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Muang Noi

Gofundme.com: l’ultima frontiera per farsi pagare la vacanza

La Rete è un mondo meraviglioso. Ci si può creare un’identità fasulla, postare curriculum conditi di paroloni in inglese e, perché no, anche piazzare qualche “sola”. Girovagando nel virtuale mi sono imbattuto per puro caso nel profilo di un sedicente benefattore che ha organizzato una raccolta fondi online per finanziare la sua personale opera di bene nel Laos settentrionale.

La seconda campagna di raccolta fondi di Tim.

Fare soldi con buone cause

Gofundme.com è una piattaforma online sulla quale ognuno può pubblicare il proprio progetto benefico e avviare una raccolta fondi per finanziarlo. La globalità della Rete consente di raggiungere milioni di persone nel mondo e raccogliere parecchi soldi, tutto sta a essere convincenti nel proporre il proprio progetto. Il sito trattiene il 5% delle somme versate, ma questo ci sta, è un servizio ed è giusto pagarlo.

Le balle di Tim

Tim è americano novello paladino della solidarietà. “Attore, scrittore, carpentiere e presto insegnante” come si definisce lui stesso. Fino a qualche settimana fa si trovava a Muang Noi, un povero villaggio del Laos settentrionale, sul sentiero di Ho Chi Min, una delle zone più bombardate durante la guerra del Vietnam. Da buon americano penitente il nostro Tim vuole fare un po’ di  bene per alleviare il dolore che il suo Paese ha inferto ai poveri abitanti di Muang Noi, in una sorta di ottica karmica del dare e avere. La nostra anima pia ha bisogno di raccogliere 1000 dollari per partire, ovvero trovare una sistemazione di lungo termine e pagare i visti di lavori dei suoi futuri collaboratori. Questo dice lui.

La prima campagna di raccolta fondi di Tim, completata.

Facciamo chiarezza

A chi non vive da queste parti tutto ciò potrà sembrare anche credibile, a chi vive qui l’ennesimo tentativo di approfittarsi dell’ingenuità altrui.
Muang Noi non è un villaggio povero, ma uno degli hotspot più turistici del Laos settentrionale. Non si trova affatto sul Sentiero di Ho Chi Min (sito nella parte sudorientale del Paese), ma nel profondo Laos settentrionale.

Fare cooperazione in modo serio

Per avviare un progetto di cooperazione, anche fosse quello di aprire una scuola di lingue senza scopo di lucro, occorre avere un’organizzazione alle spalle e ottenere i relativi permessi dal Ministero dell’Istruzione. Un turista non può farlo, pena arresto ed espulsione. I 1000 dollari che il nostro buon samaritano sta raccogliendo sono del tutto insufficienti ad avviare qualsiasi progetto del genere. Un visto business costa dai 300 ai 500 dollari l’anno; una camera d’albergo non meno di 200 al mese, che in un anno fanno 2400.

La vacanza di Tim

I 1000 dollari che il nostro Tim vuole raccogliere sono invece più che sufficienti a farsi una vacanza a base di birra e canne in quel di Muang Noi.
Aggiornamento: la raccolta fondi di di Tim si è appena conclusa (era disponibile qui); ora ne ha aperta un’altra e l’obiettivo è ancora più ambizioso, 3000 dollari! Se desiderate pagargli la vacanza il pulsante è in alto a destra.

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L’unico libro in lingua italiana che vi farà scoprire uno dei Paesi meno conosciuti dell’Asia.

Ristoranti premiati da Tripadvisor

Tutti dietro a TripAdvisor!

“Siamo stati in un ottimo ristorante, lo consigliava TripAdvisor”. Quando ti manca l’ispirazione per scrivere un articolo sul tuo blog, ci pensa un turista qualunque a darti l’ispirazione che mancava.
Tutti conosciamo il noto portale di recensioni, sempre più persone lo usano, soprattutto per  scegliere ristoranti e alloggi. Non voglio annoiarvi raccontandovi che in Rete si possono comprare pacchetti di recensioni positive da pubblicare su TripAdvisor, l’hanno già scritto in tanti.
Quello che molti ancora molti non sanno è come gli esercenti riescano a far sparire le recensioni negative su Tripadvisor ricevute da clienti insoddisfatti.

TripAdvisor non è un ente benefico

Ha uffici, impiega centinaia di persone, fattura milioni. Come? Con la vendita di spazi pubblicitari che gli esercenti inseriscono sul portale che conta oltre tre milioni di visitatori al mese ed il cui valore è stimato attorno a 150 milioni di euro.

La recensione negativa

Quando un utente posta una recensione negativa su TripAdvisor l’esercente coinvolto può replicare alla stessa dimostrando la sua buona fede; commenti e risposte sono pubbliche, qualsiasi utente vedrà lo scambio di messaggi, ma nessuno potrà sapere come siano andate realmente le cose. In alcuni casi l’esercente può richiedere a TripAdvisor la rimozione del commento negativo ricevuto, ma dovrà rientrare in una casistica ben precisa e attendere tempi tecnici di intervento. Intanto il commento negativo rimarrà online e la reputazione “virtuale” dell’esercente potrebbe uscirne danneggiata, con conseguente perdita di posizioni in classifica e di clienti.

Il caso

Il titolare di un ristorante italiano mi ha raccontato la sua esperienza nella rimozione dei commenti sgraditi su TripAdvisor, al di là dei regolamenti ufficiali. Dopo qualche giorno dalla richiesta di rimozione, reiterata più volte, il combattivo ristoratore ha ricevuto una telefonata da parte di un incaricato che gli ha offerto la possibilità di pubblicare un’inserzione pubblicitaria sul noto portale. «TripAdvisor è un portale gratuito, certe attività costano, lei non ha ancora fatto inserzioni sul nostro sito, questo le darebbe diritto a un’assistenza privilegiata» gli ha detto l’operatore. Fatta l’inserzione e pagata la relativa tariffa TripAdvisor ha esaminato il suo caso e dopo qualche giorno la controversia è stata risolta a suo favore, il commento negativo è stato rimosso.

Alterare il mercato dei commenti

Nelle piccole località turistiche la concorrenza è spesso spietata; non è infrequente che siano gli esercenti stessi a inserire valutazioni negative per danneggiare il concorrente della porta accanto, che oltre a rubarci i clienti magari ci è pure antipatico. Con la collaborazione di amici e parenti i commenti negativi potrebbero essere tanti e dirottare i clienti da un locale all’altro.
A coloro che credono che TripAdvisor sia la fonte della verità consiglio di spegnere il telefonino e farsi una bella passeggiata, fermare un passante qualunque, chiedergli un consiglio su dove mangiare o semplicemente farsi entusiasmare da una bella vetrina colorata. A volte le scelte migliori sono quelle fatte senza pensarci troppo.

La crescita economica del Laos e il pericolo di insolvenza

Quel sottile confine fra crescita e insolvenza

Secondo il Fondo monetario internazionale il Laos è un Paese ad alto rischio insolvenza.
Fino a un anno fa la fiducia sulla solvibilità delle finanze del Laos si basava sulle rosee previsioni di crescita del settore minerario ed energetico, i due pilastri sui quali poggia la sua fragile economia.

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