Archivi categoria: Lodi Città

rubrica “Il Fondale”, disponibile su www.lodicitta.it

Don Ko, e il tempo si fermò

Novizio dell’isola di Don Ko in attesa del battello per la terraferma – © Mauro Proni 2012

In mezzo al fiume Mekong, a pochi chilometri da Paksé, c’è un isolotto raggiungibile con strette e lunghe barche dal porticciolo di Ban Sapai, uno di quei porti senza molo, senza biglietteria e senza client, l’isola di Don Ko.
Sono lontani gli anni in cui i coloni francesi si fermavano a Don Ko con le loro navi militari prima di scendere alla foce del Mekong. Oggi, sull’isola, è rimasto solo un tempio buddhista, una scuola e una baracca che vende bibite e ricariche per cellulari. Nient’altro. Un lungo e polveroso sentiero costeggia l’argine alto del fiume sul quale si affacciano le abitazioni dei pescatori. A Don Ko vivono non più di duecento anime. Le donne confezionano abiti di seta con le loro abili mani che scorrono veloci sui telai meccanici, mentre gli uomini tessono le reti da pesca. Questa è Don Ko, la porta di un altro mondo, un mondo possibile. Leggi il resto di questa voce

Per una fetta d’anguria e una granita all’arancia

Artigiano sull’uscio della sua casa-bottega di Vang Vieng – © Mauro Proni 2012

Casino, fumo e alcool: tutto quello che sogna un ragazzo di vent’anni. A Vang Vieng tutto è possibile: fumare oppio a prezzi irrisori, bersi un litro di cocktail al prezzo di una mezza minerale, girare in costume da bagno per la città e scendere lungo il fiume con il salvagente sotto le chiappe, cosa che piace tantissimo ad americani e australiani. Musica, birra e sballo: nulla è cambiato dall’ultima volta che venni qui. Vang Vieng è un parco di divertimenti a cielo aperto in un paese più chiuso nel suo passato che aperto verso il futuro: il Laos. Leggi il resto di questa voce

A cosa serve l’acqua potabile?

Sotto la palafitta laotiana si consuma la giornata del lao medio – © Mauro Proni 2012

Le palafitte sono le tipiche case di campagna thailandesi; poggiano su tutte su pali che sopraelevano l’abitazione dal suolo, anche se non sono tutte uguali. C’è quella tutta di legno con i pali anch’essi di legno; c’è quella di legno con i pali in cemento armato, più durevoli e robusti; c’è quella che, oltre ai pali di cemento armato, ha anche i muri perimetrali, ma il primo piano è comunque sempre in legno; infine c’è chi si è fatto la casa interamente in muratura, con il tetto di tegole, il piano terra e il primo piano, non oltre, perché le case tradizionali in Thailandia, Laos, Vietnam e Cambogia sono prive di fondamenta e più di un piano è pericoloso sopraelevare. In ogni modo l’abitazione tipica di campagna è, e resta sempre, la palafitta.
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Ci prendiamo noi cura di te

Ingresso dell’area del Festival. Ban Chiang (THA) – © Mauro Proni 2012

Addentrarsi in luoghi non menzionati sulle guide, fuori dal circuito turistico, per noi falang a volte può essere difficile perché la gente non parla inglese, i menù dei ristoranti sono solo in lingua locale e spesso si rischia grosso, molto grosso: si rischia di essere accolti come vecchi amici.
Ban Chiang è una cittadina dell’Isaan, una regione agricola della Thailandia Nord orientale, la più estesa del Paese. E’ un villaggio di contadini che vivono nelle tradizionali palafitte di legno, si svegliano con il canto del gallo, mangiano una zuppa per colazione e la sera vanno a letto presto. A Ban Chiang c’è una scuola, il museo, un paio di ristoranti, qualche negozio di artigianato ed un laghetto. Nient’altro. Leggi il resto di questa voce

Bangkok, il cuore caldo dell’Asia

Venditore ambulante. Rayong (THA) – © Mauro Proni 2012

Megalopoli di dieci milioni di abitanti, Bangkok è lo stereotipo della metropoli del Sud-Est asiatico, la prima ad aver imboccato la strada della modernizzazione e tuttora modello da seguire per le altre capitali dell’area che, seppur con qualche anno di ritardo, sono salite anch’esse sul treno del progresso.
Nel 1767, l’esercito birmano invase il Regno del Siam e distrusse Ayuthaya, la vecchia capitale dell’attuale Thailandia. Bangkok, che fino a quel momento era un semplice villaggio di pescatori e commercianti cinesi, divenne la nuova capitale del Paese, cominciando così un lento ed inarrestabile sviluppo economico e demografico. Leggi il resto di questa voce

Singapore, acciaio e vetro

Veduta aerea di un livello del Marina Bay Sand. Singapore (SGP) – © Mauro Proni 2012

Paesaggi tropicali, natura incontaminata, animali selvatici e palafitte di legno: quando si parla di Asia ci si immagina tutto questo, ma se la vostra meta è Singapore scordatevelo.
Singapore è un tripudio di modernità, un modo insolito e allo stesso tempo indolore per incominciare un viaggio in Asia perché tutto sembra tranne che di essere dall’altra parte del globo e pertanto il distacco dalla vita di tutti i giorni è più morbido e graduale.
Narra una leggenda che la città venne fondata nel XIV secolo quando un principe malese, per mare con il suo veliero, fu costretto ad attraccare a causa di una violenta tempesta. Non appena il principe mise piede sulla terraferma, in una landa fino ad allora sconosciuta, la prima cosa che vide fu un leone. In pochi minuti il temporale cessò e il principe poté proseguire il suo viaggio, ma non prima di aver fondato, lì dov’era approdato, Singapura, che, in lingua malì significa “Città del leone” Leggi il resto di questa voce