Archivi categoria: ESTero

Ligatne, la cartiera più antica del baltico

La cartiera di Ligatne

La cartiera di Ligatne – © Mauro Proni 2016

La cartiera di Ligatne (Ligatnes papir fabrika) è attualmente la più antica dei Paesi baltici. Tuttora in funzione, la sua storia ha inizio nel lontano 1815,  anche se il picco di massima produttività venne raggiunto solo alla fine del secolo, quando la fabbrica ottenne il permesso di produrre la carta della casa reale dello zar di Russia. Il primo edificio della cartiera venne completato nel 1816, il secondo risale a quindici anni più tardi, diventandone presto il principale.
Oggi la fabbrica produce carta riciclata destinata prevalentemente all’esportazione. Leggi il resto di questa voce

Scatti dal Baltico. Riga.

La torre dell'orologio della stazione ferroviaria di RigaPer chi vive in Indocina, tornare in Italia significa quasi sempre prendere un volo da Bangkok e atterrare a Malpensa, almeno per chi è originario del nord. Ma io non sono mai stato un amante della routine, e tornare in Italia così lo trovo davvero banale. E’ la prima cosa che ho pensato l’anno scorso, quando decisi di tornare in patria per le ferie estive.
Avevo trovato offerte vantaggiose con Aeroflot, la compagnia russa leader nelle tratte dei Paesi dell’ex Unione Sovietica. Fu così che decisi di atterrare nei Baltici e raggiungere l’Italia in treno, fermandomi nelle città lungo il percorso. La prima tappa fu Riga e fu una scelta felice.

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Riga, il giorno e la notte

Il cielo di Riga alle dieci di sera

Riga, 5 luglio, ore 21.48 – © foto Mauro Proni 2016

È cosa nota, ce lo insegnano fin dalla scuola elementare: al Polo le giornate sono più lunghe d’estate e più corte d’inverno. Fin qui tutto chiaro, ma esperienza insegna che dai libri alla vita reale le cose possono nascondere sorprese.
È la mia prima volta in un Paese così a nord, la Lettonia. Atterro a Riga nel primo pomeriggio di una piovosa giornata di luglio. Raggiungo l’hotel, mi faccio una doccia e attendo.

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Romania, questa non essere Italia

Olimp

Olimp, strada Trandafirilor nel tardo pomeriggio| © foto Mauro Proni 2006

Quando le lezioni di civiltà vengono da chi meno te lo aspetti.

Era la primavera del 2006. Nell’azienda dove lavoravo c’era un addetto alla vigilanza al quale si illuminarono gli occhi quando gli dissi che avrei voluto passare le vacanze nel suo paese. Aureliu era di Bucarest e scappò dalla Romania dopo i fatti di Plata Revolutiei, quando i reparti della Securitate si misero a sparare sulla folla uccidendo decine di persone. Correva l’anno 1989.
Detto fatto, in pochi minuti Aureliu mi dette tutte le informazioni di cui avevo bisogno. La mia destinazione sarebbe stata Olimp, una località sul Mar Nero cara agli esponenti della defunta nomenklatura comunista che nella piccola cittadina sul litural usavano passare le vacanze in ville fronte mare, le stesse dove ora alloggiano i politici nuovi, quelli di ispirazione democratica, cioè gli stessi di prima, solo che hanno cambiato la giacchetta.
Ampie spiagge – come quelle della nostrana riviera romagnola tanto per capirci –, servite, pulite, attrezzate e soprattutto sicure. Presidi di polizia fronte mare, con tanto di agenti in uniforme da spiaggia: scarpe da ginnastica, calzino bianco corto, pantaloncini corti blu, polo bianca e cappellino, proprio come quelli che si vedono in certi telefilm americani. Leggi il resto di questa voce

Cipro, e dopo?

Leiki BankLa crisi finanziaria di Cipro e i rimedi al dissesto. Paure e analogie con il Belpaese.

E’ successo ancora. Prima la Grecia sull’orlo del fallimento a ricordarci immagini da rivoluzione ottocentesca ed ora Cipro, uno degli ultimi paesi ad essere stati ammessi nell’Unione Europea (2004). Problemi diversi, stesse soluzioni: chiedere aiuti all’UE per tappare la falla che altrimenti farebbe affondare la nave. E l’Unione, che quella nave fa parte della sua flotta, non può lasciarla affondare. Non può e non vuole. Ma facciamo un passo indietro. Leggi il resto di questa voce

La Romania di Ceausescu e i giorni della rivoluzione romena

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Nella rubrica dedicata alla Romania (#5 – Dossier Romania), è disponibile il mio contributo dal titolo “La Romania di Ceausescu e i giorni della rivoluzione romena”un mini approfondimento sui fatti che travolsero la Romania sul finire del 1989 alla luce del drammatico contesto sociale, economico e politico in cui il paese carpatico si trovava nel momento della difficile transizione tra le macerie del socialismo reale e il miraggio dell’apertura a occidente. Il caso romeno si inserisce nel contesto di continua e rapida evoluzione dei paesi della Nuova Europa, da sempre oggetto di interesse e studio di EastJournal, e anche mio. Conoscere i fatti di ieri è un primo passo per comprendere la realtà di oggi, non solo della Romania, ma anche, ad esempio, dei fatti che hanno recentemente travolto il mondo arabo.

La rivista Walking On The East Side è disponibile online in versione sfogliabile qui.

Lithuania by winter

Un duro e emozionante viaggio in Lithuania in inverno. Vilnius e il castello di Trakai sotto la neve sono affascinanti. Meno affascinante è stato scattare le fotografie senza guanti. La natura sotto la neve è un’opportunità che  non potevo perdere. Le foto sono state scattate con una Canon G12.

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Return to Auschwitz

Alla fine ho deciso di tornare ad Auschwitz. Cinque anni sono passati, ma le emozioni sono le stesse di prima, anche sotto il sottile strato di neve che attutisce i nostri passi. A differenza di mia prima visita, il sole splende nel cielo, quel sole che la maggior parte dei detenuti non ha visto più (scattate con Canon G11)

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Capodanno in Slesia

Per festeggiare l’arrivo del nuovo anno cosa c’è di meglio che visitare la Slesia? L’antica regione che non esiste più è tuttora divisa tra Rep. Ceca, Polonia e Germania. Qui le persone parlano regolarmente tedesco e polacco, i cartelli stradali e i nomi delle città sulle mappe sono scrittI in entrambe le lingue. Non ci credete? Pensate di non divertirvi? Pensate che non ci sia nulla di interessare da visitare? Venite a vedere!

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Bucarest: paesaggio dopo la battaglia

Piazza della Rivoluzione e Memoriale della Rinascita, Bucuresti (RO) – © Mauro Proni 2010

Bucarest, 1989. La città è travolta dalle violente proteste di piazza che culminano con la caduta e la fucilazione di Ceausescu, l’incontrastato dittatore che dominava la Romania da oltre vent’anni, condannandola a una realtà di arretratezza e miseria. Un viaggio tra le strade cittadine che hanno fatto da sfondo alla rivoluzione romena per non dimenticare un pezzo importante della storia recente di un paese la cui arretratezza tecnologica e strutturale costituisce l’unica eredità che le ha lasciato il Conducator.

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