Laos

Business in Thailandia: il Central Festival di Ubon Ratchathani

Business in Asia? Sì grazie!

Il sogno di aprire un’attività commerciale in un paese tropicale può diventare realtà purché ci si informi su quello che si può o non si può fare.

Qualcuno mi scrive chiedendomi informazioni sulle opportunità di business in Asia: «lì dove sei tu». Spero di dissipare qualche dubbio, data la complessità della materia e le inevitabili differenze da Paese a Paese.
La Thailandia si è aperta al turismo di massa da almeno trent’anni, nelle località più turistiche c’è tutto quello che serve e restano pochi spazi di manovra. Puntare sulle località non turistiche è una sfida, ma anche un rischio. Il coraggio spesso paga.

Laos, la nuova frontiera

Il Laos è la nuova terra di conquista per chi vuole fare business. Nel piccolo Paese asiatico mancano ancora servizi, i prezzi delle attività sono ancora accessibili e aprire un locale è relativamente facile. Non fatevi spaventare dal fatto che il Laos è un paese comunista: a meno che non abbiate intenzione di fare politica in casa d’altri sarete ben accetti e potrete fare quasi tutto quello che desiderate (nei limiti del buon senso e della legalità).

Mentre per aprire un’attività commerciale in Thailandia – bar, ristorante, albergo, agenzia turistica sono le più comuni tra gli stranieri – non è più sufficiente improvvisarsi cuochi, manager o quant’altro, in Laos il livello del servizio è talmente basso che non serve inventarsi chissà quali trovate commerciali o affidarsi ad esperti di marketing per partire. Basta un po’ di ordinario buon senso, cosa che a noi italiani non manca. Per intenderci: in Italia a nessuno verrebbe mai in mente di aprire un bar senza bicchieri, senza menù e dimenticandosi di ordinare le bibite. In Laos ci riescono. Immaginate il resto.

Società o ditta?

Al contrario del Laos (1), in Thailandia gli stranieri non possono aprire una ditta individuale, ma devono costituire una società con soci locali oppure intestare l’impresa individuale ad un cittadino thai. Va da sé che la maggior parte degli stranieri che vogliono investire nella “terra dei sorrisi” sceglie la seconda soluzione per via dei bassi costi e lo fa dopo aver trovato una fidanzata locale. In questi casi però è fondamentale trovare una persona affidabile onde evitare che, una volta intestatale l’attività, la partner scarichi il gonzo senza nemmeno dirgli grazie.

Vietato comprare immobili

Sia in Thailandia che in Laos gli stranieri non possono acquistare immobili – è una cautela adottata per evitare che il patrimonio immobiliare finisca in mano agli speculatori –, ma solo prenderli in affitto (2).

Capitolo corruzione

La corruzione in questi paesi è diffusa a vari livelli, ma a meno che non vogliate avviare attività illegali ve ne accorgerete in misura minimale perché l’interesse delle autorità non è quello di spennare lo straniero e farlo scappare, bensì di agevolare gli investimenti e l’occupazione.

Tasse

In Thailandia e Laos si pagano poche tasse, il turismo è costante più o meno tutto l’anno e il rapporto con il fisco è collaborativo. Non sarete visti come dei potenziali evasori che vogliono approfittarsi del basso costo del lavoro e della deregulation, ma come persone che vengono a anche a dare lavoro alla popolazione locale e a depositare quattrini nelle banche nazionali.

Aprire un conto corrente

Aprire un conto in Thailandia è assai facile e il sistema bancario affidabile. Carte di credito, Bancomat, Internet Banking sono normalmente fruibili in Thailandia, mentre in Laos c’è ancora molto da fare. Qui le banche danno interessi creditori alti – hanno poca liquidità e cercano di attrarla come è più facile fare – per cui sta a voi, memori dei recenti casi europei (vedi i casi di Irlanda, Olanda, Lituania e Cipro), valutare se depositare i vostri risparmi negli istituti locali o aprire un conto parallelo in Thailandia, Malesia o Singapore, tre Paesi in ordine crescente di affidabilità.

Occhio a non pestare i piedi a nessuno

Di regole nei Paesi del sud-est asiatico ce ne sono poche, ma giocare su questo aspetto ed approfittarsene non è buona cosa perché il concetto di stato di diritto non si è ancora affermato. Se pestate i piedi a qualcuno non chinerà la testa e soprattutto non si siederà sulla riva del fiume in attesa che il vostro cadavere gli passi davanti.

Il personale

Assumere è facile, anche se il problema vero in questi paesi sono proprio i dipendenti. Mettete in conto fin da ora di dover cambiare lavoranti a raffica prima di trovare qualcuno di davvero affidabile, soprattutto in Laos. A parte le assenze improvvise dovute a un genitore che “sta male” – basta che la mamma prenda un raffreddore e per certe culture la vita è in grave pericolo – conti sbagliati, ordinazioni dimenticate, clienti che escono senza pagare o pisoli sul posto di lavoro sono la regola quando si parla di lavoro dipendente. Occorre essere sempre vigili e presenti. In Cambogia e Vietnam il problema è meno sentito, dato che khmer e viet sono più dediti al lavoro, soprattutto i secondi. Per avere un’idea degli stipendi medi, con tutto il limite delle generalizzazioni, tenete conto che una cameriera di una località turistica thailandese guadagna dai 200 ai 250 euro più mance, in Laos siamo ancora fermi a 80-130 più mance.

Lavoro dipendente

Anche per i meno propensi al rischio ci sono varie opportunità nel sud-est asiatico. Ingegneri, architetti, informatici non avranno difficoltà a trovare lavoro, al pari degli insegnanti di inglese. In Thailandia non serve la laurea in lingue per insegnare ad alti livelli. Scuole pubbliche e private preferiscono assumere un madrelingua americano munito di certificazione internazionale (TEFL o CELTA) anche se ha fatto il boscaiolo fino a ieri. Per i non-madrelingua come noi italiani ci sono possibilità di impiego ugualmente, ma bisogna darsi da fare un po’ di più e accontentarsi di stipendi meno sostanziosi. Per chi ha qualifiche e ambisce a stipendi riguardosi la soluzione è il Vietnam, dove i teacher sono i meglio retribuiti dell’area. In Laos il livello è più basso e si può trovare lavoro come insegnanti anche senza una certificazione o senza essere madrelingua, ma in questo caso gli stipendi sono decisamente modesti (circa 250-300 euro al mese).

Mestieri vietati

Sia in Thailandia che in Laos gli stranieri non possono svolgere lavori a prevalente contenuto manuale. Tassisti, idraulici, carpentieri, operai, commessi di negozio ed altri specificamente previsti dalla legge sono lavori  riservati alla popolazione locale. E’ una normativa volta a tutelare la manovalanza locale, dato che anche il più pasticcione degli idraulici italiani, in Asia sarebbe uno dei più bravi.

Sognate solo di notte

Detto questo non dimenticate che il mondo è pieno di sognatori, cercate di non imitarli. Di persone che pensano di aprire un bar su un’isoletta tropicale e diventare ricchi lavorando poco c’è la fila. Sono quelli che dopo qualche anno tornano a casa con le pive nel sacco, senza un soldo e con due figli a carico. State con i piedi per terra, lasciate a casa i sogni e pensateci bene prima di partire. Il mio consiglio? Venite, non ve ne pentirete, con lo spirito giusto e tanto sale in zucca potrete fare qualsiasi cosa.

Famiglia povera laotiana

I poveri fanno paura

Ci hanno insegnato a temere i più poveri perché potrebbero portarci via quello che abbiamo gelosamente accumulato. nessuno ci ha spiegato che non tutte le persone attribuiscono alle cose lo stesso valore.

Vivendo in Asia ho imparato ad avere più paura di chi veste giacca e cravatta e viaggia a bordo di costose automobili rispetto a chi, vedendoti peregrinare lungo una mulattiera assolata, la prima cosa che pensa è di offrirti una pannocchia bollita, l’unica cosa che ha per le mani in quel momento. E’ ciò che mi è capitato oggi, passeggiando nelle campagne di Vang Vieng.

paura dei poveri

Questa è una delle storie che racconto nel mio ultimo libro. Era il 2012 quando ho lasciato l’Italia per un lungo viaggio rigenerante. Doveva essere solo una vacanza e invece finii per scavare dentro me stesso.

libro mauro proni - copertina

Nel 2012 lasciai l’Italia.

Doveva essere solo un viaggio rigenerante e invece finii per scavare dentro me stesso.

Bucare una gomma in Laos

Bucare una gomma in Laos: l’arte di arrangiarsi

Cambiare una gomma in Laos può rivelarsi un’impresa ardua, soprattutto se il veicolo su cui si viaggia è provvisto di gomma di scorta ma non di crick. Bor penn yang, dicono in Laos, niente problema. Si chiama un amico e, nell’attesa che arrivi, si schiaccia un pisolino sul sedile. Arriva il crick ma la gioia dura il tempo di realizzare che è troppo corto. Proviamo a sollevare il veicolo con un paio di pietre reperite a bordo strada, ma sono troppo fragili per reggere il peso. Sopraggiunge un camion qualunque. Si ferma. Ci facciamo prestare un crick più lungo. Lo è, ma non abbastanza. Sopraggiunge un altro autocarro. Questa volta è quella giusta. Ce la facciamo. Tre crick, due pietre, un pisolino e una pisciatina a bordo strada: un’ora in tutto. Se i lao lavorassero alla scuderia Ferrari la gara di Formula uno durerebbe quanto la maratona di Telethon.

Per conoscere altri aneddoti sulla cultura locale non perderti il mio libro, frutto di anni di soggiorno in Laos. Non è una guida turistica, ma un libro che ti farà conoscere gli usi, i costumi e le tradizioni di uno dei Paesi meno conosciuti dell’Asia.

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