata distruttiva per la creatività, l’intelligenza e le ambizioni dei ragazzi.

Ho raccolto alcuni divertenti episodi che mi sono capitati di persona nei miei primi anni di esperienza da insegnante in una scuola di lingue

Le tasse

– Teacher, cosa significa taxes?
– E’ il plurale di tax. Quando si lavora, una parte del guadagno resta a voi, una parte si consegna allo Stato: quelle sono le tasse.
– Voi in Italia date i soldi allo Stato?
– Non solo in Italia, nella maggior parte del mondo si fa così.
– In Laos non diamo soldi allo stato, ce li teniamo noi.

I documenti

– L’argomento di oggi riguarda i documenti; ecco, questa è la mia patente di guida.
– Scusi, Teacher, a cosa serve?
– Per guidare la macchina.
– Teacher, qui in Laos si usa la chiave.

La musica

– Oggi parliamo di musica. Conoscete qualche genere musicale?
– No.
– Tra quelli che vedete elencati sul libro conoscete nulla?
– No.
– Ok, ora iniziamo a leggere l’articolo e se non capite qualcosa vediamo dopo.
– Scusi Teacher, non ho capito cosa c’entra il “blu” e la “campagna” con il rock.
– Non si tratta di “blu” e “campagna” ma di blues e country music!
– Non capiamo, Teacher, può cantare il blu e la campagna per farci capire meglio?

I VIP

– Qui ci sono le foto di alcuni personaggi famosi. Leggete la didascalia e tracciare una linea per collegare la descrizione alla foto.
– Teacher, noi non conosciamo i vostri attori.
– Nemmeno Brad Pitt?
– No.
– George Clooney?
– No.
– Il primo sulla destra è Barack Obama, almeno sapete chi è?
– Teacher, le ho detto che noi non conosciamo i vostri attori!

L’albero genealogico

– Questo è un albero genealogico: mamma, papà, zio, zia, cugino, nipote, marito e moglie.
– Teacher, come si chiama l’altra moglie?
– Quale “altra moglie”? In Europa non si può avere più di una moglie.
– Sì, anche qui, ma l’altra moglie come si dice in inglese?
– Non capisco.
– Allora… quando lasci la moglie a casa e vai a ballare con l’altra: come si chiama “l’altra”?
– Ma chi? L’amante?
– Sì, l’amante!
– Ma a nessuno verrebbe in mente di inserirla nell’albero genealogico di famiglia!
– Perché no? Tutti in Laos hanno l’amante.

La musica su Internet

– Queste sono le abitudini di spesa di un ragazzo della vostra età.
– Scusi Teacher, perché questo ragazzo spende così tanto per la musica?
– Perché se gli piace la musica, comprerà tanti CD.
– Scusi, Teacher, la musica si scarica da Internet, voi non lo fate?
– Sì, ma se uno è appassionato compra i CD, non scarica gli mp3.
– Un CD costa un dollaro, Teacher.
– Qui da voi costa un dollaro perché non sono originali.
– Scusi, Teacher, cosa vuol dire “originale”?
– Vuol dire che questo maledetto libro non va bene per voi!

Dopo anni, il bisogno di dedicarmi ad altro mi ha assalito.

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L’unico libro in lingua italiana che vi farà scoprire il Laos, uno dei Paesi meno conosciuti dell’Asia.

Mauro in Asia

Mi chiamo Mauro e sono capitato nel sud-est asiatico quasi per caso. Il Laos mi ha colpito a tal punto da scriverci un libro. Attualmente mi divido tra il settore turistico e quello della formazione, senza rinunciare alle mie passioni: viaggiare e raccontare. Con una penna, un cellulare e una tastiera.

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