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Transessuali: firmare il modulo prima di salire al piano.

Il modulo da compilare prima di salire in camera con un ladyboy

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Per chi vive alle mie latitudini è cosa nota: le cliniche thailandesi che operano il cambio di sesso pare che facciano lavori egregi, tanto da aver spinto qualcuno a coniare la battuta: «Se vedi una ragazza thailandese bellissima molto probabilmente non è una ragazza».
Nonostante la Thailandia sia un Paese molto tollerante, molte di queste sventole non si dedicano a lavori ordinari ma preferiscono fare soldi, tanti, dandosi al “mestiere”.
Non raramente si verificano casi in cui gli expat appena trasferiti nella “terra dei sorrisi”, ancora non in grado di riconoscere i transessuali a prima vista, si facciano abbordare nei bar da siffatte bellezze. La serata finisce quasi sempre a casa di lui dove, scartato l’uovo di Pasqua, l’inesperto farang scopre la sgradita sorpresa.
Sovente questi episodi sfociano in litigi: il ladyboy vuole ugualmente i soldi, il cliente non vuole pagare, grida alla truffa e la vuole sbattere fuori di casa. Di solito durante queste scenate il ladyboy cala la carta del fantomatico amico poliziotto che “ora lo chiamo e ti sistemerà lui”. Leggi il resto di questa voce

Il volto della disperazione

interno baracca

L’ingresso di una delle tante baracche del quartiere universitario | © foto Mauro Proni 2013

Le condizioni di vita degli studenti universitari di una cittadina del Laos meridionale nel conflitto tra speranza e necessità.

Paksé, Laos meridionale, una città asiatica come tante altre. La passeggiatina poco prima del tramonto sul Lao-Nippon Bridge è il volto della normalità di una città che guarda al futuro, seppur in sella a uno sviluppo lento e disordinato; due chilometri di marciapiede frequentatissimi dagli amanti della corsetta serale e dalle coppiette alle prime uscite.
Il sole che va calando colora il Mekong di tinte calde, il fiume è immenso, le sue proporzioni impalpabili. Minuscole figure si agitano a pelo d’acqua, sono i pescatori che prendono il largo con le loro barchette. La distanza che ci separa li ammutolisce in un silenzio irreale.
La magia dell’Asia è fatta anche di cose semplici: un fiume, il tramonto, i colori, due passi a piedi.
Paksé ha anche un altro volto, meno romantico ma non meno reale: è quello degradato della baraccopoli alle spalle del Teacher Training College, la facoltà universitaria dove si forma il corpo docente del Paese. Leggi il resto di questa voce

Chicken Farm, l’allevamento di esseri umani

Una stanza di un bordello laotiano

Una stanza di una chicken farm laotiana | © foto Mauro Proni 2014

Un inchiesta sui bordelli di periferia cambogiani tra miseria e necessità di sopravvivere.

Le chiamano “chicken farm” (lett. “allevamento di polli”), forse perché ricordano i pollai, ma sono veri e propri bordelli di quart’ordine. “Ti porto nella fogna” mi dice la mia guida locale mentre ci avventuriamo lungo una strada sterrata tutta buche e fango priva di illuminazione pubblica, nell’estrema periferia di Koh Khong, cittadina costiera della Cambogia occidentale a soli otto chilometri dal confine con la Thailandia. Da ambo i lati della strada una mezza dozzina di baracche di legno davanti alle quali, sotto un riparo fatto di bambù e paglia, non più di quattro o cinque ragazze bivaccano in attesa di compagnia. Leggi il resto di questa voce