Archivi categoria: Un’americana in Laos

Un’americana in Laos – capitolo finale

2012-12-19 22.27.47Dopo un litigio poco orientale e molto occidentale Cristiana riesce a farsi rendere i soldi del biglietto, rimettendoci solo il costo della prenotazione. Non vuole rimanere un minuto di più in Laos e con il primo bus disponibile lascia il Paese, sguardo basso e malcelata rabbia dentro. Avevo scommesso sulla sua permanenza ed ho perso: diceva che sarebbe restata un mese, io le avevo dato 15 gg, invece se ne è andata solo dopo 8. Ci piace ricordarla così, sorridente, mentre le raccontavo che i lao riescono a sbagliare un’ordinazione su un menu fatto di tre piatti con le foto delle portate. “Con la forza dell’amore si può fare qualsiasi cosa” diceva un cartello che ha appeso Cristiana all’ingresso della scuola. Andandosene l’ha tolto.

L’esperienza di Cristiana mi ha insegnato tante cose, in primo luogo che a questo mondo non tutti siamo uguali e che le buone intenzioni non sono sufficienti per produrre i risultati sperati, perché se dall’altra parte non c’è nessuno disponibile a recepire i nostri sforzi, tutto cadrà nel vuoto. E voi cosa ne pensate?

© Foto Mauro Proni 2012

Un’americana in Laos – puntata cruciale

Cristiana ci lascia, ebbene sì. Inaspettatamente, senza dare segni di insofferenza, stamane ha comprato un volo per il Brasile. “Vado ad aiutare le persone che vogliono essere aiutate – ha detto – questi non si meritano niente”. Il biglietto per Sao Paulo l’ha comprato nell’agenzia di fronte, dopo che l’impiegato, con una serie di ripetuti “yes”, le aveva assicurato che l’ambasciata brasiliana di Bangkok era aperta l’indomani. Cristiana ancora una volta ha peccato di fiducia, non sa che quando un lao dice troppi “yes” significa che non ha capito la domanda. Ed infatti poco dopo Cristiana scopre su internet che l’ambasciata del Brasile è chiusa per festività natalizie e su quel volo non ci può salire senza il visto. Riuscirà la nostra artista a farsi restituire i soldi?

Un’americana in Laos – parte settima

20121215_164813Eccola Cristiana, pare aver trovato la dimensione giusta per lavorare con i ragazzi laotiani. Pare… perché stamane l’ho vista cercare un volo per Sao Paulo do Brasil ed era piuttosto contenta. Cosa sta meditando di fare la nostra psicologa?

© Foto Mauro Proni 2012

Un’americana in Laos – parte sesta

103Dopo qualche giorno di silenzio rieccoci qui con Cristiana, la psicologa americana che ogni anno dedica un mese delle sue ferie ad aiutare i bambini poveri del mondo ad esprimersi con l’arte. L’avevamo lasciata sulla porta dell’uscio della scuola sotto il sole, chiusa fuori. Oggi è un altro giorno, alle 10 Cristiana dorme ancora, ore 11 Cristiana non si vede, ore 12 nulla. E’ indubbio che stia imparando la cultura locale. Alle 13.30 Cristiana scende, si lava ed esce. “Ieri sera ho fatto tardi perché ho parlato con il tuo collega francese, mi ha detto che con questi devo essere più determinata”. Boh, se lo dice lui che vive qui da 9 anni sarà vero. In ogni modo la bionda Cristiana anche oggi è sola, l’impiegata della scuola sonnecchia sempre tra i computer, il direttore è andato a scommettere sui galli da combattimento ed io la mia parte l’ho già fatta.
(…continua)

© Foto Mauro Proni 2012

Un’americana in Laos – parte quinta

Davanti all’ufficio della scuola c’è Cristiana, sotto il sole, seduta su una seggiola. Le ragazze dello staff hanno chiuso il cancello e sono andate a dormire. Cristiana, che alloggia al piano superiore dell’ufficio della scuola, è per strada senza un soldo, in attesa che qualcuno le apra. Le presto 100.000 Kip per comprarsi qualcosa da mangiare. “Ma possibile che in questo paese quando non guardano le soap opera dormono?” Forse Cristiana comincia a capire dove si trova.

Un’americana in Laos – parte quarta

20130121_124923Nell’ufficio della scuola è comparso un manifesto: “dopo tutto esiste una sola razza: l’umanità”. Bel messaggio, l’ha appeso Cristiana assieme a una serie di vecchie fotografie della scuola tutte intorno. Una è caduta ma nessuno dei presenti si cura di raccoglierla; anche il manifesto si sta staccando dal muro e nessuno si cura di riappiccicarlo. “Bella composizione” dico al direttore che si sta scolando una birra sull’ingresso.
“Eh? Cosa?”
“Quella che ha fatto Cristiana: manifesto e foto tutte intorno”.
“Dove? Ah sì…dai Mauro prendi una birra”.
Manco se ne era accorto. Riattacco il manifesto, riappendo le foto e me ne vado a dormire.
(Non finisce qui…)

© Foto Mauro Proni 2012

Un’americana in Laos – parte terza

Mauro e la bionda americana sono alla ricerca di un negozio che venda materiale per dipingere. Primo negozio: nessuno ci capisce. Secondo negozio: ci capiscono ma non hanno il materiale. Terzo negozio: il materiale disponibile è quello edile ma nessuno ci capisce. Quarto negozio: si mettono a ridere quando capiscono. Quinto negozio: la bionda Cristiana esce sbraitando: “non si sono nemmeno alzate dalla sedia per capire cosa volessi, fucking bitch!”. Alla fine ripieghiamo su un negozio di tovaglie di plastica, l’unica cosa che assomigli a una tela. Se siete curiosi di sapere come andrà a finire continuate a seguitemi…

Un’americana in Laos – parte seconda

2012-11-30 13.35.36Cristiana è lì, sulla porta dell’aula computer scuola che guarda la strada. Dentro il locale una dello staff sonnecchia spaparanzata su un lettino. Poverina, ha aperto la saracinesca della scuola e dev essere parecchio stanca. “Vorrei andare a comprare qualcosa per iniziare ma non so dove” dice la bionda psicologa. Mosso da pietà mi offro di portarla alla ricerca di un negozio di materiale per dipingere. Per strada le racconto qualche aneddoto sui lao e sul loro atteggiamento che talvolta fa incazzare. “Mauro, non ti preoccupare, vedrai che ce la caveremo, ho lavorato in Messico e Brasile con i bambini di strada”. Cristiana non sa ancora che qui il vero problema non sono i bambini, ma gli adulti. Continua…

© Foto Mauro Proni 2012

Un’americana in Laos – parte prima

Discorso di presentazione di Cristiana agli insegnanti della scuola. Sediamo tutti intorno e la ascoltiamo mentre parla di sfide, obiettivi, impegno, arte e passione, tutti concetti che i lao sentono per la prima volta. Le insegnati locali la guardano smarrite, le filippine con stupore e il mio collega francese la scruta intensamente per un po’ prima di dirmi: “ma lo sa di essere in un paese di dormitori e bevitori e basta?”
Prima missione: cercare il materiale per dipingere. “E’ una sfida” dice lei, “è un’impresa impossibile penso io”. Se siete curiosi di sapere come andrà a finire continuate a seguirmi…

Un’americana in Laos – intro

E’ arrivata, è arrivata! Si chiama Cristiana, è americana, è psicologa, ha la passione dell’arte e ogni anno dedica un mese delle sue ferie per aiutare i bambini dei paesi poveri a sviluppare le loro capacità artistiche, perché attraverso l’arte – dice – si possono curare anche molti disagi psicologici. Ha viaggiato in Brasile, Messico, Cambogia e vanta molte esperienze. Iniziativa lodevole, ma Cristiana non sa ancora dove è capitata e soprattutto cosa la aspetta. Io le faccio tanti auguri e se voi volete saperne qualcosa di più seguitemi qui su Facebook, ne sentirete delle belle!