Archivi categoria: EUropa

Oggi nessuno ha paura (dal divano di casa)

Strasburgo - foto Mauro Proni 2011

Strasburgo, Francia. Un giorno normale di una mattina d’inverno – © foto Mauro Proni 2011

Oggi su facebook è pieno di gente che non ha paura.
Io invece sono un fifone ed avrei paura.
Paura di vivere in una grossa città possibile bersaglio di attacchi terroristici.
Ma io sono un fifone.
Fifone come quell’israeliano che conobbi in Laos e che aveva paura di salire su un autobus, di andare al cinema, di prendere l’aereo, di andare al supermercato o in discoteca.
Fifone di un israeliano! Ora gli scrivo di non avere paura.

 

Rapporto Freedom House sulla libertà di stampa in Italia. Chi se lo ricorda?

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La mappa relativa alla libertà di stampa nel mondo secondo il rapporto Freedom House 2014. In verde i Paesi “liberi,” in giallo quelli “parzialmente liberi” ed in rosso quelli “non liberi” – ©  Freedom House 2014

A cinque anni dal rapporto che declassava l’Italia per quando riguarda la libertà di stampa nulla è cambiato nonostante Berlusconi sia fuori dai giochi, ma nessuno ne parla più.

Non c’era trasmissione televisiva che non ripetesse, da mane a sera, che l’Italia era stata declassata a Paese “parzialmente libero” per quanto riguarda la libertà di stampa. La colpa? Ovviamente era di Berlusconi.

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Parigi 11 gennaio 2015: manifestare per difendere la libertà di insultare

Charlie Hebdo - copertinaQueste sono alcune delle vignette del giornale “satirico” Charlie Hebdo che qualcuno ritiene offensive della religione.Charlie Hebdo - copertina
Questa è quella che qualcuno, oggi più che mai, chiama satira.
Avrei voluto inserire una didascalia sotto le foto per descriverne meglio il contenuto, ma ho evitato per non offendere la sensibilità di qualche “illiberale” che non condivide la libera satira e il libero pensiero della libera Rete.
Ieri due milioni di persone hanno manifestato a Parigi anche per difenderre tutta questa “libertà”. Leggi il resto di questa voce

Quel sottile confine tra diritto di satira e libertà di insulto. Il caso Charlie Hebdo.

Studentesse musulmane di una scuola di Georgetown (Malaysia) | © foto Mauro Proni 2012

A Parigi un commando di tre uomini armati uccide quattro giornalisti rei di aver fatto ripetuta satira su Maometto. Il mondo intero invoca la libertà di opinione.

Ciò che per qualcuno rientra nella libertà di opinione per altri può rappresentare il più grave degli insulti. Se per occidentali è normale prendere in giro il Papa, un capo di stato, il re o bestemmiare – chi non l’hai mai fatto? -, per altre culture può non esserlo affatto.
In certi Paesi la bestemmia o la lesa maestà sono reati puniti molto severamente. In Thailandia, ad esempio, offendere il re o contestarne l’operato apre, quasi certamente, le porte del carcere al responabile del reato di lesa maestà, senza differenza alcuna tra stranieri o cittadini thailandesi. Leggi il resto di questa voce

Il paese più piccolo che c’è

mauroproni_italia_tifoso_001La triste realtà di un paese piccolo che si sente grande.

C’è un paese di persone dipendenti dalla televisione, di giovani che a quarant’anni si fanno ancora stirare i pantaloni dalla mamma, che non parlano le lingue, che non viaggiano, che non leggono un libro ma che alla partita della domenica non possono rinunciare.
Espressione di questa società è una classe politica che non perde occasione per rintuzzare l’orgoglio popolare nel disperato tentativo di cementare la massa attorno ai valori patriottici. E così la nostra Costituzione diventa la «più bella del mondo» – quasi che un atto normativo possa contenere un valore estetico –, «la nostra sanità ce la invidiano tutti» – se è così perfetta perché non ce la copiano oltre ad invidiarcela? – «l’Italia è un grande paese» – ma che vuol dire? – e chi più ne ha più ne metta.

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Cari italiani all’estero, ricordatevi che siete soli

Italian Embassy, Bangkok

Il grattacielo All Season Place, sede dell’Ambasciata d’Italia. Bangkok | © Mauro Proni 2013

Difficoltà e disavventure di un italiano alle prese con l’ambasciata italiana di Bangkok.

Abbandonati a sé stessi, questa è la sensazione di molti italiani che, come il sottoscritto, hanno avuto bisogno di assistenza dall’Ambasciata d’Italia a Bangkok.
Fino all’anno scorso la nostra rappresentanza diplomatica in Thailandia si trovava in una villetta ed accedere alla stessa era molto semplice: bastava mettersi in fila al mattino presto, prendere il classico numerino ed attendere di essere chiamato; così riferisce chi ci è stato in quanto il sottoscritto ha avuto la sfortuna di aver bisogno del predetto ufficio solo dopo il suo trasferimento nel quartiere finanziario di Lumpini, accanto ad altre prestigiose rappresentanze diplomatiche come quella della Svizzera, degli Emirati Arabi e degli Stati Uniti d’America, paesi notoriamente poveri, e l’Italia non poteva certo umiliarsi stando in un’anonima villetta di periferia, perché noi «semo er mejo de’ tutti» e così abbiamo scelto il grattacielo di All Season Place per infilarci la casta delle gerarchie diplomatiche.

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Cipro, e dopo?

Leiki BankLa crisi finanziaria di Cipro e i rimedi al dissesto. Paure e analogie con il Belpaese.

E’ successo ancora. Prima la Grecia sull’orlo del fallimento a ricordarci immagini da rivoluzione ottocentesca ed ora Cipro, uno degli ultimi paesi ad essere stati ammessi nell’Unione Europea (2004). Problemi diversi, stesse soluzioni: chiedere aiuti all’UE per tappare la falla che altrimenti farebbe affondare la nave. E l’Unione, che quella nave fa parte della sua flotta, non può lasciarla affondare. Non può e non vuole. Ma facciamo un passo indietro. Leggi il resto di questa voce

Potere alla TV!

Camera 360

© Mauro Proni 2013

l’Italia è al 27° posto nella classifica dei paesi UE per velocità di download.

Ebbene, è da vent’anni che siamo abituati a un modo di fare politica all’americana: grandi convention, programmi, promesse. Prima del 94 non eravamo abituati a nulla di tutto ciò, mentre oggi se non sentiamo parlare di un programma pensiamo subito che un candidato non sia credibile, se non lo vediamo circondato da telecamere e gente che applaude pensiamo che non valga niente, se non promette qualche tassa in meno significa che ce ne metterà qualcuna in più. Pensateci bene, non è forse la televisione che ci ha abituato a tutto questo? Leggi il resto di questa voce

Rassegnatevi, Giannino è l’Italia

Oscar GianninoIl caso del millantatore Oscar Giannino è un unicum o il tipico esempio della buffonaggine italica?

C’è un pittoresco signore che da anni imperversa sugli schermi televisivi dell’italico stivale vestendo sgargianti abiti da dandy inglese e dando lezioni di economia a tutto campo. Si chiama Oscar, come il personaggio dei cartoni animati che faceva impazzire i bambini della mia età, ma quella dell’Oscar nostrano non è solo la storia di uno dei tanti clown da palcoscenico che da anni consolano le casalinghe annoiate nelle tristi serate dopo un piatto di spaghetti, perché in lui c’è qualcosa di diverso: la pretesa di essere credibile.
E inseguendo la dea della credibilità – o quella del protagonismo per soddisfare il suo inguaribile quanto esuberante ego – il signor Giannino – non me ne voglia alcuno se mi rivolgo a lui senza il doveroso ossequio che si deve a una persona del suo calibro – è arrivato persino a millantare fantomatiche lauree e master universitari mai conseguiti fino a quando l’eccentrico Oscar non è crollato sotto il peso delle sue stesse panzane. Leggi il resto di questa voce

In attesa del voto

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Festa di compleanno presso la Thaluang Primary School di Paksé – © Mauro Proni 2012

 

Il voto italiano visto da chi in Italia non ci abita più ma si informa quotidianamente.

L’Italia che si appresta al voto vista da fuori è come una torta al cioccolato vista da balcone di casa prima che un gruppo di chiassosi e famelici bambini ci si avventino sopra per divorarsela fino all’ultima fetta. Alla fine, come al solito, rimarranno solo le briciole per le formiche.