Insegnare inglese in Laos

I dinosauri della Danimarca australiana

I dinosauri della Danimarca australianaInsegnare inglese in Laos è dura.

«Sapete dove si trova l’Australia?»
«No»
«È qui, sulla mappa. Conoscete qualche città australiana?»
«Danimarca»
«La Danimarca è un Paese europeo. Le principali città australiane sono: Perth, Canberra, Melbourne, Sidney, Adelaide, Brisbane. Qualcuno di voi è mai stato in Australia?»
«No»
«Sapete cos è l’outback australiano?»
«No»
«Sapete dirmi qualche animale che vive in Australia?»
«I dinosauri»
«Va bene, parliamo di Luang Prabang, l’antica capitale del Laos. Ci siete mai stati?»
«No»

E’ un po’ che non scrivevo di scuola e oggi lo voglio fare cominciando così. Una barzelletta? Nient’affatto. Si tratta di uno scambio di battute che ho avuto con alcuni miei studenti durante una lezione di inglese, qualche giorno fa.

Io voglio bene alla mia mamma

Il tema della ragazza "Io voglio bene alla mia mamma"

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Il triste panorama dell’offerta educativa in Thailandia è in grado di scoraggiare anche i più motivati

“Io voglio bene alla mia mamma”, “Quando sono triste penso alla mia mamma e divento felice”, “La mia mamma è speciale”. Sembrano i pensierini di una bambina delle scuole elementari e invece si tratta del compito scritto di una studentessa universitaria thailandese di 19 anni.
Confesso che quando mi trasferii in Asia l’idea di insegnare inglese mi allettava parecchio. Discreti stipendi, facilità nel trovare lavoro, poche ore settimanali, ma dopo due anni il mio entusiasmo è progressivamente calato.
Il livello dell’offerta educativa nei Paesi del sud-est asiatico è modesto, per nulla paragonabile a quella del nostro sistema scolastico, sia per quanto riguarda la scuola inferiore, che per l’università.

La scuola in Laos: la filosofia di promuovere tutti

scuola in Laos

Ingresso della Thaluang Primary School. Paksé (LAO) – © Mauro Proni 2013

La promozione a ogni costo: il caso della scuola in Laos.

La tensione prima del compito in classe, confrontarsi dopo aver consegnato per capire gli eventuali errori, cercare di prevedere il voto, l’eccitazione prima  della riconsegna dei compiti, la curiosità di capire gli errori commessi, segnalare all’insegnante che forse, magari, però la nostra risposta non era così sbagliata: i miei ricordi di studente riaffiorano con tutto il loro carico emotivo.
Sono passato almeno vent’anni da quando frequentavo il liceo e me lo ricordo come se fosse ieri.
La scuola in Laos è diversa. Fino a pochi minuti prima dell’esame gli studenti ridono e scherzano tra loro. Con il libro aperto sul banco, copiano interi paragrafi sul foglio dell’esame; non importa se la risposta è giusta, l’importante è riempire le tre linee sotto ogni domanda. La bontà della risposta sta nella quantità di inchiostro che macchia il foglio. L’insegnante, dopo essersi raccomandato di non copiare, sale in sella al suo motorino e se ne va a fare la spesa. I ragazzi cercano di terminare il prima possibile per andarsene a casa. Dell’esito dell’esame non importa loro nulla, di imparare ancora meno, del resto, in Laos, la bocciatura non è contemplata.

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