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Il lavoretto

2013-04-14 19.17.05Era seduto al tavolino accanto, in compagnia di una ragazza thai. Ogni tanto ci lanciava sguardi ammicanti accompagnati da un sorrisetto da ebete. Avevamo capito tutti che era un italiano, che non era un turista e che cercava di attaccare bottone. Era una calda domenica di maggio, l’afa soffocava le strade di Nong Khai, una cittadina di provincia della Thailandia nord orientale. Alla fine il modo di inserirsi nel discorso lo trovò, non mi ricordo come. Viveva a Loei, un’anonima cittadina sulle colline tra Udon Thani e Pitsanulok, dove l’economia locale è ancora quella agricola.

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Katu, ovvero fumare a tre anni.

La pagoda destinata a custodire le bare

La pagoda destinata a custodire le bare – © foto Mauro Proni 2016

Il villaggio di Ban Kok Phung venne fondato nel 1974 da tre famiglie di etnia Alak e Ta Oy che avevano deciso di lasciare le colline del distretto di Kaleum, distante circa settanta chilometri, a causa della sopraggiunta infertilità della terra e della pessima condizione delle strade.
Nel corso degli anni il numero dei residenti di Kok Phung aumentò sensibilmente e nel 1985 e il villaggio venne diviso in due: Ban Kok Phung e Ban Kok Phung Maii (maii: “nuovo” in lingua lao).

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