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Gioielli coloniali. Ascesa e declino della ferrovia di Don Kone – Ultima parte

Il ponte ad arcate lungo 158 metri che collega Don Kone a Don Det fu costruito dai francesi nel 1910 - © foto Mauro Proni 2012

Il ponte ad arcate lungo 158 metri che collega Don Kone a Don Det fu costruito dai francesi nel 1910 – © foto Mauro Proni 2012

Allungata e potenziata, la ferrovia di Kone al traffico commerciale aggiunse presto anche quello dei primi turisti che, dal vicino Vietnam, potevano raggiungere Luang Prabang a bordo di confortevoli battelli a vapore.

Sul finire del 1894 un manipolo di operai vietnamiti coordinati dal luogotenente Simon aveva terminato i lavori di estensione della ferrovia fino al villaggio di Ban Kone, includendo anche il potenziamento dei binari e delle rampe del porticciolo fluviale.
Nel corso del 1894 le Messaggerie Fluviali della Cocincina (che già detenevano la concessione per la navigazione nel tratto cambogiano e vietnamita del fiume) ottennero l’appalto del servizio postale dell’alto Mekong. Con il dislocamento di tre nuovi battelli da 60 tonnellate si rese necessario un nuovo potenziamento dell’intera rete, cosa che venne fatta nel 1896, tra agosto e ottobre.

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Gioielli coloniali. Ascesa e declino della ferrovia di Don Kone – Parte seconda

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Una delle locomotive utilizzate lungo la ferrovia di Don Kone, ora conservata nel museo dell’isola – © foto Mauro Proni 2016

Ottenute le terre ad est del Mekong, i francesi necessitavano di dotare il fiume di una flotta fluviale in grado di presidiare i nuovi confini. La prima ferrovia di Don Kone era lunga solo tre chilometri e venne costruita per trasportare due navi militari.

Le tensioni tra Francia e Regno del Siam per contendersi le terre ad est del Mekong arrivarono all’apice nel luglio del 1893, quando i francesi occuparono militarmente un tratto del fiume Chao Praya nei pressi di Bangkok. Dopo tre mesi di tensione diplomatica il re del Siam, consapevole della superiorità militare avversaria, rinunciò formalmente ad ogni pretesa sui territori. Acquisito il Laos, per i francesi si pose il problema di dotare il Mekong di una flotta fluviale in grado di presidiare i nuovi confini.

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Gioielli coloniali. Ascesa e declino della ferrovia di Don Kone – Parte prima

L'area del Mekong nella quale si trova l'isola di Don Kone fa parte di una zona denominata oggi Sii Phan Don (4000 isole).

L’area del Mekong nella quale si trova l’isola di Don Kone (Don Khon nella mappa) fa parte di una zona denominata oggi Sii Phan Don (4000 isole).

Nella seconda metà del XIX secolo una consistente parte del Sud-Est asiatico era sotto il controllo francese. Il fiume Mekong, che rappresentava un’importante via d’accesso per veicolare merci dalla Francia alla Cina, era ancora inesplorato per buona parte del suo corso.

Nella seconda metà dell’Ottocento le potenze coloniali di Inghilterra e Francia si erano spartite la penisola indocinese. Gli inglesi, presenti in Birmania (1) fin dal 1824, godevano di importanti esclusive commerciali anche in Thailandia e Cina. La Francia, presente in Cocincina (2) e Cambogia fin dalla fine del ‘700, con l’istituzione del protettorato in Annam e Tonkino (3) del 1884, era divenuta la potenza coloniale egemone nella penisola indocinese.

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Gioielli coloniali: Don Kone. Introduzione.

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Nel profondo Sud il Mekong scorre impetuoso segnando il confine tra Cambogia e Laos.
Al tempo sconosciute, quelle zone incuriosirono da subito i coloni francesi, già presenti nella vicina Cambogia fin dal 1863.
Don Kone, insignificante isola in mezzo al Grande fiume, era la porta d’accesso del Laos per chi vi si avventurava da Sud.
Piccola e selvaggia, l’isola di Kone era sorvegliata da possenti guardiani, le rapide del Mekong. Chiunque volesse addentrarsi in quelle terre inesplorate avrebbe dovuto affrontarle.
La storia coloniale del Laos comincia proprio da qui.
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