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Una psicologa in Laos [parte settima]

psicologa in Laos

Christiana al lavoro © Foto Mauro Proni 2012

Una psicologa in Laos [parte settima] I giorni passano, le persone non cambiano. O almeno non tutte. Chi vive in un certo modo da generazioni è come una pianta storta dalla forza del vento: non la raddrizzi più.
Chi ha costruito un impero economico partendo dalle praterie è diverso. Lavora, studia, si applica, cambia strategia se necessario, crea, migliora. E ragiona. Le culture troppo diverse non si combinano.
Forse Christiana ha trovato la dimensione giusta per lavorare con i ragazzi laotiani. Forse… perché stamane l’ho vista cercare un volo per San Paolo del Brasile ed era piuttosto contenta.

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Una psicologa in Laos [parte sesta]

Una psicologa in Laos

Galli da combattimento mentre si allenano – © foto Mauro Proni 2012

Una psicologa in Laos [parte sesta] Christiana è una psicologa americana che ogni anno dedica un mese delle sue ferie per aiutare i bambini poveri del mondo ad esprimersi con l’arte.
L’avevamo lasciata sulla porta dell’uscio della scuola sotto il sole, chiusa fuori.
Oggi è un altro giorno. Alle 10 Cristiana dorme ancora; ore 11, non si vede; ore 12, nulla. E’ indubbio che si stia adeguando alla cultura locale.
E’ l’una e mezza quando Christiana scende le scale, si lava ed esce.
«Ieri sera ho fatto tardi perché ho parlato con il tuo collega francese, mi ha detto che con questi devo essere più determinata».
Philippe vive in Laos da nove anni, è sposato ed ha una figlia, ma soprattutto non è psicologo, ha solo maturato una lunga e attenta esperienza sul posto.
La bionda Christiana anche oggi è sola, l’impiegata della scuola sonnecchia sempre tra i computer, il direttore è andato a scommettere sui galli da combattimento ed io la mia parte l’ho già fatta.

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Una psicologa in Laos [parte quinta]

psicologa in LaosUna psicologa in Laos [parte quinta] Sotto il sole, seduta su una seggiola davanti all’ingresso della scuola, Christiana attende che qualcuno la faccia entrare. Boum, una delle ragazze dello staff, ha chiuso il cancello ed è andata a dormire. Sono le undici del mattino.
La psicologa, che alloggia al piano superiore dell’ufficio della scuola, è per strada, senza un soldo, un mezzo di trasporto, una persona con cui parlare. Le presto 100.000 kip – 10 euro circa – per comprarsi qualcosa da mangiare. «Ma possibile che in questo paese quando non guardano le soap opera dormono?», si chiede irritata.
Forse Christiana comincia a capire dove si trova.

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