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La malnutrizione colpisce le zone agricole e montane

Laos. Malnutrizione e sviluppo

Nonostante acqua e cibo siano reperibili anche nelle località più remote, il Laos registra tassi di malnutrizione tra i più elevati dell’Asia.

Secondo un recente rapporto del World Food Programme, il Laos è uno dei Paesi a più elevato rischio di malnutrizione infantile. Nel 2012, con un tasso del 44%, il Laos si piazzava al secondo posto tra i Paesi dell’Asia orientale per casi di malnutrizione tra i bambini sotto i cinque anni di età.

Laos, risorse in abbondanza

Per chi in Laos ci vive, il dato sembra contrastare con l’immagine di un Paese dove cibo e acqua non mancano, anche nelle aree più remote.
In Laos caccia e pesca sono pressoché libere e la presenza di polli, maiali, mucche e bufali presso le comunità rurali è la norma, garantendo disponibilità quotidiana di carne e uova. Grazie al clima favorevole, inoltre, frutta e verdura crescono per gran parte dell’anno. Ultimo, non certo per importanza, il riso, sul quale gli asiatici fondano la loro dieta da secoli.

Malnutrizione

L’abbondanza di cibo, però, ancorché sia sufficiente ad allontanare problemi di denutrizione, non garantisce una corretta alimentazione, entrando in gioco pericolosi fattori culturali.
Talune etnie privilegiano il consumo di carne a scapito di frutta e verdura (ricche di vitamine); altre invece allevano animali solo per commercializzarli, non per cibarsene, privilegiando così il consumo di riso e verdure a scapito della carne (ricca di proteine); altre comunità si cibano quasi esclusivamente di riso e poco altro (determinando una carenza sia di proteine che di vitamine).
In talune realtà le madri interrompono lo svezzamento antitempo a favore di una dieta a base di riso perché, a causa dell’intenso lavoro nelle campagne, non hanno tempo di allattare la prole.

Conseguenze

Si ritiene che oltre il 40% dei bambini laotiani sotto i cinque anni soffra di anemia dovuta alla carenza di ferro, mentre il 45% lamenta una carenza di vitamina A.
Come se non bastasse, una dieta povera di iodio contribuisce a causare un deficit intellettivo permanente nel 20% della popolazione almeno. E gli alimenti più ricchi di iodio (pesce di mare, sale marino, latte e cereali) non fanno parte della dieta del laotiano medio.

mappa del WFP
Aree agroeconomiche a più alto rischio di ritardo nella crescita – fonte: World Food Programme, “Lao PDR Country Strategy 2011-2015”

Le zone più colpite

Nonostante negli ultimi quindici anni il Laos abbia conosciuto un trend di crescita economica elevata (con il picco del 8% nel 2012), il tasso di malnutrizione infantile è rimasto pressoché costante.
Il problema della malnutrizione coinvolge soprattutto le comunità isolate. Circa il 80% della popolazione laotiana vive in aree rurali e montuose, dove le strade non sono asfaltate e i presidi sanitari latitano tanto quanto le scuole, perfetti ingredienti per scatenare una serie di problemi interconnessi tra loro.
L’assenza di presidi medici in loco non consente di diagnosticare i casi di malnutrizione. L’ignoranza di base – nelle comunità rurali il tasso di analfabetismo raggiunge picchi del 85% – non consente di comprendere le basilari necessità nutrizionali degli infanti. La mancanza di risorse economiche sufficienti impedisce ai più poveri di acquistare integratori alimentari, determinando i tassi di malnutrizione di cui sopra.

La Premiere Legue nella baracca

Difficile anche pensare – umile opinione di chi scrive – che l’opera delle ONG possa cambiare abitudini alimentari profondamente radicate, se non con interventi spot limitati ad un’area geografica e ad un periodo di tempo dipendente dal budget del progetto di cooperazione così come finanziato.
Paradossalmente nella baracca di un villaggio h’mong dotata di ricevitore satellitare potete assistere ad una partita della Premier League inglese in diretta, ma potreste essere costretti a dissetarvi con acqua di pozzo bollita e a mangiare nient’altro che riso e fagiolini.


Fonti bibliografiche

World Food Programme, Lao PDR Country Strategy 2011-2015, WFP, Vientiane, 2010 [online]. Disponibile all’indirizzo https://www.wfp.org/content/lao-pdr-country-strategy-2011-2015 [consultato il 23 ottobre 2015].
D. MacLean (a cura di), As Laos prospers, child malnutrition persists, IRIN, 2013 [online]. Disponibile all’indirizzo http://www.irinnews.org/report/98659/analysis-as-laos-prospers-child-malnutrition-persists [consultato il 31 ottobre 2015].

libro Laos mauro Proni

Laos. Usi, costumi e tradizioni
è l’unico libro in lingua italiana che vi farà scoprire uno dei Paesi meno conosciuti dell’Asia.

Cantiere edile a Vientiane

Il nuovo World Trade Center e la Vientiane che non esiste

Sorgerà nel pieno centro di Ventiane il World Trade Center, vero e proprio quartiere commerciale per clienti facoltosi. Hotel a cinque stelle, appartamenti di lusso, boutique di griffe internazionali, cinema 3D, spazio concerti, bar e ristoranti: tutto bello, tutto nuovo, tutto pulito. Per chi?
In un Paese dove si contano pochi milionari è difficile immaginare di tenere in piedi una megastruttura di questo genere.

Landmark Mekong Riverside Hotel
L’ingresso del Landmark Hotel

E gli altri?

I laotiani campano con stipendi medi che vanno da 80 a 300 dollari al mese: al WTC potranno andarci solo per fare una passeggiata.
Gli elevati dazi d’importazione rappresentano ancora oggi un disincentivo all’acquisto in una città che dista solo una mezzora d’auto dalla Thailandia. Nella terra dei sorrisi è possibile trovare gli stessi prodotti disponibili sul mercato di Vientiane a prezzi del 30, 40% inferiori. Se, come già annunciato dalle autorità locali, verrà realizzato il porticciolo di Sisattanak, in un prossimo futuro per raggiungere la Thailandia basteranno cinque minuti di traghetto.

L’ultimo buco nell’acqua

Sono in molti a chiedersi la ragione di questo ennesimo mega investimento, l’ultimo di una serie di discutibile successo.
Vanno avanti a singhiozzo i lavori del grattacielo più alto della città, nei pressi del National Convention Hall, il centro congressi dove, nell’autunno del 2012, si tenne il bilaterale ASEAN-EU al quale partecipò anche l’ex primo ministro Mario Monti.

Latsavong Plaza
Il complesso del Latsavong Plaza nei pressi del National Convention Center

L’Asem Villa, il complesso di residenze extra lusso da 4500 dollari al mese sito tra il Landmark Mekong Riverside Hotel e il Chao Anouvong Park, non ha riscosso successo e la maggior parte delle megaville sono tuttora sfitte. Lo stesso Landmark Hotel è una meravigliosa cattedrale nel deserto, senza clienti e senza collegamenti con il centro città.
Il Vientiane Center più che un’occasione di sviluppo  è l’ultimo buco nell’acqua in ordine di tempo. Sarà per il parcheggio a pagamento, per la modesta offerta di prodotti o per il sovrapprezzo applicato ai pagamenti con carta di credito, il primo centro commerciale del Laos di clienti ne ha sempre visti pochi.
Dimenticavo i tarocchi. In un centro commerciale di livello medio alto non ci si aspetta di trovarci prodotti contraffatti, e invece la Cina riesce a piazzare meravigliose scarpe di plastica di pseudo griffe mai sentite accanto a scarpe di noti marchi occidentali con l’etichetta “made in China”.

Il World Trade Center parte male

Nel filmato di presentazione (vedi sopra) si spacciano scorci della cittadina di Luang Prabang per quartieri della capitale, per poi proseguire con immagini di porti, ponti sospesi, motoscafi che a Vientiane nessuno ha mai visto (min 0:27).
Insomma, a fare le cose come si deve, i cinesi proprio non ci riescono.

Kit di base di una guesthouse economica

Guesthouse. Piccola guida per scegliere al meglio.

Diverse per prezzi e offerte, le guesthouse asiatiche possono rivelarsi delle ottime scelte, ma occorre prestare attenzione ad alcuni dettagli per evitare brutte sorprese.

Letteralmente “casa per l’ospite” le guesthouse sono molto diffuse nel sud-est asiatico. Il livello di servizi ridotto e il modesto numero di camere rispetto agli hotel tradizionali consente di praticare prezzi competitivi, ma scegliere la guesthouse superficialmente può essere fonte di brutte sorprese.

Ecco un decalogo di  cose sulle quali focalizzare la vostra attenzione prima di scegliere il vostro alloggio.

Occhio alla posizione

Prima di scegliere date un’occhiata intorno; evitate gli alloggi nei pressi di cantieri edili o templi. Muratori e monaci si alzano molto presto la mattina ed essere svegliati da assordanti colpi di mazza può essere spiacevole altrettanto quanto sorbirsi cantilenanti nenie buddhiste.

Occhio al prezzo

Di solito le camere sono disponibili con ventilatore o con aria condizionata, naturalmente i prezzi sono diversi. Fatevi dire i costi e scegliete solo dopo aver visto la camera; alcuni alloggi hanno camere fresche anche se la temperatura esterna è torrida. Non abbiate fretta.

Accesso Internet

La Wi-Fi potrà essere molto utile per mettervi in contatto con il mondo e per cercare informazioni sulla vostra prossima tappa. Assicuratevi della possibilità di poter accedere alla struttura anche a tarda notte autonomamente senza dover suonare campanelli, attendere che il sorvegliante di turno si svegli e realizzi su quale pianeta si trova prima di aprirvi il cancello.

Chiedete di vedere la camera prima di pagare

Non esitate a chiederlo mai perché è questo che fa la differenza tra un soggiorno piacevole e un sacrificio quotidiano.
Il bagno è il vero punto debole di ogni guesthouse. Sollevate la ciambella del WC e controllate la pulizia della tazza. Gli schizzi di urina non sono una rarità negli alloggi di basso livello e se l’igiene manca fin dal bagno, immaginatevi il resto!
Verificate il comparto doccia. In Asia è diffuso un particolare tipo di scaldabagno elettrico che si monta nel vano doccia e dal quale esce un tubo flessibile in gomma che termina con il doccino. Quest’ultimo è agganciato al muro da un supporto in plastica che non raramente è rotto. Controllate che sia tutto in ordine: farsi la doccia con il doccino in una mano e il bagnoschiuma nell’altra sarà un’impresa ardua.
Di solito il kit tandard di ogni guesthouse prevede almeno uno o due asciugamani, un rotolo di carta igienica e due piccole saponette. Il kit è solitamente posizionato ai piedi del Non è escluso che in certe sistemazioni la carta igienica si paghi a parte o che l’asciugamano non sia fornito.
Non dimenticatevi infine di controllare la presenza delle finestre. Alcune strutture non hanno finestre, ma solo le persiane (gli scuri). In questo caso, ogni rumore che provenga dalla strada vi piomberà in camera assieme a zanzare e insetti vari.
Verificate la temperatura della camera e solo a questo punto decidete per una aircon (camera con A/C) o fan (camera con ventilatore).

Concludendo

Ricordate che le guesthouse di basso livello non prevedono la pulizia della camera quotidiana e talvolta anche il cambio lenzuola non viene fatto ad ogni cambio ospite, ma una volta alla settimana (proprio così, indipendente da quanti ospiti si sono avvicendati nel letto!). Allo stesso modo sappiate che nelle sistemazioni più cheap la pulizia del bagno si fa solo con l’acqua, senza l’ausilio di detergenti. Infine la WiFi: se pagate una camera pochi dollari non aspettatevi di avere una larghezza di banda tale da poter fare alcunché, anzi, spesso rassegnatevi a non poter usare affatto la Rete. Ricordatevi che nessuno regala niente per niente.
Seguite questa check-list e il vostro soggiorno sarà un piacere. Detto questo, buon viaggio in Asia!

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