> Vivere in Asia

La paura dei poveri [la mia esperienza in Laos]

paura dei poveri

Bambini contadini nelle campagne di Vang Vieng (Laos) – © Mauro Proni 2012

Ci hanno insegnato ad avere paura dei poveri perché ci potrebbero portare via quello che abbiamo gelosamente accumulato. Non ci hanno detto che non in tutte le parti del mondo le persone attribuiscono alle cose lo stesso valore che diamo noi. Vivendo in Asia ho imparato ad avere più paura di chi veste in giacca e cravatta e viaggia a bordo di costose automobili rispetto a chi, vedendoti peregrinare lungo una strada assolata, la prima cosa che pensa è di offrirti una pannocchia bollita, l’unica cosa che ha per le mani in quel momento. E’ quello che mi è capitato oggi, passeggiando nelle campagne di Vang Vieng.
La generosità dei poveri stupisce.

Cambiare una gomma in Laos: l’arte di arrangiarsi

Cambiare una gomma in Laos

Foratura lungo la Road 13 Pakse – Champasak – © Mauro Proni 2012

Bucare una gomma: esempio di pressapochismo e arte di arrangiarsi orientale

Cambiare una gomma in Laos può rivelarsi un’impresa ardua, soprattutto se hai la gomma di scorta ma non il crick. Niente problema, dicono in Laos. Si chiama un amico e, nell’attesa che arrivi, si schiaccia un pisolino per strada. Arriva il crick ma niente: è troppo corto. Si prova a sollevare il veicolo con un paio di pietre reperite a bordo strada, ma sono troppo fragili. Sopraggiunge un camion qualunque. Si ferma. Ci si fa prestare un crick un po’ più lungo… ma non abbastanza. Sopraggiunge un altro autocarro e sì, alla fine ce la facciamo. Tre crick, due pietre, un pisolino e una pisciatina a bordo strada: un’ora. Se questi lavorassero alla scuderia Ferrari la gara di Formula uno durerebbe quanto Telethon.

I bambini laotiani

bambini di Pakse

Bambini di Pakse (Laos) – © Foto Mauro Proni 2012

I bambini orientali non hanno nulla ma sorridono sempre.

Nella nostra parte di mondo, quella “sviluppata”, ci hanno insegnato che la libertà consiste nella possibilità di comprare quello che vogliamo. Così, con l’equazione “denaro uguale felicità”, noi trasciniamo la nostra vita come gli schiavi dell’antico Egitto trascinavano le pietre. Anche noi, come loro, stiamo costruendo una piramide per qualcun altro, ma gli schiavi egiziani loro erano ben consapevoli della loro condizione, mentre noi pensiamo di essere liberi.

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