Laos

La linea ferroviaria in disuso è diventata una strada

Laos. La ferrovia di Don Kone [ultima parte]

Allungata e potenziata, la ferrovia di Don Kone al traffico commerciale aggiunse anche quello dei primi turisti che, dal vicino Vietnam, potevano raggiungere Luang Prabang a bordo di confortevoli battelli a vapore.

Sul finire del 1894 il manipolo di vietnamiti coordinati dal luogotenente Simon aveva terminato i lavori di estensione della ferrovia fino al villaggio di Kone, incluso il potenziamento dei binari e le rampe del porticciolo fluviale.
Nello stesso anno le Messaggerie Fluviali della Cocincina (che già detenevano la concessione per la navigazione nel tratto cambogiano e vietnamita del fiume) avevano ottenuto l’appalto del servizio postale dell’Alto Mekong. Con il dislocamento di tre nuovi battelli da 60 tonnellate si rese necessario un nuovo potenziamento dell’intera rete, cosa che venne fatta nel 1896, tra agosto e ottobre.

Il ponte ad arcate che collega Don Kone a Don Det

Nel corso di una decina d’anni, oltre al traffico commerciale si aggiunse anche quello generato dai primi coraggiosi turisti che, dalla vicina Cambogia, risalivano il Mekong fino a Luang Prabang, gioiello coloniale francese del Laos settentrionale, nonché sede della dinastia reale.
Il crescente traffico fluviale indusse le Messaggerie ad allungare nuovamente la rete ferroviaria fino all’isola di Don Det. Nel 1910 venne realizzato un ponte in cemento armato di 158 metri per collegare le due isole.

Era il 1929 quando, in previsione di un ulteriore aumento della domanda di servizi ferroviari, le Messaggerie ordinarono otto nuove locomotive che, tuttavia, non entrarono mai in funzione.
Il completamento della Road 13, che collegava Saigon a Luang Prabang attraverso la Cambogia, segnò l’inizio della fine della ferrovia di Don Kone. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale fece il resto.
Con la ritirata dei giapponesi, che durante il conflitto avevano utilizzato la ferrovia per il trasporto di materiale bellico, la giungla prese il sopravvento su binari e locomotive consegnando la ferrovia alla memoria storica del Paese.

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Il vecchio ponte ferroviario tra Don Kone e Don Det

Laos. La ferrovia di Don Kone [seconda parte]

Ottenute le terre ad est del Mekong, i francesi dovevano di dotare il fiume di una flotta fluviale in grado di presidiare i nuovi confini. Il primo tratto della ferrovia di Don Kone era lungo solo tre chilometri.

Le tensioni tra Francia e Regno del Siam per contendersi le terre ad est del Mekong arrivarono all’apice nel luglio del 1893, quando i francesi occuparono militarmente un tratto del fiume Chao Praya nei pressi di Bangkok. Dopo tre mesi di tensione diplomatica il re del Siam, consapevole della superiorità militare avversaria, rinunciò formalmente ad ogni pretesa sui territori. Acquisito il Laos, per i francesi si pose il problema di dotare il Mekong di una flotta fluviale in grado di presidiare i nuovi confini.

Resti di una locomotiva utilizzata lungo la ferrovia di Don Kone

L’unico modo per portare imbarcazioni nel tratto dell’Alto Mekong era farle arrivare dalla vicina Cambogia, già sotto il controllo francese, ma qui si poneva un ulteriore problema: superare le imponente cascate site nei pressi di Don Kone.
Il primo esploratore a cercare un passaggio attraverso le cascate fu un medico francese residente a Phnom Penh, il dottore Maugeot, ma il tentativo non ebbe il successo sperato.
Successivamente toccò al luogotenente Georges Simon portare a termine una missione esplorativa per valutare la possibilità di trasportare due navi cannoniere fino a Kone, smontarle, attraversare l’isola, rimontarle e rimetterle in acqua per proseguire verso nord.
Costruite in Francia le navi erano lunghe 26 metri, pesavano 22 tonnellate e potevano essere smontate in cinque pezzi. Arrivarono a Saigon a luglio e messe in acqua il mese successivo.
Nel frattempo Simon aveva anche commissionato la fabbricazione dei binari e di una locomotiva in grado di trasportare entrambe le navi. La prima ferrovia ad attraversare Kone era lunga solo tre chilometri e venne completata per la fine del mese.
Nel corso delle operazioni di montaggio e trasporto una delle due navi subì danni tali da renderla inutilizzabile; fu così che La Grandiére dovette essere sostituita. Era il mese di settembre del 1893.

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Locomotiva a vapore della ferrovia di Don Kone

Laos. La ferrovia di Don Kone [prima parte]

Nella seconda metà del XIX secolo buona parte del sud-est asiatico era sotto il controllo francese. Il Mekong, che rappresentava un’importante via d’accesso per veicolare merci dalla Francia alla Cina, era ancora largamente inesplorato.

Nella seconda metà dell’Ottocento le potenze coloniali di Inghilterra e Francia si erano spartite la penisola indocinese. Gli inglesi, presenti in Birmania (1) fin dal 1824, godevano di importanti esclusive commerciali anche in Thailandia e Cina. La Francia, presente in Cocincina (2) e Cambogia fin dalla fine del ‘700, con l’istituzione del protettorato in Annam e Tonkino (3) del 1884, era divenuta la potenza coloniale egemone nella penisola indocinese.

Mappa dell'area di Sii Phan Don

L’interesse degli inglesi per il tratto nordoccidentale del Mekong, quello più vicino all’Indocina britannica (4), non era un segreto per i francesi. Per evitare di vedersi precluso il corridoio commerciale verso la Cina, la Francia riteneva essenziale consolidare al più presto la sua presenza nei territori ad est del Mekong, che solo dopo la Seconda guerra mondiale assunsero il nome di Laos (terra dei lao).

Erano anni in cui l’interesse mediatico per tutto ciò che succedeva in Asia era enorme. Le gesta dei primi esploratori venivano raccontate con toni enfatici degni di un romanzo di Jules Verne.
Fu il capitano della Marina militare francese Paul Revellière a condurre la prima missione di successo volta a esplorare la navigabilità del Haut-Mékong (alto Mekong), il tratto del fiume a nord dei confini cambogiani.
Il battello di Revellière partì da Saigon nell’agosto del 1887 e raggiunse l’inesplorata costa occidentale dell’isola di Don Kone poche settimane dopo. Era il primo battello a vapore a risalire la corrente del grande fiume.
Sul finire dello stesso anno l’avventuroso uomo d’affari francese Camille Gauthier tentò un’impresa altamente rischiosa, in direzione opposta. Lasciata la cittadina di Luang Prabang a bordo di un gommone raggiunse la Cambogia via fiume, passando per le impetuose cascate che circondavano l’isola di Kone. Gauthier arrivò a Phom Penh nel gennaio del 1888 con non poche difficoltà, giungendo alla stessa conclusione di Revellière: era impossibile attraversare le cascate di Don Kone con i tradizionali battelli a vapore.
Le imprese di Revellière e Gauthier rappresentarono i primi tentativi francesi di esplorare quella porzione di fiume che segnava il confine tra Cambogia e Laos, porta d’accesso per il controllo dei territori ad est del Mekong.
E questo era solo l’inizio.

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Note

(1) La Birmania corrisponde all’odierno Myanmar, così ribattezzato dopo il colpo di stato del generale Saw Maung del 1988.
(2) La Cocincina corrisponde all’attuale Vietnam meridionale.
(3) Annam e Tonkino oggi corrispondono a Vietnam centrale e settentrionale.
(4) L’Indocina britannica corrisponde alla Birmania. Il nome è usato per distinguere la parte di Indocina sotto il controllo inglese dall’Indocina francese.

Bibliografia

J.M. Strobino, Laos. Le chemin de fer des cannonières, in: La Vie du Rail, 2329 (1992), p. 23-29.
M. Osborne, The Mekong: Turbulent Past, Uncertain Future, New York, Grove Press, 2001.

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