> Vivere in Asia

Pakse, gioventù locale

Prime impressioni da espatriato in Laos

Il Laos è la mia nuova casa. Mi sono trasferito da qualche settimana. Le prime impressioni da espatriato in Laos sono ancora incerte, abbozzate. Non so da che parte cominciare e temo di cominciare dalla parte sbagliata, di forzare le tappe, come se per forza debba dire qualcosa.

Calma.

Non è facile vivere in un Paese lontano diecimila chilometri da casa, tra persone che non parlano la tua lingua, che mettono il peperoncino in ogni pietanza, che non usano le posate, che la birra la bevono solo col ghiaccio e che dormono per terra.

In Laos qualsiasi contatto fisico, anche una semplice stretta di mano, è inteso come un gesto intimo; le ragazze nemmeno abbracciano i loro fidanzati. Coabitare con una ragazza locale? E’ vietato.

I prodotti artigianali costano molto meno di quelli industriali: i primi sono fabbricati sul posto, con materiali che mette a disposizione la natura o con articoli riciclati, mentre i secondi vengono importati dai Paesi limitrofi. E i dazi sono salati.

Trovare un serpente sull’uscio della porta non è cosa rara, ma per proteggere la casa  basta che fare l’offerta allo spirito buono.

I bambini non hanno nemmeno un giocattolo, ma sorridono sempre e non piangono mai. Proprio mai.

È per tutti questi motivi che non penso minimamente a tornare indietro, almeno per ora.

Mi sono trasferito in Laos dopo un viaggio lungo sei mesi a cavallo di sei Paesi. Doveva essere solo una vacanza e invece finii per scavare dentro me stesso.

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