Laos

Aula scolastica di provincia in Laos

I dinosauri della Danimarca australiana

«Sapete dove si trova l’Australia?»
«No»
«È qui, sulla mappa. Conoscete qualche città australiana?»
«Danimarca»
«La Danimarca è un Paese europeo. Le principali città australiane sono: Perth, Canberra, Melbourne, Sidney, Adelaide, Brisbane. Qualcuno di voi è mai stato in Australia?»
«No»
«Sapete cos è l’outback australiano?»
«No»
«Sapete dirmi qualche animale che vive in Australia?»
«I dinosauri»
«Va bene, parliamo di Luang Prabang, l’antica capitale del Laos. Ci siete mai stati?»
«No»

I dinosauri della Danimarca australiana

E’ un po’ che non scrivevo di scuola e oggi lo voglio fare cominciando così. Una barzelletta? Nient’affatto. Si tratta di uno scambio di battute che ho avuto con alcuni miei studenti durante una lezione di inglese, qualche giorno fa.

Le scuole di lingue

Le scuole di lingue, in Laos, organizzano corsi prevalentemente serali. Gli istituti statali non prevedono corsi di lingue e, se li prevedono, la qualità dell’offerta educativa è talmente modesta da rendere necessario un reinforcement esterno. Purtroppo gli insegnanti delle scuole di lingua, anche se native speaker con tanto di laurea, si devono quotidianamente confrontare con studenti impreparati a tutto campo, soprattutto in storia e geografia.

I libri non aiutano

I libri di testo utilizzati in queste scuole, ancorché certificati Cambridge o Oxford University, rappresentano il primo ostacolo. Siamo onesti: sono fatti per studenti di cultura occidentale, non per asiatici. I temi trattati, le foto a supporto e le storie proposte, anziché facilitare la comprensione di concetti grammaticali o espressioni linguistiche, complicano le cose. Chiunque trovandosi di fronte ad una pagina intitolata Around the world – Design a tour raffigurante una mappa dell’Australia e la foto di un koala sarebbe portato a immaginare che, di lì a poco, si parlerà più o meno di un viaggio in Australia, di mezzi di trasporto, clima, luoghi da visitare e fauna locale. Se il vostro discente è uno studente della scuola pubblica non siatene così certi. Innanzi tutto non avrà la minima idea di dove si trovi l’Australia sul planisfero, non conoscerà alcuna delle principali città, non avrà un’idea del suo clima, degli animali che la abitano, non avrà idea della distanza che la separa dal Laos. Non solo. Nella maggior parte dei casi quel ragazzo non avrà mai preso un’aereo, non avrà mai visto in treno e, con tutta probabilità, avrà mai messo piede fuori dalla sua città.

I disastri della scuola pubblica

In questo panorama sconfortante, come se non bastasse, gioca un ruolo fondamentale l’assenza di metodo di studio che ogni scolaro laotiano si porta dietro fin dalla tenera età. Gli insegnanti della pubblica, pagati poco e nemmeno regolarmente, tendono a lasciar copiare dal libro durante i compiti scritti, a non fare interrogazioni individuali ed a promuovere tutti, il tutto per avere meno grane possibili. Il risultato è presto detto: preparazione scarsa, poca disciplina, nessun metodo di studio, niente meritocrazia, nessuno stimolo. Un fardello che gli scolari di oggi si trascineranno nel mondo del lavoro cui approderanno una volta terminati gli studi, se proprio così vogliamo chiamarli, con una buona dose di immaginazione.

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L’unico libro in lingua italiana che vi farà scoprire il Laos, uno dei Paesi meno conosciuti dell’Asia.

La linea ferroviaria in disuso è diventata una strada

Laos. La ferrovia di Don Kone [ultima parte]

Allungata e potenziata, la ferrovia di Don Kone al traffico commerciale aggiunse anche quello dei primi turisti che, dal vicino Vietnam, potevano raggiungere Luang Prabang a bordo di confortevoli battelli a vapore.

Sul finire del 1894 il manipolo di vietnamiti coordinati dal luogotenente Simon aveva terminato i lavori di estensione della ferrovia fino al villaggio di Kone, incluso il potenziamento dei binari e le rampe del porticciolo fluviale.
Nello stesso anno le Messaggerie Fluviali della Cocincina (che già detenevano la concessione per la navigazione nel tratto cambogiano e vietnamita del fiume) avevano ottenuto l’appalto del servizio postale dell’Alto Mekong. Con il dislocamento di tre nuovi battelli da 60 tonnellate si rese necessario un nuovo potenziamento dell’intera rete, cosa che venne fatta nel 1896, tra agosto e ottobre.

Il ponte ad arcate che collega Don Kone a Don Det

Nel corso di una decina d’anni, oltre al traffico commerciale si aggiunse anche quello generato dai primi coraggiosi turisti che, dalla vicina Cambogia, risalivano il Mekong fino a Luang Prabang, gioiello coloniale francese del Laos settentrionale, nonché sede della dinastia reale.
Il crescente traffico fluviale indusse le Messaggerie ad allungare nuovamente la rete ferroviaria fino all’isola di Don Det. Nel 1910 venne realizzato un ponte in cemento armato di 158 metri per collegare le due isole.

Era il 1929 quando, in previsione di un ulteriore aumento della domanda di servizi ferroviari, le Messaggerie ordinarono otto nuove locomotive che, tuttavia, non entrarono mai in funzione.
Il completamento della Road 13, che collegava Saigon a Luang Prabang attraverso la Cambogia, segnò l’inizio della fine della ferrovia di Don Kone. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale fece il resto.
Con la ritirata dei giapponesi, che durante il conflitto avevano utilizzato la ferrovia per il trasporto di materiale bellico, la giungla prese il sopravvento su binari e locomotive consegnando la ferrovia alla memoria storica del Paese.

[Vai alla prima parte]

Il vecchio ponte ferroviario tra Don Kone e Don Det

Laos. La ferrovia di Don Kone [seconda parte]

Ottenute le terre ad est del Mekong, i francesi dovevano di dotare il fiume di una flotta fluviale in grado di presidiare i nuovi confini. Il primo tratto della ferrovia di Don Kone era lungo solo tre chilometri.

Le tensioni tra Francia e Regno del Siam per contendersi le terre ad est del Mekong arrivarono all’apice nel luglio del 1893, quando i francesi occuparono militarmente un tratto del fiume Chao Praya nei pressi di Bangkok. Dopo tre mesi di tensione diplomatica il re del Siam, consapevole della superiorità militare avversaria, rinunciò formalmente ad ogni pretesa sui territori. Acquisito il Laos, per i francesi si pose il problema di dotare il Mekong di una flotta fluviale in grado di presidiare i nuovi confini.

Resti di una locomotiva utilizzata lungo la ferrovia di Don Kone

L’unico modo per portare imbarcazioni nel tratto dell’Alto Mekong era farle arrivare dalla vicina Cambogia, già sotto il controllo francese, ma qui si poneva un ulteriore problema: superare le imponente cascate site nei pressi di Don Kone.
Il primo esploratore a cercare un passaggio attraverso le cascate fu un medico francese residente a Phnom Penh, il dottore Maugeot, ma il tentativo non ebbe il successo sperato.
Successivamente toccò al luogotenente Georges Simon portare a termine una missione esplorativa per valutare la possibilità di trasportare due navi cannoniere fino a Kone, smontarle, attraversare l’isola, rimontarle e rimetterle in acqua per proseguire verso nord.
Costruite in Francia le navi erano lunghe 26 metri, pesavano 22 tonnellate e potevano essere smontate in cinque pezzi. Arrivarono a Saigon a luglio e messe in acqua il mese successivo.
Nel frattempo Simon aveva anche commissionato la fabbricazione dei binari e di una locomotiva in grado di trasportare entrambe le navi. La prima ferrovia ad attraversare Kone era lunga solo tre chilometri e venne completata per la fine del mese.
Nel corso delle operazioni di montaggio e trasporto una delle due navi subì danni tali da renderla inutilizzabile; fu così che La Grandiére dovette essere sostituita. Era il mese di settembre del 1893.

[Vai alla prima parte]                      [Vai all’ultima parte]

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