Laos

Il mercato di Pakse

Laos, quanto costa vivere lì

Nonostante i vizi giochino un ruolo importante, il costo della vita in Laos dipende principalmente da come si intende vivere.

«Quanto costa vivere lì?»
«Lì dove?»
«Ma sì…lì dove vivi tu, in Thailandia»
E’ una delle domande più ricorrenti che mi vengono rivolte da amici e curiosi, come se quest’area geografica del pianeta facesse parte indistintamente della Thailandia.
Ebbene, in questo fantomatico Regno del c’è anche il Laos, il Paese dove vivo io.
Qual è il costo della vita in Laos?

Proviamo a rispondere

“Quanto costa vivere lì”, anzi qui, è una domanda da un milione di dollari perché dipende da come si vuole vivere.
«Bella scoperta!» dirà qualcuno, anche il costo della vita di Fiorenzuola dipende molto da come si vuole vivere, ma suvvia: chi può pensare che una domanda da un milione di dollari si meriti una risposta così banale?
Il costo della vita in Laos dipende principalmente dalla città e dallo stile di vita che si intende adottare: all’occidentale o alla orientale.

Il mercato immobiliare

Nei capoluoghi di provincia laotiani vivere costa più o meno uguale, fatta eccezione per Vientiane (la capitale) e Luang Prabang (la cittadina più turistica).
Sui costi incide molto l’housing. Mentre a Luang Namtha o a Pakse potreste trovare belle ville da 350 dollari al mese, a Vientiane e a Luang Prabang lo stesso immobile può raggiungere tranquillamente il triplo e non è detto che la strada di accesso all’immobile sia asfaltata. 
A Vientiane un appartamento tradizionale lao (monolocale al piano terra con ingresso, camera da letto cieca, cucina e bagno sul retro) si può trovare anche a 100 dollari al mese; naturalmente scordatevi scaldabagno e aria condizionata.

Mangiare

Se siete disposti a comprare cibo alle bancarelle (la versione terzomondista del take away) potete fare un pasto completo con 2 dollari circa e con poco più potete mangiare in un ristorante lao ricavato in un box auto. La spesa solo al mercato, tra olezzi, liquami nauseabondi e carne attorniata da stormi di mosche.

Spostarsi

Con un motorino semiautomatico cinese da 250 dollari potrete facilmente raggiungere ogni angolo della città, risparmiando molto rispetto ad un veicolo a quattro ruote.

I vizi

Bersi una Beerlao (la birra nazionale) in un locale su tavoli di legno malconci coperti da tovaglie di plastica bucherellate può costare al massimo 1,4 dollari a bottiglia (da 66 cl, l’equivalente di due lattine) e un pacchetto di sigarette locali sfora di poco il mezzo dollaro.

Tiriamo le somme

Considerate le utenze domestiche e la spesa telefonica, potete vivere con 300 – 350 dollari al mese. Se sarete disponibili a condividere il vostro monolocale con un’altra persona, i costi si abbasseranno ulteriormente, in Laos ci sono persone che campano anche con 100 dollari al mese.

Il comfort occidentale

Condominio con sorveglianza all’ingresso e parcheggio custodito, piscina, ascensore, Wi-Fi, acqua calda (e potabile) da tutti i rubinetti completano un buon appartamento fully-furnished, ma sappiate che residenze di questo tipo sono disponibili solo nella capitale. La spesa, rigorosamente nei supermercati: carne confezionata, formaggi e salumi d’importazione, acqua in bottiglia al posto dei boccioni da 20 litri (i water dispenser che dalle nostre parti si trovano solo negli uffici, per capirci), ristoranti solo di cucina italiana o francese.
E i trasporti? Viaggiare a bordo di un SUV giapponese sarà assai confortevole, ma farà lievitare le vostre spese mensili portando il vostro budget a non meno di 2000 dollari al mese.

Le vie di mezzo

Niente monolocale economico ma nemmeno un appartamento da VIP; un appartamentino dignitoso in un contesto semi nuovo con Wi-Fi e pulizia inclusi si può trovare a 300-450 dollari. Alle stesse cifre se siete fortunati potete trovare anche qualche villetta, non di nuova fattura né centrali, ma da non scartare affatto. Concedersi qualche cena in ristoranti di cucina internazionale, fare la spesa un po’ al supermercato e un po’ al mercato, muoversi a bordo di motorini, ma anziché un “cinesino” usato, un autentico due ruote nipponico vi consentirà di vivere senza farvi mancare nulla con 700-850 dollari al mese.

Le scuole private

Tutto questo vale se non avete figli, perché in questo caso cambia tutto. Mandare un figlio alla scuola laotiana costa poco e nulla, dove la parola “nulla” corrisponde esattamente a quello che imparerà. All’opposto mandare un figlio ad una delle numerose scuole private può costare cifre che vanno dai 300 dollari per la scuola primaria fino a 1000 per la superiore. Al mese.

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L’unico libro in lingua italiana che vi farà scoprire il Laos, uno dei Paesi meno conosciuti dell’Asia.

Qualche esempio

Monolocale arredato in condominio con Wi-Fi e pulizia quotidiana, accessibile da strada sterrata: 450 dollari.
Bilocale parzialmente arredato con cucina e bagno in camera da ristrutturare in zona centralissima, Wi-Fi inclusa: 300 dollari.
Villetta arredata in zona semicentrale, tre camere da letto, tre bagni, soggiorno e giardino: 700 dollari.
Villa arredata, di nuova fattura, in zona periferica, 4 camere da letto, 4 bagni, cucina, lavanderia e giardino accessibile da strada in terra battuta: 400 dollari.
Appartamento con due camere da letto, due bagni, ottimamente arredato, inserito  in condominio di recente fattura con Wi-Fi e pulizia quotidiana, prima periferia: 550 dollari.

Piatto di riso fritto con verdure e carne (a scelta): 1,5 – 2 dollari.
Zuppa tradizionale lao con verdure e carne: 1,5 – 2 dollari.
Monoporzioni da asporto di piatti lao da venditore ambulante: 0,6 dollari.
Cena completa in ristorante lao di alto livello, bevande escluse: 16 – 20 dollari.
Pizza in vero ristorante italiano (acqua inclusa): 6 – 10 dollari.
Pizza al trancio in ristorante italiano: 1,8 – 2,5 dollari.
Piatto di salumi misti in ristorante italiano (pane/focaccia inclusi): 16- 20 dollari.

1 Kg. di pomodori: 1 dollaro.
1 Kg. di mango: 2 dollari.
1 casco di banane asiatiche (più corte delle africane): 0,7 – 1,2 dollari.
1 confezione di 4 vasetti di yogurth: 1,9 – 2,3 dollari.
1 litro di vero succo di frutta: 1,8 dollari.
1 confezione di spaghetti Barilla n. 5 (500 gr.): 2,2 dollari.
1 confezione di fusilli tricolore La Molisana (500 gr.): 2,8 dollari.
1 confezione di Parmigiano Reggiano (200 gr.): 12 dollari.
1 confezione di cereali muesli: 4 – 7 dollari.
1 baguette francese: 1,9 dollari.
1 baguette laotiana: 0,6 dollari.
1 scatoletta di tonno in scatola sott’olio thailandese: 1,5 dollari.
1 pacchetto di patatine: 0,9 dollari.
1 bottiglia di olio extra vergine spagnolo (500 ml.): 7 dollari.
1 birra locale (Beerlao) da 66 cl.: 1 – 1,2 dollari.
1 birra belga (Blanche de Namur) in birreria di classe: 6 dollari.
1 cartone di Tavernello rosso (5 l.): 19 dollari.
1 caffè espresso: 1,6 dollari.
1 pacchetto di Marlboro rosse: 2,2 dollari.
1 acqua minerale (0,5 l.): 0,4 dollari.

Discorso a parte andrebbe fatto per i vizi. Da queste parti costano poco, ma se ci si fa prendere la mano si può spendere un patrimonio. Alcool, fumo e donne sono pericolosissimi fattori di moltiplicazione che possono dissanguare anche i redditi più robusti. Un pizzico di saggezza e di autocontrollo sono due articoli da non dimenticare mai quando si prepara la valigia.
Detto questo, a voi la scelta.

La malnutrizione colpisce le zone agricole e montane

Laos. Malnutrizione e sviluppo

Nonostante acqua e cibo siano reperibili anche nelle località più remote, il Laos registra tassi di malnutrizione tra i più elevati dell’Asia.

Secondo un recente rapporto del World Food Programme, il Laos è uno dei Paesi a più elevato rischio di malnutrizione infantile. Nel 2012, con un tasso del 44%, il Laos si piazzava al secondo posto tra i Paesi dell’Asia orientale per casi di malnutrizione tra i bambini sotto i cinque anni di età.

Laos, risorse in abbondanza

Per chi in Laos ci vive, il dato sembra contrastare con l’immagine di un Paese dove cibo e acqua non mancano, anche nelle aree più remote.
In Laos caccia e pesca sono pressoché libere e la presenza di polli, maiali, mucche e bufali presso le comunità rurali è la norma, garantendo disponibilità quotidiana di carne e uova. Grazie al clima favorevole, inoltre, frutta e verdura crescono per gran parte dell’anno. Ultimo, non certo per importanza, il riso, sul quale gli asiatici fondano la loro dieta da secoli.

Malnutrizione

L’abbondanza di cibo, però, ancorché sia sufficiente ad allontanare problemi di denutrizione, non garantisce una corretta alimentazione, entrando in gioco pericolosi fattori culturali.
Talune etnie privilegiano il consumo di carne a scapito di frutta e verdura (ricche di vitamine); altre invece allevano animali solo per commercializzarli, non per cibarsene, privilegiando così il consumo di riso e verdure a scapito della carne (ricca di proteine); altre comunità si cibano quasi esclusivamente di riso e poco altro (determinando una carenza sia di proteine che di vitamine).
In talune realtà le madri interrompono lo svezzamento antitempo a favore di una dieta a base di riso perché, a causa dell’intenso lavoro nelle campagne, non hanno tempo di allattare la prole.

Conseguenze

Si ritiene che oltre il 40% dei bambini laotiani sotto i cinque anni soffra di anemia dovuta alla carenza di ferro, mentre il 45% lamenta una carenza di vitamina A.
Come se non bastasse, una dieta povera di iodio contribuisce a causare un deficit intellettivo permanente nel 20% della popolazione almeno. E gli alimenti più ricchi di iodio (pesce di mare, sale marino, latte e cereali) non fanno parte della dieta del laotiano medio.

mappa del WFP
Aree agroeconomiche a più alto rischio di ritardo nella crescita – fonte: World Food Programme, “Lao PDR Country Strategy 2011-2015”

Le zone più colpite

Nonostante negli ultimi quindici anni il Laos abbia conosciuto un trend di crescita economica elevata (con il picco del 8% nel 2012), il tasso di malnutrizione infantile è rimasto pressoché costante.
Il problema della malnutrizione coinvolge soprattutto le comunità isolate. Circa il 80% della popolazione laotiana vive in aree rurali e montuose, dove le strade non sono asfaltate e i presidi sanitari latitano tanto quanto le scuole, perfetti ingredienti per scatenare una serie di problemi interconnessi tra loro.
L’assenza di presidi medici in loco non consente di diagnosticare i casi di malnutrizione. L’ignoranza di base – nelle comunità rurali il tasso di analfabetismo raggiunge picchi del 85% – non consente di comprendere le basilari necessità nutrizionali degli infanti. La mancanza di risorse economiche sufficienti impedisce ai più poveri di acquistare integratori alimentari, determinando i tassi di malnutrizione di cui sopra.

La Premiere Legue nella baracca

Difficile anche pensare – umile opinione di chi scrive – che l’opera delle ONG possa cambiare abitudini alimentari profondamente radicate, se non con interventi spot limitati ad un’area geografica e ad un periodo di tempo dipendente dal budget del progetto di cooperazione così come finanziato.
Paradossalmente nella baracca di un villaggio h’mong dotata di ricevitore satellitare potete assistere ad una partita della Premier League inglese in diretta, ma potreste essere costretti a dissetarvi con acqua di pozzo bollita e a mangiare nient’altro che riso e fagiolini.


Fonti bibliografiche

World Food Programme, Lao PDR Country Strategy 2011-2015, WFP, Vientiane, 2010 [online]. Disponibile all’indirizzo https://www.wfp.org/content/lao-pdr-country-strategy-2011-2015 [consultato il 23 ottobre 2015].
D. MacLean (a cura di), As Laos prospers, child malnutrition persists, IRIN, 2013 [online]. Disponibile all’indirizzo http://www.irinnews.org/report/98659/analysis-as-laos-prospers-child-malnutrition-persists [consultato il 31 ottobre 2015].

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Cantiere edile a Vientiane

Il nuovo World Trade Center e la Vientiane che non esiste

Sorgerà nel pieno centro di Ventiane il World Trade Center, vero e proprio quartiere commerciale per clienti facoltosi. Hotel a cinque stelle, appartamenti di lusso, boutique di griffe internazionali, cinema 3D, spazio concerti, bar e ristoranti: tutto bello, tutto nuovo, tutto pulito. Per chi?
In un Paese dove si contano pochi milionari è difficile immaginare di tenere in piedi una megastruttura di questo genere.

Landmark Mekong Riverside Hotel
L’ingresso del Landmark Hotel

E gli altri?

I laotiani campano con stipendi medi che vanno da 80 a 300 dollari al mese: al WTC potranno andarci solo per fare una passeggiata.
Gli elevati dazi d’importazione rappresentano ancora oggi un disincentivo all’acquisto in una città che dista solo una mezzora d’auto dalla Thailandia. Nella terra dei sorrisi è possibile trovare gli stessi prodotti disponibili sul mercato di Vientiane a prezzi del 30, 40% inferiori. Se, come già annunciato dalle autorità locali, verrà realizzato il porticciolo di Sisattanak, in un prossimo futuro per raggiungere la Thailandia basteranno cinque minuti di traghetto.

L’ultimo buco nell’acqua

Sono in molti a chiedersi la ragione di questo ennesimo mega investimento, l’ultimo di una serie di discutibile successo.
Vanno avanti a singhiozzo i lavori del grattacielo più alto della città, nei pressi del National Convention Hall, il centro congressi dove, nell’autunno del 2012, si tenne il bilaterale ASEAN-EU al quale partecipò anche l’ex primo ministro Mario Monti.

Latsavong Plaza
Il complesso del Latsavong Plaza nei pressi del National Convention Center

L’Asem Villa, il complesso di residenze extra lusso da 4500 dollari al mese sito tra il Landmark Mekong Riverside Hotel e il Chao Anouvong Park, non ha riscosso successo e la maggior parte delle megaville sono tuttora sfitte. Lo stesso Landmark Hotel è una meravigliosa cattedrale nel deserto, senza clienti e senza collegamenti con il centro città.
Il Vientiane Center più che un’occasione di sviluppo  è l’ultimo buco nell’acqua in ordine di tempo. Sarà per il parcheggio a pagamento, per la modesta offerta di prodotti o per il sovrapprezzo applicato ai pagamenti con carta di credito, il primo centro commerciale del Laos di clienti ne ha sempre visti pochi.
Dimenticavo i tarocchi. In un centro commerciale di livello medio alto non ci si aspetta di trovarci prodotti contraffatti, e invece la Cina riesce a piazzare meravigliose scarpe di plastica di pseudo griffe mai sentite accanto a scarpe di noti marchi occidentali con l’etichetta “made in China”.

Il World Trade Center parte male

Nel filmato di presentazione (vedi sopra) si spacciano scorci della cittadina di Luang Prabang per quartieri della capitale, per poi proseguire con immagini di porti, ponti sospesi, motoscafi che a Vientiane nessuno ha mai visto (min 0:27).
Insomma, a fare le cose come si deve, i cinesi proprio non ci riescono.

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