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Quel sottile confine fra crescita e insolvenza

Pakse, iron factory

Laboratorio artigiano di Pakse (Laos) – © foto Mauro Proni 2013

Secondo il Fondo monetario internazionale il Laos è un Paese ad alto rischio insolvenza.
Fino a un anno fa la fiducia sulla solvibilità delle finanze laotiane si basava sulle rosee previsioni di crescita del settore minerario ed energetico, i due pilastri sui quali poggia la fragile economia laotiana. Leggi il resto di questa voce

I nuovi ricchi

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Una Pagani Zonda lungo una strada del centro di Vientiane (Laos). Il proprietario, un ragazzo di 25 anni circa, ha chiesto esplicitamente di essere fotografato sdraiato accanto all’auto, a cofano aperto | © foto Mauro Proni 2014.

Qualche anno fa sulla stampa cinese apparve un articolo nel quale le autorità esprimevano preoccupazione in relazione ad alcuni episodi che avevano coinvolto i figli dei “nuovi ricchi”, rampolli di quelle famiglie di bassa estrazione che, in un modo o nell’altro, si sono arricchite negli ultimi anni. L’articolo condannava alcune foto apparse su facebook nelle quali si vedevano ragazzi poco più che adolescenti dar fuoco ad una Ferrari appena comprata, bruciare banconote di grosso taglio, farsi fotografare sul letto circondati da gioielli o farsi i selfie accanto al saldo del conto corrente a dodici zeri.

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Costo della vita e tasso di sviluppo. Il Caso Thailandia – Laos.

2013-12-24 11.20.48.jpg«Come è possibile?» mi sento rispondere dai turisti quando dico loro che il costo della vita in Thailandia è inferiore a quello del Laos.
Vientiane e Nong Khai sono due città separate dal fiume Mekong. La prima è la capitale del Laos, la seconda è una cittadina di provincia thailandese, lontana dal mare, dalle montagne e soprattutto dal turismo. Ogni fine settimana centinaia di laotiani varcano il confine a bordo dei loro SUV comprati a strozzo per riempirli di ogni genere di prodotti: alimentari, elettronica di consumo, vestiti, prodotti industriali. La stessa scena si ripete in tutte le località thailandesi a ridosso del fiume Mekong, ovunque ci sia un ponte a collegare i due Paesi. Leggi il resto di questa voce

Il caso di Gianluca di Gioia e l’articolo di La Repubblica scopiazzato dal mio blog

Il pezzo dell'articolo di La Repubblica copiato dal mio blog

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Su repubblica.it del 4 settembre 2017 è stato pubblicato un articolo relativo al caso di Gianluca di Gioia, l’italiano “rapinato, aggredito, avvelenato” in Laos ed ora ricoverato all’ospedale di Udon Thani, in Thailandia. L’articolo, che porta la firma di Ivan Mocciaro della redazione di Palermo, è stato in parte copiato da un mio pezzo datato 3 settembre 2017. Non è difficile capire chi ha copiato da chi.
Le uniche modifiche apportate dall’autore al mio pezzo sono due grossolani errori grammaticali. Per la serie: scopiazzare e pure male.
Mi fa onore che un giornale autorevole come La Repubblica si informi sul caso dagli articoli del mio blog, ma lealtà e correttezza suggerirebbero di chiedere il permesso prima di scopiazzare gli articoli altrui.
Ho chiesto spiegazioni via e-mail alla redazione di Palermo e sono in attesa di riceverle, se mai arriveranno.
Cari giornalisti, quando vi scagliate contro i blogger, definendoli “ciarlatani in cerca di visibilità”, “giornalisti della domenica”, “fuffa del Web” pensate a casi come questi. Chiamarli ciarlatani e poi appropriarvi dei loro contenuti non fa onore alla vostra professione. Caro Mocciaro, ora copia anche questo!

Il canale YouTube è online!

Mauro in Asia - Il canale YouTube

Ci siamo! Dopo un lungo periodo di preparazione finalmente il canale YouTube Mauro in Asia è pronto. Parleremo di Sud-Est asiatico attraverso immagini, parole ed emozioni.
Per essere aggiornati sui video che verranno pubblicati basta andare sulla home page del canale e iscriversi. Leggi il resto di questa voce

Gli insetti con l’olio dell’anno scorso

Insetti in vendita in una bancarella di Bangkok

Insetti in vendita in una bancarella di Bangkok – © Mauro Proni 2010

“Gli insetti saranno il cibo del futuro – dice qualcuno -, dato il loro elevato contenuto di proteine saranno un sostitutivo della carne”. Nel panorama delle possibilità che il fato ci riserva posso anche dire un semplice vabbè. Ma se qualcuno si spinge oltre e afferma che bisogna prendere spunto dagli asiatici, allora vorrei dire la mia.
Nel Sud-Est asiatico gli insetti sono considerati uno spuntino veloce. Grilli, cavallette, larve e a volte anche ragni: non si trovano ovunque, ma ogni tanto ci si imbatte in una bancarella che li vende.

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Le persone fanno la differenza

Ragazzo laotiano che alza la birra al cielo sorridendo

© foto Mauro Proni 2010

«Perché hai deciso di trasferirti qui?» è la domanda più ricorrente che mi rivolgono i turisti che accompagno, ed è anche una delle più difficili alle quali rispondere.
Laos, uno dei Paesi più poveri dell’Asia, con un sistema sanitario pessimo, strade malconce, nessun welfare, elevata mortalità ed un alto tasso di corruzione. Ecco, abbiamo trovato il pedofilo! Già, perché dopo questa descrizione se uno sta qui, o è un pedofilo o non c’è ragione per starci un minuto di più. E invece no, cari lettori, qui ci sono anche alcool e droga a basso costo. Non ci facciamo mancare niente noi espatriati che «è meglio non avere in Italia», come disse il ministro Poletti. Ma questo tema è stato già trattato in un altro post.

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Turismo cinese: l’invasione è servita

Un gruppo di turisti cinesi in attesa di salire su uno dei tanti bus in sosta lungo la Second Road a Pattaya

Turisti cinesi in attesa di salire sui bus (Pattaya, Thailandia) – © foto Mauro Proni 2016

Sono ovunque. Come soldatini obbedienti seguono la loro guida. Se lui si ferma, loro si fermano; se lui punta il dito verso destra, loro guardano a destra. Non c’è bisogno di chiamarli a raccolta, perché il turista cinese non si allontana dal gruppo, non fa domande e soprattutto non si lamenta. Il cinese è il turista ideale per ogni guida turistica.
Volete una prova che ciò sia vero? Venite in Asia.

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I dinosauri della Danimarca australiana

La pagina del libro di inglese Cutting Edge«Sapete dove si trova l’Australia?»
«No»
«È qui, sulla mappa. Conoscete qualche città australiana?»
«Danimarca»
«La Danimarca è un Paese europeo. Le principali città australiane sono: Perth, Canberra, Melbourne, Sidney, Adelaide, Brisbane. Qualcuno di voi è mai stato in Australia?»
«No»
«Sapete cos è l’Outback australiano?»
«No»
«Sapete dirmi qualche animale che vive in Australia?»
«I dinosauri»
«Va bene, parliamo di Luang Prabang, l’antica capitale del Laos. Ci siete mai stati?»
«No»

E’ un po’ che non scrivevo di scuola e oggi lo voglio fare cominciando così. Una barzelletta? Nient’affatto. Si tratta di uno scambio di battute che ho avuto con alcuni miei studenti durante una lezione di inglese, qualche giorno fa.

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Gioielli coloniali. Ascesa e declino della ferrovia di Don Kone – Ultima parte

Il ponte ad arcate che collega Don Kone a Don Det

Il ponte ad arcate lungo 158 metri che collega Don Kone a Don Det fu costruito dai francesi nel 1910 – © foto Mauro Proni 2012

Allungata e potenziata, la ferrovia di Kone al traffico commerciale aggiunse presto anche quello dei primi turisti che, dal vicino Vietnam, potevano raggiungere Luang Prabang a bordo di confortevoli battelli a vapore.

Sul finire del 1894 un manipolo di operai vietnamiti coordinati dal luogotenente Simon aveva terminato i lavori di estensione della ferrovia fino al villaggio di Ban Kone, includendo anche il potenziamento dei binari e delle rampe del porticciolo fluviale.
Nel corso del 1894 le Messaggerie Fluviali della Cocincina (che già detenevano la concessione per la navigazione nel tratto cambogiano e vietnamita del fiume) ottennero l’appalto del servizio postale dell’alto Mekong. Con il dislocamento di tre nuovi battelli da 60 tonnellate si rese necessario un nuovo potenziamento dell’intera rete, cosa che venne fatta nel 1896, tra agosto e ottobre.

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