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Uzhgorod, la finestra ucraina sul mondo

Cresciuta sulle rive del fiume Uzh, meta di turismo enogastronomico e termale, la capitale della regione ucraina della Transcarpazia è un crogiolo di culture unico nel suo genere. Sviluppatasi grazie a diversi apporti, è stata sempre contesa e passata di mano svariate volte nel corso della sua millenaria storia. Su  viedellest l’articolo completo.

In foto: edicola su strada nel centro di Uzhgorod (UA) – © Mauro Proni 2011

UCRAINA: Pripyat, la città fantasma

Per accedere all’area occorre un permesso speciale e prima di uscirne si viene sottoposti a un controllo che, se non viene superato, costringe a sottoporsi ad una doccia contro le radiazioni. Questo inferno umano è diventato una specie di paradiso per gli animali. Non dovendo più interagire con gli uomini possono circolare liberamente. Hanno occupato abitazioni e strutture abbandonate e non è raro incontrare un lupo, un orso o una volpe che attraversano la strada…Read More

Via EaST Journal

Pripyat, la città fantasma

Il video sulla città fantasma di Pripyat realizzato in occasione del 25mo anniversario della tragedia nucleare di Chernobyl.

Pripyat, la cittadina ukraina sita a 3 Km dalla centrale nucleare di Chernobyl’, investita dalla nube radioattiva nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1986 venne evacuata in 36 ore. Agli sfollati venne consentito di portare con sé solo una valigia in quanto fu garantito loro che sarebbero tornati a casa entro due o tre giorni al massimo. Oggi, in paesaggio urbano di totale abbandono e decadenza, i nuovi abitanti sono animali selvatici e piante di ogni tipo.

Ritorno a Chernobyl

Turisti in visita alla cittadina abbandonata di Pripyat (UA) – © Mauro Proni 2011

A 25 anni esatti dalla tragedia di Chernobyl Mauro Proni e Jacopo Giliberto tornano sui luoghi del disastro nucleare che sconvolse il mondo intero. Pripyat, la cittadina costruita nel 1970 per ospitare i lavoratori della centrale, non era ancora maggiorenne quando venne evacuata, nell’aprile del 1986. La centrale di Chernobyl, a 25 anni dall’esplosione del reattore numero 4, rappresenta ancora oggi una testimonianza della esasperata fiducia dell’uomo nella scienza, ma il mostro addormentato fa ancora paura.

Foto di Mauro Proni e testo di Jacopo Giliberto, giornalista e blogger de Il Sole24ore.

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